Dopo la prima settimana (anzi no, anche meno visto che ho cominciato martedì), sto già iniziando a pensare di fare un dottorato o un master, pur di tornare al più presto studente. Poi non vi dico la mattina che tristezza, appena uscito dalla metropolitana, vedere tutti i ragazzi che vanno a destra verso la Cattolica e io che giro a sinistra per andare in ufficio. Farei volentieri a cambio.

Comunque, per riassumere schematicamente i miei primi giorni di stage in pochi punti:

  • sto imparando a fare le cose nel doppio del tempo che normalmente impiegherei per farle, per non rimanere con le mani in mano;
  • ho scoperto la discriminazione al contrario per chi non beve caffè e non fuma: in pratica io non ho scuse per fare pause continue dal lavoro, se non quella di fingere di essere incontinente;
  • non sono più abituato a mangiare in mezz’ora. Ho bisogno dei miei tempi o in alternativa di mangiare la metà di quel che mangio normalmente;
  • a volte in ufficio si passano le mezze giornate a parlare di macchine e di figa.  Non ci siamo capiti;
  • inizio a capire il significato del venerdì.
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47 Responses to La prima settimana

  1. Kiko scrive:

    Trovo stupendi i punti 2 e 4!

  2. Kiko scrive:

    Comunque, in Italia almeno, ti sconsiglio di lasciare qualcosa simile a un lavoro per un dottorato! Magari avrai pure tanta passione e senso di sacrificio, ma proprio in Italia e in particolare con certi personaggi italiani accademici… mi fermo qui, va!

  3. palbi scrive:

    se ti avessi a tiro, ti mollerei un coppino per questo post.
    Deal with it, a meno di clamorose e inaspettate botte di culo per i prossimi 40 anni, meta’ del tuo tempo (togliendo le ore di sonno) lo passerai a lavorare.
    E visto che come la metti la metti cmq ti tocca, ci sono solo 2 criteri validi per cui sceglierti un lavoro: uno e’ se ti piace, l’altro se ti ricoprono di soldi.
    Personalmente li trovo entrambi criteri degni anche se c’e’ chi propende piu’ per l’uno o piu’ per l’altro.
    Mo’ e’ solo lo stage e posso pure capire ma quando dovrai scegliere il lavoro vero non fare l’errore di prendere quello che ti capita. Che tanto sei intelligente e puoi fare quello che ti pare, te capit?

    • Signor Ponza scrive:

      Grazie per avermi dato dell’intelligente! :D In effetti al momento lo stage che sto facendo è obbligatorio, altrimenti non mi laureo. Poi, dopo la laurea, spero di avere una posizione di partenza diversa rispetto alla ricerca di un lavoro.

  4. Val3ri0 scrive:

    ti capisco ti capisco! ormai sono due anni che lavoro in consulenza..e quello che dici è la stragrande normalità. aggiungerei:

    - il weekend lo passi a dormire ed è sempre troppo corto
    ;)

  5. tony soprano scrive:

    Sì, la vita fa schifo.

    ps: io sono fortunato perchè sono realmente incontinente

  6. Ester scrive:

    Che brutta vita… :(
    Ok, allora dovrei farmi bocciare un po’ di volte per rimandare queste sciagure? :D

  7. Luca scrive:

    E lo stage ovviamente non è retribuito?
    Da quello che è ancora nei panni dello studente potrei sollevare una protesta, ma d’altronde l’erba del vicino è sempre più verde.
    Per fortuna è solo una prova, no?

  8. dublina scrive:

    No dai non dire così!
    Mi fai venire la tristezza… tutti dobbiamo passarci per sto stage del cavolo!
    Io mi immagino le scene da film americano… i grandi sogni delle proposte di stage della l’ Oréal..
    Così le hai uccise tutte!

  9. b. scrive:

    ah come ti capisco!
    Il punto 1, 2 e 5 li appoggio in pieno, anche se ora che ho un lavoro “vero” e non sono più stagista (anche se tutto sommato le condizioni generali non sono cambiate di molto) ho un po’ meno tempo libero grazie soprattutto ai clienti che mi chiamano settecento volte per prendere una decisione. Per fortuna ho una pausa pranzo lunga, almeno me la posso godere, ma il weekend è sempre troppo corto e l’ombra del lunedì sempre troppo vicina.

    Almeno non hai citato il capo che ti tratta come uno zerbino, e ti fa pure la morale su quanto tu sia fortunato a lavorare per lui e come sia semplicemente ridicolo pretedere di essere pagato in modo decente. Per fortuna questo capo non ce l’ho più nemmeno io..

  10. suibhne scrive:

    questo ti dimostra che non si può non bere caffè…

  11. chechimadrid scrive:

    questo è solo l’inizio, caro signor ponza! quando ti faranno un contratto di lavoro vero, allora sì che “so cazzi amari”, come direbbe mia nonna!!!

  12. Sara scrive:

    Come ti capisco..tutti a fare la “pausa – speriamo vi venga un tumore grosso come un pompelmo geneticamente modificato – cicchino” e tu lì da solo costretto a decidere se morire di passivo o continuare la manovalanza..che ingrato destino!
    Io fossi in te mi darei alla caffeina..per altro non so come tu faccia a vivere senza!

  13. Laura scrive:

    Anche io non fumo né bevo troppi caffé, però ho trovato il modo per fare pause: tè à manetta. A fine giornata sono un po’ elettrica però almeno faccio un po’ di pause durante il lavoro….

    PS sei fortunato a non passare le tue giornate a fare fotocopie….

    • Signor Ponza scrive:

      Mi sa che mi butterò anch’io sul tè, almeno fino a che farà così freddo. Comunque a volte rimpiango di non avere anche qualche fotocopia da fare… Riempirei i tempi morti.

  14. upclose scrive:

    ahahaha quella del caffè e sigaretta che ti autorizzano a fare tremila pause è verissima! (fortuna che a me va bene)

  15. findarto scrive:

    ma io infatti l’ho sempre detto che la vita dello studente è una pacchia (certo i miei non sono così felici di mantenermi ancora ma vabeh…)

  16. Ester scrive:

    * L’ultimo commento era riferito alla tua replica, non so perché me l’ha piazzato lì! ^_^

  17. Lor scrive:

    Non so se ricordi un mio vecchio post che parlava proprio della pausa caffé (http://lord79.splinder.com/?from=30) comunque bando alle ciance; io lavoro ormai da… 4 anni (mi pare) e ho capito che sono l’unico che si fa problemi anche per alzarsi a fare pipì. I primi tempi credevo di sottrarre tempo al lavoro con le mie inutili funzioni corporali e quindi facevo pipì tipo… due volte al giorno e me la tenevo fino a che non scoppiavo non sto scherzando. Adesso ho capito che tanto ognuno fa come cazzo gli pare e che impegnarsi troppo sul lavoro è proprio uno spreco, perché bisogna impegnarsi il giusto; né troppo e né troppo poco… è solo lavoro suvvia! Quindi ho deciso che dirò al mio capo che a luglio non ci sono santi che tengono, io me ne vado in vacanza due settimane e se non gli sta bene gli lascio le dimissioni sul tavolo.

  18. Giulio GMDB© scrive:

    Si vede che sei un pivello… ;-)
    Intanto facile dire che stai imparando a fare le cose nel doppio del tempo che ci metteresti normalmente: non si può pensare di correre al massimo per tutta la vita lavorativa, soprattutto se il lavoro che fai diventa ripetitivo, monotono, insulso, malpagato e magari senza far carriera… E questo senza voler essere un fancazzista.
    Dopotutto si lavora per vivere e non il contrario :-)

  19. Jah scrive:

    Ho letto il punto 1 slegato dal contesto. Non ti dico a cosa avevo pensato, mi vergogno di me stesso.

  20. Guady scrive:

    oddio che tenero ghghghghgh il primo lavoro….. aaaah!
    Cmq, ti capisco per la storia della pausa sigaretta/caffè. Io faccio pausa merenda! Oppure quando il capo non c’è PausaChicchere!!!
    Faccio compagnia a chi beve il caffè! ^^

    Madò, mi hai fatto troppo sorridere! Grazie. Oggi mi ci voleva proprio! ^^

  21. Ransie scrive:

    Il lavoro d’ufficio è un po’ così ed è ovvio che faresti di tutto pur di scappare da quelle mura ricolme di impiegatucoli e fotocopiatrici.
    Tra qualche mese dovretsi adeguarti, se resisiti.
    Resisterai perché l’onda della quotidiana attesa dell’arrivo del weekend ti trascinerà di settimana in settimana. E sarà passato un anno quando per la prima volta guarderai indietro.
    Sei ancora all’inizio, attendi.
    Oggi è solo martedì.

  22. commodus scrive:

    Il punto 4 è terriBBBile!! Se si aggiunge il calcio sarai un uomo morto :) ))

  23. La Vyrtuosa scrive:

    Pensa che io non fumo e non bevo più caffè né alcolici. Per gli altri sono “la diversa”. ;)

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