Cartoni animati tragici degli anni ’80

Se anche voi siete cresciuti nei gloriosi anni ’80 (o avete subito le repliche di Italia1 negli anni 90) converrete con me che Mediaset ci ha forgiato alla tv del dolore tanto cara a Carmelita grazie ad una serie inenarrabile di cartoni animati dove le protagoniste erano un vero concentrato di sfighe.

Ho deciso che era opera buona e giusta riassumere qui i capolavori del genere “Orfanelle e Tragedie”. Quindi confezione di fazzolettini alla mano, io ed il mio fidanzato immaginario ci siamo messi a visionare per voi (#credici) il meglio del meglio dei cartoni drammatici animati.

Milly un Giorno dopo l’altro

Già il titolo vi da l’idea della gravità (e della sfiga) che si svilupperà per tutta la durata della serie. Milly è una bambina bionda con i codini (ricordatevelo perché questa torna anche più tardi… evidentemente è un elemento comune alle bimbe portasfiga) che vive in Giappone. Ad un certo punto con la mamma decide di raggiungere in Inghilterra il papà: il conte di Marble. Un aristocratico squattrinato. Manco una puntata e già la madre schiatta e il padre ha una storia con una brutta megera voluta dal nonno. Il capofamiglia vuole mantenere il casato e sbarazzarsi di sta mocciosa.

A colpi di sorellastre e fratellastri stronzi, matrigna malefica, gare di equitazione e manciata di altri disastri alla fine Milly ce la fa a farsi accettare dal nonno.

Category is: controllare sempre il conto in banca del papà aristocratico

Lovely Sara

Se Milly pensava di essere una riccona, la nostra Lovely Sara invece i dollarzen ce li ha per davvero. Il papino è proprietario di una miniera di diamanti in India. Ma siccome che in India non è figo, la porta a studiare nella scuola più top di tutta Londra e le regala l’inquietante bambola Priscilla. Sara è l’alunna perfetta: educatissima, secchiona, parla ottocento lingue. E visto che è ricca occupa la suite imperiale e ha la domestica. Insomma come farsi amare dalle compagne del collegio.

Ma dov’è la sfiga? Ecco al papino crolla in testa la miniera e la fortuna economica svampa in un battibaleno.

La direttrice della scuola (livello stronzaggine massima) non aspettava altro. La sbatte in soffitta e la tiene nel collegio a fare la sguattera.

Dopo aver ramazzato e lavato panni per tutte le compagne di classe ecco arrivare la svolta: il migliore amico del padre arriva dall’India e la salva con un carico di diamanti.

Category is: diamonds are a girl’s best friends

JEM e le Holograms

Qui c’è il rischio che esca un pochino dal seminato. Perché JEM e le Hologram è fondamentalmente una serie baracconissima, piena di costumi di scena, canzoni puttanpop e glitter. Ma come contorno anche qui una bella storia sfigata.

La protagonista Jerrica (già la fortuna di chiamarsi così…) inizia la serie con la morte del padre, un importante discografico. Il lascito del padre è metà della casa discografica Starlight Music (il resto rimane all’ex socio) e l’orfanotrofio per ragazze Starlight House (chiaro modo di riciclare i fondi neri).

E, dimenticavo, una scatolina con degli orecchini fucsia a forma di stella ninja (quanto li ho segretamente desiderati). Quello è il vero colpo di genio, perché non appena Jerrica li tocca appare un oleogramma: Energy! E da lì con una escalescion di effetti speciali Jerrica diventa Jem la cantante.

E visto che le sfighe non finiscono mai, l’orfanotrofio va in fiamme, Jem organizza un concerto benefico per raccogliere fondi, Jem viene candidata all’Oscar e non lo vince e le loro acerrime nemiche Misfits (un gruppo pop un filino troppo sopra le righe) cercano di eliminarle in ogni modo lecito ed illecito. Secondo me il top di questa trama sconclusionata rimane la bipolarità di Jerrica/Jem che tordissima si cornifica da sola. Infatti il fidanzato di Jerrica la tradisce con Jem, boh io non capisco.

Category is: Psichedelia portami via

Georgie

Siamo in presenza del mio cartoon drama preferito. Non tanto per il lato drammatico, ma quanto più per la promiscuità leggerezza che ci serve nel primo pomeriggio della tv italiana.

Georgie l’australiana ci insegna l’incesto l’amore. Lei viene adottata e si ritrova con due fratelli maggiori BRAVISSIMI. Crescendo ci fa vedere praticamente tutto di sé e dei fratelli, non capiamo mai chi si fa chi e stuzzica sempre le nostre fantasie con triangoli isosceli e scaleni.

Ma il dramma? Dove sta il dramma?

Che il padre adottivo crepa in fretta, la madre la odia perchè è figlia di un deportato, quella fagiana di Georgie pur avendo due manzi come fratellastri si innamora di una passivona bionda e alla fine scappa in Inghilterra. Lì trova il padre biologico, uno dei fratelli manzi finisce in prigione e dopo innumerevoli cospirazioni e malattie infettive se ne torna in Australia.

E noi ancora a sbavare per Arthur e Abel i fratelli che sprizzano ormoni fin dalla prima puntata.

Category is: chi ha il pane non hai denti

Candy Candy

E poteva mancare il capolavoro dei drammi a cartoni? Ovviamente NO. Lei, Candy Candy, la paladina di tutte le sfigate del mondo. Lei che davanti alle scelte migliori e più facili sulla terra alla fine opta per la dannazione eterna.

Ma vediamo un po chi è e cosa le succede…

Candy è la queen of orfanelle. La conosciamo lasciata all’orfanotrofio sotto la neve. Sopravvive e diventa una bella biondina coi codini (vi avevo detto che tornava buono ‘sto outfit per le sfigate, no?). Potrebbe essere adottata da una famiglia top #einvece le tocca una famiglia di stronzi colossali che le complicano la vita.

Lei si innamora di due ragazzi: uno manzo (Terence) ed uno vagamente gay (Anthony). Ma come ovvio lei si mette con quello che muore e quando decide di stare con l’altro ci sono mille imprevisti ed ostacoli, tipo la Prima Guerra Mondiale. Lei vuole fare la crocerossina e andare al fronte ma nemmeno quello, viene scelta la sua compagna di corso.

Lei alla fine segue Terence, che però ha una nuova fidanzata zoppa e bionda, che capito l’andazzo si vuole togliere di mezzo da sola, tentando un suicidio da un grattacielo di New York. Candy, la dolce Candy la salva e alla fine si mette con Terence.

Beh almeno nel finale italiano, perché nell’originale è una valle di lacrime, ma Fininvest vuole l’happy ending. Quindi continuate a credere che sta fagiana dopo mille peripezie alla fine sia felice e contenta.

Category is: 2 boyfriends is meglio che 1

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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