Come si fanno i castelli di sabbia in Croazia?
Arrivare in Croazia non è stata un’impresa semplicissima. Oltre 15 ore di viaggio in macchina, intervallate da code senza motivo, code dovute a incendi, code dovute a caselli, caprioli con tendenze suicide che attraversano la strada, frontiere fantasma, deviazioni infinite e prive di logica. E’ stato un viaggio lungo ed estenuante che ha messo a dura prova le nostre forze, le nostre scorte di Red Bull e le nostre playlist estive. Perché dopo cinque ascolti in meno di 12 ore anche Starships di Nicki Minaj inizia a frantegare i maroni.
Ma alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo giunti a destinazione nella terra dove gli sms costano 60 centesimi di euro, il wifi è praticamente inesistente e le spiagge sono fatte di cemento. Dove l’acqua del mare è cristallina ma gelida. Ricordo che il Signor Ponza (parlo in terza persona quando non condivido quello che faccio) non fa il bagno se la temperatura dell’acqua è inferiore ai 24 gradi centigradi.
Io in Croazia in realtà ero già stato, ma ero molto piccolo e pensavo che il ricordo negativo derivasse dal fatto che un pupetto carino e simpatico come me avesse bisogno delle spiagge di sabbia per divertirsi, fare i castelli e le piste per giocare a biglie. In realtà il giudizio non troppo positivo permane anche a distanza di anni, forse perché l’esistenza di spiagge che tali si possono definire non è un elemento così secondario per una vacanza.
O forse semplicemente perché sono tutt’oggi un pupetto carino e simpatico come allora che vuole solo fare i castelli di sabbia.













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