A me le Reti Amiche fanno un po’ paura

Non so se avete sentito parlare del progetto Reti Amiche. Fanno anche la pubblicità in tv e radio; in poche parole sarà possibile accedere ad alcuni servizi della Pubblica Amministrazione anche nelle Poste o nei Tabaccai (ad esempio per rinnovare il passaporto).

La notizia mi ha un po’ turbato. Vorrei ricordare che la Posta che ho più vicino a casa e nella quale mi reco di solito ha visto me e la mia famiglia (ma sono certo che non siamo gli unici) protagonisti di episodi poco edificanti.

Una volta ero allo sportello per compilare un modulo, forse per la ricarica di una carta postepay, e quando ho chiesto una penna la risposta è stata: uno sguardo smarrito, una pausa di qualche secondo e un “eeeh, non so se ce l’abbiamo”. Al che l’impiegata è scomparsa per qualche minuto nel retro ed è tornata, ovviamente, senza penna. L’altro giorno, invece, mio padre aveva bisogno di alcuni francobolli (non di posta prioritaria). La risposta alla sua richiesta è stata: “non ce li abbiamo”. Al che mio padre ha risposto dicendo: “va bene, allora mi dia un chilo di melenzane”. Fatto sta che in questo caso i francobolli alla fine si sono trovati, solo che l’impiegato non aveva voglia di andare nel retro a cercarli.

Non oso immaginare quando mi presenterò (se mai dovessi avere una giornata da buttar via) e chiederò di rinnovare il passaporto.

20 Comments

  1. enrico scrive:

    Alle Poste di oggi manca solo la lettura del giornale (potrebbe essere utile nelle lunghe attese in coda) e il servizio bar. Poi hanno tutto. ieri mi hanno invitato a prendere il loro catalogo per acquistare i regali di Natale. Ho visto libri in vendita sullo scaffale, giochetti per bambini, oggettistica varia. Ma non mi sembrano ancora pronti ( e reattivi) nella gestione. In effetti poi non ti danno un francobollo perchè non ce l’hanno

  2. duhangst scrive:

    Effettivamente c’è un lato angosciante in tutto questo!
    Con la loro organizzazione mi è facile immaginare dove possano finire i passaporti.

  3. BECA scrive:

    ti risponderanno.. “pass-chi?”

  4. paz83 scrive:

    pensa che io vado tre volte a settimana in posta, per lavoro devo spedire costantemente pacchi in mezzo mondo, quindi ti lascio immaginare quanto sia vasto il repertorio di episodi poco edificanti. Io dico, reti amiche un par di palle. Non scherziamo. L’ultima volta, mi ero dimenticato di guardare la differenza peso/dimensione del pacco che dovevo spedire in nuova zelanda. Allora ho pensato che loro sicuramente avrebbero avuto una tabella. L’avevano venduta. Ne avevano una su 7 sportelli, e quella l’avevano venduta ad un’altro cliente. Internet dite voi? La risposta è stata: noi non possiamo accedere. Ma cristo, potrai andare sul sito di posteitaliane visto che ci lavori? No, son dovuto tornare a casa.

  5. Laura scrive:

    La risposta sarà ovviamente “Noi non li possiamo fare!”
    Io non ci proverei nemmeno a chiedere di un passaporto in una posta, mi fa paura solo l’idea…

  6. Alianorah scrive:

    A volte finiscono i soldi per pagare le pensioni…e tu ti preoccupi della penna! :-)

  7. riccardo scrive:

    Penso proprio che vogliano (scusa il pessimo termine) tecnologizzarci a forza.
    Non so davvero quale e quanto possa essere l’efficienza di certi servizi, se “erogati” dal tabaccaio. A questo punto, perchè non richiedere, che so, la carta d’identità dal vinaio o dal fruttivendolo?
    Infatti la risposta di tuo padre sul “chilo di melanzane” è stata geniale!
    Ciao.

  8. cherry scrive:

    Ma non è che il passaporto in questura lo fai facilmente, eh? Certo le poste sono impareggiabili, ma credo sia un problema abbastanza diffuso quello della nullafacenza, nelle pubbliche amministrazioni in genere.

  9. Tony Soprano scrive:

    Le poste sono l’equivalente legale delle sette sataniche, le uniche differenze sono i capelli più corti e il giallo al posto del nero.

  10. phoebe scrive:

    Dovresti vedere le poste del mio paese (500 anime d’inverno, quasi il doppio d’estate). Non solo non c’hanno i francobolli, ma scrivono i bollettini a mano. Giuro.

  11. mauro scrive:

    ormai proveranno a farci fare di tutto alle Poste: io resisto, anzi alcuni cc li pago dal tabaccaio!

  12. ammiragliok scrive:

    Tuo padre è un genio! :-)

  13. bruno scrive:

    Dal racconto del tuo post potrei dire che siamo vicini di posta.
    Ma io so che non è cero.

  14. giulio scrive:

    Quando provo a fare tante cose tutte insieme le faccio tutte male. Non vedo perchè le poste debbano fare di meglio.
    Ieri alle poste c’erano due giovani impiegate che non avevano mai fatto un telegramma e, dopo 10 minuti passati a cercare un modulo, mi hanno detto che non era disponibile il collegamento dei loro terminali con la sede centrale e quindi che non lo potevano fare.
    Se invece di fare tante cose, le poste si limitassero a fare BENE i servizi postali e bancari, forse staremmo tutti meglio.
    Se il ministero dell’interno avesse un’organizzazione strutturata, risorse amministrative e mezzi informatici per rilasciare passaporti in tempo reale, non ci sarebbe bisogno di delegare questo lavoro alle poste e i poliziotti sarebbero in giro a fare indagini.
    Magari ci sarebbe qualche giovane impiegato in più ed un po’ di crisi in meno.
    Forse bisognerebbe capire che i cittadini hanno bisogno di servizi efficaci e non di specchietti per le allodole.

  15. Che coincidenza ne ho parlato anch’io nel Blog! Non mi fiderei per niente delle Poste, ne per il passaporto ne tantomeno per fare la domanda di pensione!

    Ciao, Virgilio

  16. mattomatte scrive:

    meglio fare una sola cosa fatta bene che tante alla cazz :D

  17. S.B. scrive:

    Ma tu queste cose le devi filmare e mandare su youtube!! Sono delle perle di comicità! :-)

  18. Pepenero scrive:

    Io invece acchiappo sempre la fila dei nonnetti che ritirano la pensione. Alcuni puzzano anche di vino.

  19. enzo72 scrive:

    sono pienamente daccordo sul fatto che le poste siano tutt’oggi considerate alla stregua di un porto di mare, dove ognuno fa quel che gli pare ( a ben vedere gli impiegati ) senza che il cittadino possa in qualche difendersi, ma il progetto reti amiche ha la sua valenza nella possibilità di scelta da parte del cittadino di avvalersi anche di “reti” diverse da quella postale, es. tabaccai, che per la loro connotazione hanno da sempre un rapporto amichevole e diretto col cittadino-cliente. La potenzialità di questo progetto è proprio nella varietà dei soggetti offerenti, laddove varità è sinonimo di concorrenza,di un’offerta professionalmente più qualificata, di un servizio all’utente personalizzato,veloce, sicuro.

  20. alicesu scrive:

    A parer mio, dovrebbero fare tutto ciò che riguarda la pubblica amministrazione su internet.
    Io abolirei tutti gli sportelli del mondo e farei tutto via web.
    E basta con le code e basta con i disservizi!

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