La maturità del Signor Ponza (quella sulla carta, dell’altra ancora non c’è traccia)

Oggi se non sbaglio c’è la terza prova, la prima prova dell’esame di maturità in cui può essere utile studiare. Il tema di italiano infatti offre una così ampia possibilità di scelta di argomenti e di modalità che prendi un brutto voto solo se non sai scrivere in italiano. Ed è grave se non lo sai fare a 18 anni. La prova di matematica o la sai fare o non la sai fare: è inutile che studi tutta la matematica di cinque anni la settimana prima degli esami. Studiare per la terza prova invece può avere un senso. E quando dico “studiare” intendo chiaramente preparare i bigliettini.

L’intro mi serve per parlare del MIO esame di maturità, prendendo spunto da Falcon82.

Del giorno di tema ricordo poco, insomma ero già abbastanza teso per il giorno successivo per potermi preoccupare del tema. Ricordo però per esempio che la mia professoressa di italiano negli ultimi giorni di scuola si improvvisò profeta, dicendo: “Ragazzi, se c’è una cosa che mi sento di dire con sicurezza in base alla mia esperienza ventennale è che alla maturità non uscirà mai Dante come tema letterario. Andate tranquilli”. Indovinate un po’ quell’anno che cosa è uscito?
Mi ricordo anche del compagno (di bevute, più che altro) che arrivò in classe il giorno della prima prova con una bottiglia di coca-cola a cui aveva sapientemente aggiunto del rum. Evidentemente il magico intruglio conosciuto anche come cuba libre ha sortito i suoi effetti, ispirandolo e guidandolo verso la conquista di una maturità che era data 50 a 1.

Arrivò poi il giorno della temuta prova di matematica, una materia che fino alla seconda superiore adoravo. Poi arrivò una professoressa di cui alunni usciti nel lontano 1980 parlano tutt’ora male nei gruppi di Facebook dedicati al mio liceo, e da quel giorno diventò aramaico. Però ero arrivato quella mattina armato di buona volontà, sicuro di riuscire a fare qualcosa di buono. Anzi, anche di più.
Una volta ricevuto il foglio con la traccia, ricordo di aver passato la prima mezz’ora ridendo da solo, la seconda ridendo e guardando la mia vicina di banco ridere, la terza disperandomi e pensando a un centocentesimi che si allontanava, la quarta a cercare di riempire il foglio con qualcosa che assomigliasse lontanamente a una soluzione dei quesiti, con scarsi risultati. Il tempo restante lo trascorsi chiedendo gentilmente informazioni a chiunque capitasse a tiro, professori di lingue inclusi.

La terza prova andò decisamente meglio. E per decisamente meglio si intende che non la si faceva più nei corridoi, ma nelle classi, molto più vicini gli uni agli altri e in una forma più simile a quelle delle verifiche che si fanno tutto l’anno. Per cui le nostre strategie e tecniche di comunicazione erano più che collaudate, ma soprattutto, come accennavo prima, avevamo studiato. Avevamo studio negli astucci, nelle calze, nei vocabolari. Ovunque. E i professori che, visto la sfacelo della prova di matematica, erano dalla nostra parte e facevano finta di uscire un attimo a respirare l’ottima aria del corridoio.

Poi c’è l’orale, è vero. Ma lì sono stato forte, fisica a parte. E alla fine tutto è andato come doveva andare, che vuol dire che io ho preso il mio centocentesimi e ci sarebbe da vergognarsene un po’ per come ho fatto la prova di matematica, ma anche no.

28 Comments

  1. Giulio GMDB© scrive:

    Io della mia ormai ricordo ben poco (se non a volte in qualche incubo in cui mischio ufficio e interrogazioni su materie nelle quali mi rendo conto – nel sogno – di non studiare da anni). A suo tempo riuscii a conquistare un 44/60, 2 più del minimo per partecipare a concorsi vari (erano gli anni in cui non era ancora indispensabile una laurea). Ed è un buon risultato visto che ho sempre cercato di ottenere il massimo con il minimo sforzo. Poi c’è stato l’anno da militare (e si, la leva era ancora obbligatoria) con i +70 permessini falsi per uscire prima dalla caserma e l’anno di studio in Inghilterra. Poi ho cominciato a lavorare ed è finita la pacchia ;-)

  2. duhangst scrive:

    Riuscii a rubacchiare un 41/60.. ma proprio rubacchiare eh.

  3. ammiragliok scrive:

    io la chiusi con un 54/60 nell’anno mitico del mondiale spagnolo con gli amici della palestra che si erano recati in spagna mentre a me quest’opzione era stata rifiutata da dei genitori che non capirono l’importanza di quel mondiale e di una comissione che mi fissò la prova orale il giorno dopo della vittoria sulla germania in finale

  4. laste scrive:

    La mia maturità è stata un disastro, avevamo un presidentessa esterna che sembrava Hitler, infatti il voto più alto è stato un 92/100 e ben 5 alunni segati. Io che avevo la media del 7,5 ho preso il minimo, 60/60, così come molti altri. Ricordo bene una mia compagna che poverina le era morto il nonno durante gli esami, e aveva fatto un po’ schifo nonostante durante l’anno avesse una media alta, e l’hanno bocciata. Bastardi! L’unica che ricordo con piacere era la prof di geografia, che chiamavamo per farci dare delle dritte che non ci ha mai dato, però in compenso ci faceva tipo degli indovinelli per farci capire quali materie sarebbero uscite per la terza prova

  5. Signor Ponza scrive:

    Per fortuna quando l’ho fatta io il commissario esterno non contava nulla. Ce n’era uno solo che girava per tutta la scuola.

  6. cherry scrive:

    Noi ervamo talmente rincoglioniti di studio e impauriti da questa maturità che ricordo che dopo la prima prova c’era una mio amico con una bottiglietta d’acqua messa di rovescio nello zaino chiusa male. Per cui gli colava acqua nei pantaloni, ma solo da dietro. Dato che gli guardavo i pantaloni umidicci con una certa insistenza lui si ferma, si rende conto, ma non subito e fa: “Toh, c’è un rivolo d’acqua che mi scorre giù per il cavo apopliteo”. In quel momento ho toccato l’apice della disperazione.

  7. cherry scrive:

    Bene, mi autocomplimento per la consecutio temporum del mio commento. L’ho passata la maturità alla fine, eh…
    Chiedo scusa per la forma…

  8. fabrizio scrive:

    Se però la ormai celeberrima prof di mate avesse insegnato glottologia, tu adesso saresti un campione di aramaico e lingue estinte. Basta mettersi d’accordo.

  9. Albo! scrive:

    Dai non è che l’hai proprio rubato questo voto orsù, anche in matematica andavi forte tutto l’anno quindi…te lo potevi permettere diciamo.

  10. Giangidoe scrive:

    Io ricordo di aver risvegliato dal torpore estivo la presidente di Commissione solo quando ho nominato la MERDA D’ARTISTA di Piero Manzoni. A seguire, lei stessa iniziò un piccolo dibattito scandalizzato -con gli altri professori- su cosa si potesse definire arte o no.
    E lì finalmente non dovetti più parlare io. Ero diventato momentaneamente spettatore.
    Sono minuti che ti allungano la vita.

  11. mattomatte scrive:

    anche io l’avevo data con un solo commissario esterno che girava per tutta la scuola…passata discretamente per fortuna

  12. chit scrive:

    Centocentesimi?!?…
    fammi fare due conti, dunque, al tempo in cui dieci centesimi d’oggi valevano sei sessantesimi tu avrestri preso un bel 60, giusto?!?!

    Niente da fare, sei “fuori categoria” per i miei parametri ;)

  13. viola21 scrive:

    secondo me col fisico c’eri tutto! :P

  14. mezzojameson scrive:

    ho un bel ricordo di quel periodo, studiavo per gli orali seduto al tramonto sui bastioni di Otranto… e non mi rendevo conto della magia di quei momenti, te ne accorgi sempre dopo cazzo.

    salot’

  15. Alianorah scrive:

    Ricordo la mia maturità con grande divertimento e senza patemi. Forse ero incosciente, ma se ripenso a me stessa in quell’occasione, quasi quasi mi invidio.

  16. laura scrive:

    Per me matematica era stata la prova più facile perchè è da sempre una delle mie materie preferite. L’italiano lo odiavo, ma alla fine non è andato così male. La terza prova era da me quella più temuta con le domande di filosofia e letteratura inglese. Alla fine sono uscita con 90/100! Da noi nessuno ha raggiunto il massimo, avevamo un commissario esterno troppo antipatico!

  17. paz83 scrive:

    la matematica per me è molto peggio dell’aramaico, lingua che in confronto comprendo perfettamente…

  18. MyP scrive:

    Io dico che i 100 / 100 te li sei più che meritati.
    Nel senso che sarebbe assurdo se i tuoi professori avessero tenuto conto solo degli esami senza contare il tuo rendimento scolastico probabilmente molto buono.
    Allora esistono i professori sani di mente!!!

  19. Signor Ponza scrive:

    Infatti devo dire che non mi posso certo lamentare dei miei professori. Probabilmente hanno tenuto conto del fatto che in 5 anni mi sono moderatamente fatto il culo, ma anche che a molti stavo simpatico. :D

  20. bruno carioli scrive:

    In ritardo ma con sincerità un grande in bocca al lupo.

  21. buzzycozza scrive:

    ti manderei a quel paese, anzi no, lo faccio. Da me ci hanno fatti morire, di copiare non se ne parlava, veramente una fatica assurda per avere due rispostine multiple. Avevo concluso il 5° anno molto bene, media 7,55!!!! con anche un 9 o un 10 in italiano e solo un debito in fisica, mi hanno dato 74…

  22. Monicanta scrive:

    Pensare agli esami di maturità mi mette l’ansia ancora adesso…. all’esame orale sono andata in rissa con la mia prof di storia dell’arte tra gli sguardi allibiti della commissione…

  23. giuy scrive:

    io copiai sia nella seconda prova che nella terza.

  24. Mauro scrive:

    Ho sempre pensato che fossi una persona di vivacità intellettuale e di brillante ironia.
    Certi tuoi commenti mi danno conferma delle mie opinioni.

  25. Susanna scrive:

    Gli astucci e le calze “istruiti” mi hanno fatto morire! :-D Io ho un bel ricordo del mio esame di maturità a parte, come te, del compito di matematica che è stato drammatico. Quell’anno c’era perfino un errore nel problema principale. Però, non so ancora bene come, ma sono riuscita a conquistare anche io il fatidico cento!

  26. oyasuminasai scrive:

    Non sono d’accordo sul tema di italiano. Anche lì si può studiare (sempre nel senso in cui intendi tu). Nei gironi prima della maturità, insieme al mio compagno che ancora mi deve una cena e spero che legga questo blog, abbiamo scritto al computer dei mega bigliettini di italiano (su poeti, scrittori e correnti letterarie) con i caratteri del vocabolario e su carta giallina-da-vocabolario-vecchio, in modo che se fosse uscito Montale nella prova “Analisi del testo” (come avvenne) sarebbe bastato andare alla M e copiare. Stessa cosa abbiamo fatto con il Codice Civile (che si poteva portare alla seconda prova di Economia Aziendale, ero a ragioneria). Per non parlare della terza prova.

    Che nostalgia!

  27. Gio scrive:

    Ma del sergente Flavia Berton a vigilare sulla terza prova.. ne vogliamo parlare?? Cioè te lo spiego, in primo banco con i suoi occhi addosso…

  28. giada scrive:

    del diploma mentale stiamo parlando, obvio..

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