Archives for category: Vita e morte del Signor Ponza

Dopo la prima settimana (anzi no, anche meno visto che ho cominciato martedì), sto già iniziando a pensare di fare un dottorato o un master, pur di tornare al più presto studente. Poi non vi dico la mattina che tristezza, appena uscito dalla metropolitana, vedere tutti i ragazzi che vanno a destra verso la Cattolica e io che giro a sinistra per andare in ufficio. Farei volentieri a cambio.

Comunque, per riassumere schematicamente i miei primi giorni di stage in pochi punti:

  • sto imparando a fare le cose nel doppio del tempo che normalmente impiegherei per farle, per non rimanere con le mani in mano;
  • ho scoperto la discriminazione al contrario per chi non beve caffè e non fuma: in pratica io non ho scuse per fare pause continue dal lavoro, se non quella di fingere di essere incontinente;
  • non sono più abituato a mangiare in mezz’ora. Ho bisogno dei miei tempi o in alternativa di mangiare la metà di quel che mangio normalmente;
  • a volte in ufficio si passano le mezze giornate a parlare di macchine e di figa.  Non ci siamo capiti;
  • inizio a capire il significato del venerdì.

E’ iniziato marzo e posso dire che si avvicina quella cosa lì che non nominerò, ma che è composta da due parole di cui la prima inizia per P e la seconda per C. Potete comprare cinque consonanti e una vocale (mi raccomando, scegliete anche il simbolo di Batman), altrimenti se ancora non avete capito vi dirò che l’avvicinarsi di quella cosa lì l’ho notata perché stamattina al parco a correre c’era una decina di persone, mentre fino a ieri, stesso posto e stessa ora, ero solo io in compagnia dei vecchietti che se la contavano su camminando a passo di lumaca e occupando tutta la strada. Insomma, qui c’è qualcuno che sente che l’estate si avvicina e cerca di correre ai ripari. Non il sottoscritto che invece è già da gennaio che cerca di correre ai ripari.

 

Tra l’altro domani inizierò anche il fatidico stage di tre mesi che mi permetterà di laurearmi. Ovviamente non appena possibile vi terrò aggiornati sulle figure di merda che farò e sulle pericolose dimenticanze di cinque anni di università che faranno sembrare inutili tutti i soldi spesi per portare a termine gli studi.

Io e mia madre abbiamo dei problemi di comunicazione. L’altra mattina cercava di chiedermi quali pantaloni della tuta avrei usato per andare a correre dicendo: “quelli in acetato o quelli in cotone”? Ora, sono 23 anni che mi conosce e forse dovrebbe aver capito che parlandomi di tessuti non aggiunge alcuna informazione a me utile per individuare quale tuta intendesse.

Inizio a convincermi sempre di più che Justin Timberlake avesse ragione quando diceva:

I don’t wash my hair. I shampoo it every 10 days or so. It’s more manageable with the natural oil.

Cioè in pratica ‘sto puzzone usa lo shampoo più o meno ogni 10 giorni perché trova i suoi capelli più governabili con il loro olio naturale. Cioè quando sono unti.

In effetti, ora che i miei capelli sono diventati di una lunghezza imbarazzante noto che riesco a gestirli e sistemarli molto meglio fino all’istante prima di entrare in doccia (e quindi poco prima di uscire di casa e avere contatti con altri esseri umani).

C’è però un altro momento in cui i miei capelli assumono una parvenza quasi accettabile, cioè dopo averli asciugati. Ma prima dell’ultima phonata, con la quale invece riesco regolarmente a rovinare tutto.

Comunque, stamattina vado a tagliarmeli sperando in un risultato decente.

Ieri ho fatto l’ultimo esame della mia vita. E non dite che “nella vita gli esami non finiscono mai” a meno che non intendiate quelli del sangue o delle urine.

Il professore, alla fine dell’esame, ci ha salutato dicendoci che ora siamo ufficialmente adulti e che è arrivato il momento di rispondere alla domanda: “che cosa vogliamo fare da grandi?”.

Credo di essere più o meno arrivato all’elaborazione di una risposta a questa domanda. In questi giorni che mi separano dall’inizio dello stage, mi piacerebbe ricominciare le lezioni di chitarra abbandonate qualche mese fa e allenarmi per raggiungere il livello di superstar (o qualcosa del genere) in Singstar.

Tutto questo perché a settembre ho deciso che voglio iscrivermi al Liceo Musicale e Coreutico. Benvenuta adolescenza.

Tanto per fare un esempio della demenza che siamo riusciti a raggiungere per colpa delle mie paranoie sulle faccine, ecco a voi un paio di conversazioni recenti a cui ho partecipato.

2010 16.39.04 2010 16.42.18Ho oscurato cognomi e immagini in nome della privacy. In questo Paese, la privacy prima di tutto. Quando fa comodo.

Chiunque abbia l’immensa fortuna di conoscermi di persona in questi giorni sarà stato probabilmente importunato dal sottoscritto con il seguente quesito: “ma tu le sai fare le nuove faccine?”.

Prima, però, una premessa. Negli ultimi tempi mi sono fatto trascinare nel vortice depressivo dell’età che avanza dal mio caro amico Dionaso (che ha iniziato con queste paranoie già dopo aver compiuto 20 anni). Ora che per me i 24 si avvicinano, sto per finire l’università e devo pensare al futuro, queste cose inizio a sentirle anch’io.

Tornando abbomba, la cosa tragica è che mi sono accorto di non saper usare gli smiley di nuova generazione. In pratica mi capita sempre di usare :) :( oppure :P. Stop. Solo che negli ultimi tempi ho notato che il mondo attorno a me cambia, muta e si evolve così velocemente che ciao, io sono ancora rimasto al 2006. Come direbbe Fergie, you’re so 2000 and late. Di conseguenza, un po’ come quei 30-40enni che per sentirsi sempre giovani si vestono con quelle orribili felpe con la zip con scritto a grandezza imbarazzante il nome della città, mi sto sforzando di usare robe del tipo: *_*, ç__ç, XD, :* . Per tornare ad essere giovane pure io.

Ci tengo a specificare tuttavia che il mio giudizio su chi, passate le scuole superiori, continua ad usare in messenger qualsiasi tipo di emoticon che finisce per sostituire ogni sillaba di un discorso rendendo la conversazione un lungo rebus che neanche la settimana enigmistica, non cambia: tagliate loro la testa! (cit.)

Regina di cuori stronza nel paese delle meraviglie.jpg

Ho appena provato del sincero dolore fisico nello strappare un cerottone dal braccio che prendeva dentro anche qualche pelo.

E mia madre che mi dice che dovrei fare la ceretta. Scusate il francesismo, ma col cazz.

Questo post nasce principalmente perché ho bisogno di un un titolo che attiri visitatori. Prima che cancellassi tutto, era “Abercrombie a Milano”, ma ora che ho spazzato via il passato di questo blog e soprattutto dopo che il negozio è stato inaugurato, ho bisogno di qualche nuova parola chiave ben piazzata.

La notizia è comunque che due siti autorevolissimi, che sono questo e Spetteguless, mi danno come “ufficiale” ormai un concerto ad aprile. Il problema è che ormai mancano poco più di due mesi ad aprile e io ho già smesso di pianificare qualsiasi cosa della mia vita in funzione di questo ipotetico concerto, però sarebbe anche il caso di dare una conferma entro breve.

Nel frattempo, sembra molto probabile che a febbraio Lady Gaga sarà al Festivàl di Sanremo.

Ci sono due notizie, una buona e una cattiva, per la sanità italiana.

La prima, quella cattiva, è che molto probabilmente il Signor Ponza comincerà a lavorare (ovviamente aggratis) per un importante gruppo privato che si occupa, appunto, di sanità. Quindi si salvi chi può.

La seconda notizia, quella positiva, è che non appena finisco questi esami ho una lunga lista di specialisti a cui mi piacerebbe far visita, così da permettere loro di fare delle belle vacanze di carnevale o pasqua. La lista include: l’otorino, il dentista, il gastroenterologo, il dermatologo, l’ortopedico e sicuramente qualcun altro che dimentico. Preparate le valige, miei cari specialisti!