Eurovision 2017: le canzoni in gara (1a puntata)

Manca ormai poco più di un mese dal fischio d’inizio della 62a edizione dell’Eurovision Song Contest. Le canzoni in gara sono 43… o 42… o 43. Non è molto chiaro e tutto dipende da una epica catfight diplomatica tra Russia ed Ucraina. Inutile svelarvi tutto subito, abbiate pazienza e tutto vi sarà spiegato. Intanto, per arrivare belli carichi alla prima semifinale in programma il 9 maggio (trasmessa in Italia su Rai4) facciamoci una cultura sui Paesi, sui cantanti e sulle canzoni in gara a Kiev!

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GRECIA | Demy – This is Love

Difficile inquadrare la nostra amata Grecia quest’anno. Le premesse per un pezzo bomba c’erano tutte: hanno assoldato il team che ha portato al terzo posto la Russia lo scorso anno (sfiorando di poco la vittoria). A questo punto eravamo tutti pronti con il costume in valigia per andare ad Atene. Invece evidentemente se vuoi vincere dei tirare fuori i Rubli. Con le due dracme che la tv pubblica greca aveva a disposizone hanno fatto quello che hanno potuto. La cippettona Demy tornerà a fare i musical a Mykonos.

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SVEZIA | Robin Bengtsson – I Can’t Go On

Premesso che la selezione svedese quest’anno non è stata priva di scandali (leggi qui) dobbiamo dire che come sempre questi arrivano all’Eurovision da papabili vincitori. Sarà che potrebbero tranquillamente mandare quattro canzoni e le piazzerebbero tutte in top10 senza fare troppa fatica. Qui staremo a vedere come gli effetti speciali del Melodifestivalen verranno adattati all’Eurovision Song Contest. Intanto questa rimane una canzone da leccarsi i baffi.

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ISLANDA | Slava – Paper

Pareri contrastanti sull’Islanda. Potremmo gridare “capolavoro”, ma dal vivo ne esce sempre un po’ sfiatata come Giusy Ferreri a Sanremo 2017. Staremo a vedere se prima di maggio le trovano uno squadrone di coriste per mettere un po’ a posto il ritornello. Giusto perché poi a noi piacciono un po’ bipo: sul palco la trovate come Svala, ma come stilista (ma chi?) la trovate come Kali

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LETTONIA | Triana Park – Line

Ancora un mezzo capolavoro elettronico. E di nuovo un grosso abisso tra la versione studio ed il live. Non so che cosa escogiteranno per Kiev, ma la loro performance nelle selezioni lettoni era talmente psichedelica da far venire il mal di testa. E la cantante per il suo outfit si era chiaramente ispirata alle Bratz.

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AZERBAIJAN | Dihaj – Skeletons

Sembra proprio che il 2017 sia l’anno dell’indie pop. Che non è proprio così groundbreaking e nemmeno troppo furbino. Se ci sono 10 canzoni indie pop alla fine si spartiscono i voti a disposizione e finisce che vince una canzone politicizzata a caso. Il video la presenta con oleogrammi del suo stesso scheletro. Riuscirà a fare lo stesso sul palco? Noi fan di “Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano” speriamo proprio di sì!

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ALBANIA | Lindita – World

Come d’abitudine l’Albania sceglie la sua rappresentante in dicembre. In un festival cartacarbone di Sanremo. Ee immancabilmente ogni anno arriva a marzo a dire che era tutto uno scherzone e cestina o rimaneggia ampiamente la canzone vincitrice. Lindita se la sente un po’ Mariah, quando però era magra e aveva la voce. Vedremo se in inglese sarò in grado di mantenere le promesse fatte in albanese.

FINLANDIA | Norma John – Blackbird

La Finlandia ci regala il classico ballatone depressivo da taglio delle vene, come ci conferma il video di presentazione che ci fa capire come possa essere difficile l’inverno finlandese. Manco un filino di luce. Poi chiediamoci perché l’Adele del circolo polare artico decide di annegare.

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GEORGIA | Tamara Gachechiladze – Keep the Faith

Questa ricciolina georgiana opta per una power ballad. A dire il vero, si tratta di un ritorno per lei, poiché doveva già rappresentare il suo Paese a Mosca nel 2009. Giusto per fare un po’ di casino hanno pensato bene di fare un bel pezzo dance intitolato “We don’t wanna put in” e, come ovvio, se ne sono rimasti a casa e tanti saluti a PutIn.

PORTOGALLO | Salvador Sobral – Amar pelos dois

Un po’ il Fabio Concato del Portogallo. Giovane e già abbondantemente soportifero. C’è chi lo adora, io no. Con lui apriamo il secondo filone in voga quest’anno: l’Eurovision del Dolore. Ha vinto il Festival da Canção (la selezione portoghese) con una evidente difficoltà di postura e una imbarazzantissima giacca della crescita. Salvador è reduce da due interventi all’ernia. Come ci sguazzerebbe dentro Carmelita!

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FRANCIA | Alma – Requiem

La Francia, sulla scia del successo di Amir, opta nuovamente per una scelta interna e per una canzone in francese con un ritornello in inglese. Francamente però quell’inglese stride come le unghia su una lavagna, è chiaramente posticcio e aggiunto all’ultimo secondo (Francesca Michielin, ne sai qualcosa?). Alma tuttavia ha vissuto anche a Milano, chissà se ci farà una versione in italiano della sua Requiem.

UCRAINA | O. Torvald – Time

Visti i mille problemi organizzativi che sono sorti e che a fatica si stanno risolvendo, la tv ucraina ha pensato bene di fare una bella selezione al ribasso e così dorme sogni tranquilli per il 2018 (mentre dovranno dare repliche di Don Matteo per rientrare dai debiti). I padroni di casa sono tra i pochi a portare un pezzo chiaramente rock, senza arte ne parte e con la stessa grafica della mia sveglia: che incubo!

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E per questa settimana è tutto. Tra 7 giorni vi presenteremo altre 11 canzoni TOP.

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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