Archive for the 'Cose personali che riguardano il Signor Ponza' Category

Un doveroso ringraziamento

Vorrei rivolgere un sentito ringraziamento all’ex-Ministro Fioroni e al Ministro Gelmini che hanno rispettivamente ideato e confermato il sistema di recupero dei debiti formativi entro settembre per gli studenti delle scuole superiori; tutto ciò permette a noi studenti che diamo ripetizioni di fare un sacco di soldi. E’ così, in fondo, che si aiutano i consumi. Prossimo obiettivo: comprare la Wii. Per cui se sono un po’ assente dal blog è perché sono a fare ripetizioni da qualche parte.

Chef Ponza

Ormai mi sento un cuoco provetto. Riesco a trovare il tempo di cottura perfetto per i pocorn da forno a microonde. Ho ancora qualcosina da migliorare per quanto riguarda il cioccolato fuso, che mi viene sempre troppo liquido, ma ci sto lavorando.

Erik dei Cluster non fa ridere, per il resto tutto ok

Questo blog va in onda ormai in differita. Oggi vi racconto di cosa ho fatto venerdì pomeriggio.

Venerdì sono stato alla Fnac di Milano a vedere lo showcase (non so se si definisca così, ma mi piace la parola) dei Cluster. Se non sapete chi sono i Cluster vuol dire che non fate parte di quell’elite di persone colte e raffinate che hanno guardato X-Factor.

Comunque, c’era il concerto dei Cluster alle 18.30 e il “Forum-Fnac” è tipo uno stanzino in cui ci sono circa una decina di sedie e pochi più posti per stare in piedi. La tattica che abbiamo adottato è stata la tattica “Telefilm Festival“: andare ben prima nella sala dello spettacolo per prendere i posti migliori e sorbirsi robe alle quali non si è minimamente interessati, tipo un episodio a caso di The Hunger. Alla Fnac ci è capitato invece di assistere alla presentazione del disco di Marian-nonmiricordoilcognome. Come sono stati i Cluster? Alla fine ho preferito Marian-nonmiricordoilcognome. Cioè, almeno era più simpatica.

I Cluster dal vivo sono bravi, però c’è il ciccione biondino (che mi dicono si chiami Erik) che vuole fare il simpatico a tutti costi ma mi sa che alla fine sono più simpatico io, per dire. E poi mi dispiace che abbiano fatto solo cover e non abbiano fatto sentire nessun loro pezzo originale, giusto per dimostrare agli scettici come me che oltre a saper riarrangiare e fare il disco rotto su canzoni famose, sanno anche fare qualcosa di wow.

La maturità del Signor Ponza (quella sulla carta, dell’altra ancora non c’è traccia)

Oggi se non sbaglio c’è la terza prova, la prima prova dell’esame di maturità in cui può essere utile studiare. Il tema di italiano infatti offre una così ampia possibilità di scelta di argomenti e di modalità che prendi un brutto voto solo se non sai scrivere in italiano. Ed è grave se non lo sai fare a 18 anni. La prova di matematica o la sai fare o non la sai fare: è inutile che studi tutta la matematica di cinque anni la settimana prima degli esami. Studiare per la terza prova invece può avere un senso. E quando dico “studiare” intendo chiaramente preparare i bigliettini.

L’intro mi serve per parlare del MIO esame di maturità, prendendo spunto da Falcon82.

Del giorno di tema ricordo poco, insomma ero già abbastanza teso per il giorno successivo per potermi preoccupare del tema. Ricordo però per esempio che la mia professoressa di italiano negli ultimi giorni di scuola si improvvisò profeta, dicendo: “Ragazzi, se c’è una cosa che mi sento di dire con sicurezza in base alla mia esperienza ventennale è che alla maturità non uscirà mai Dante come tema letterario. Andate tranquilli”. Indovinate un po’ quell’anno che cosa è uscito?
Mi ricordo anche del compagno (di bevute, più che altro) che arrivò in classe il giorno della prima prova con una bottiglia di coca-cola a cui aveva sapientemente aggiunto del rum. Evidentemente il magico intruglio conosciuto anche come cuba libre ha sortito i suoi effetti, ispirandolo e guidandolo verso la conquista di una maturità che era data 50 a 1.

Arrivò poi il giorno della temuta prova di matematica, una materia che fino alla seconda superiore adoravo. Poi arrivò una professoressa di cui alunni usciti nel lontano 1980 parlano tutt’ora male nei gruppi di Facebook dedicati al mio liceo, e da quel giorno diventò aramaico. Però ero arrivato quella mattina armato di buona volontà, sicuro di riuscire a fare qualcosa di buono. Anzi, anche di più.
Una volta ricevuto il foglio con la traccia, ricordo di aver passato la prima mezz’ora ridendo da solo, la seconda ridendo e guardando la mia vicina di banco ridere, la terza disperandomi e pensando a un centocentesimi che si allontanava, la quarta a cercare di riempire il foglio con qualcosa che assomigliasse lontanamente a una soluzione dei quesiti, con scarsi risultati. Il tempo restante lo trascorsi chiedendo gentilmente informazioni a chiunque capitasse a tiro, professori di lingue inclusi.

La terza prova andò decisamente meglio. E per decisamente meglio si intende che non la si faceva più nei corridoi, ma nelle classi, molto più vicini gli uni agli altri e in una forma più simile a quelle delle verifiche che si fanno tutto l’anno. Per cui le nostre strategie e tecniche di comunicazione erano più che collaudate, ma soprattutto, come accennavo prima, avevamo studiato. Avevamo studio negli astucci, nelle calze, nei vocabolari. Ovunque. E i professori che, visto la sfacelo della prova di matematica, erano dalla nostra parte e facevano finta di uscire un attimo a respirare l’ottima aria del corridoio.

Poi c’è l’orale, è vero. Ma lì sono stato forte, fisica a parte. E alla fine tutto è andato come doveva andare, che vuol dire che io ho preso il mio centocentesimi e ci sarebbe da vergognarsene un po’ per come ho fatto la prova di matematica, ma anche no.

Grazie Lucignolo

E’ un periodo un po’ strano questo. Lo si potrebbe capire semplicemente dal fatto che ormai non passa giorno senza che io faccia un giro su iTunes store. Ci sarebbero cose migliori da fare, tipo scrivere sul blog, ma mi ha preso una specie di blocco. Il bello è che ora avrei anche più tempo rispetto al solito, ma succede sempre così: mi riesce più facile bloggare quando ho milioni di cose da fare e gli impegni mi si sovrappongono l’uno con l’altro, sono un professionista del perdere tempo.

C’è da dire che ho finito la prima parte dell’università, sono vicino cioè a ottenere quel pezzo di carta anche definito “utilissima laurea triennale” e sono alla ricerca di uno stage, cioè quella cosa chiamata anche “ti faccio lavorare tre mesi otto ore al giorno e ti pago a mala pena i buoni pasto”.

Nella noia ieri sera sono capitato per qualche istante (solo perché prima mi ero scordato che ci fosse) su Lucignolo e ho notato che hanno fatto il salto di qualità: non più solo e semplicemente tette di soubrette, ma anche quelle delle studentesse (rigorosamente minorenni) riprese coi telefonini dai compagni di scuola che approfittavano anche per controllare con mano che lo sviluppo delle compagne di classe procedesse per il meglio. Qualcuno poi deve ancora spiegarmi perché I Griffin devono andare in onda censurati.

La morale della favola è che non c’è niente di meglio che un paio di tette su Lucignolo per tornare a scrivere sul blog.

Peccato che piove

Mi ero riproposto di andare a correre la mattina presto. Poi ha cominciato a piovere e non ha smesso più.

Mi ero riproposto di dedicare tutto me stesso al risparmio energetico. Poi ha cominciato a piovere ed è buio anche a mezzogiorno.

Mi ero riproposto di fare uno sforzo per capire le ragioni del nucleare. Poi a breve comincerà a venir giù pioggia radioattiva.

Insomma, per colpa della pioggia moriremo tutti. E quindi per colpa del Governo.

Pulizie di primavera

Ieri ho deciso di dedicarmi alle pulizie di primavera per essere in sintonia con il clima invernale di questi giorni. Mi sono sbarazzato di un po’ di roba: carte, riviste, penne, cd, cassette e così via. Incredibile quante puttanate vengono fuori non appena apri uno di quei cassetti adibiti a “ora questa cosa la metto un attimo qua, poi domani gli trovo una sistemazione”. Il momento più temuto è stato quello in cui mi sono avventurato nell’ultimo cassetto in basso, quello che contiene adattatori vari, cuffie, fili di ogni genere. La scena che mi si è presentata davanti è stata quella dell’inizio di una partita a Spago Spaghetti ideata da Bartezzaghi. Una volta sbrigliati tutti i fili, la vera sfida era capire a quale apparecchio appartenesse ogni trasformatore e ogni paio di cuffie. Le uniche facili da riconoscere erano quelle dell’iPod: tutte rotte. Sarà pur figo avere un iPod, ma le cuffie fanno davvero cagare per quanto sono fragili.

Alla fine il momento saliente della giornata di pulizie è stato il ritrovamento di un Game Gear. Funzionante. E si può ben capire che a quel punto ho interrotto le pulizie.