Caro Michele Bravi, grazie per essere tornato

Non so se prendere penna stilografica e calamaio sia una tradizione, ma sicuramente lo è il fatto che dopo ogni edizione di Sanremo il nostro preferito, o quello che secondo noi ha la canzone migliore, non vinca. Ho deciso quindi di riproporre una lettera aperta, come feci lo scorso per Francesca Michielin.

Quest’anno mi son detto che avrei dovuto scrivere a Michele Bravi: per me era una presenza attesa, e non ha deluso. La sua partecipazione al Festival di Sanremo ha segnato il suo (re)ingresso nel panorama musicale italiano e ha dimostrato molto di più di quello che ci aspettavamo. Anche se non ha vinto.

Nel 2013 vince X Factor, conquistando tutti durante il suo percorso nel talent show: una voce particolare, giovanissima e intensa che sa dare spessore ad ogni canzone. Simona Ventura non solo lo nominò “tesorino” ma lo decretò vincitore annunciato quando gli disse che avrebbe potuto cantare anche l’elenco telefonico. Alla fine vinse davvero, grazie ad una canzone capolavoro di Tiziano Ferro che confermava il fatto che potesse fare cose di un certo peso, nonostante la sua età.

Quattro anni dopo si presenta per la prima volta a Sanremo, ma il vero punto di forza è stato quello che è successo nel mezzo. Dalle prima note de Il diario degli errori si capisce che questa pausa non è stata affatto un errore. Lui stesso ha ribadito quanto prendersi del tempo dopo X Factor sia stato necessario e di come abbia dovuto faticare per riaffacciarsi al mondo della musica.

E lui è ripartito da zero, salendo su quel palco con tutta l’umiltà di volersi far conoscere. Quasi smarcato da qualsiasi etichetta e con un pezzo forte del suo percorso che forse in tanti hanno ignorato. Una canzone intensa e vera, che arriva dritta e parla a tutti. Insomma Michele Bravi aveva qualcosa da raccontare e noi, siam rimasti tutti incantati ad ascoltare.

Michele Bravi ha vissuto questo Sanremo come una vittoria di per sé e in fondo, con il suo quarto posto, il Festival l’ha vinto davvero. Si è emozionato e ci ha fatto emozionare: dimostrandoci che per lui niente era dovuto o scontato.

Ora sta per uscire il suo primo nuovo album, Anime di carta, che speriamo possa rappresentare davvero quella che è la sua anima artistica, tanto giovane quanto profona. Più di come (non) abbia fatto con A piccoli passi, il suo album post X Factor, che da buon fan ho ascoltato e da fan ancora migliore ho subito dimenticato.

Una cosa è certa: a piccoli passi, Michele Bravi avrà quello che merita. È chiaro a tutti che le sue canzoni sono pronte per ritagliarsi il loro spazio nella musica italiana. Facce piagne Miché, ma in senso buono.

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clippermark

Ho 26 anni e sono nato in Abruzzo anche se negli ultimi anni ho iniziato a cambiare città come le mutande. Vado spesso in Germania per cercare di capire come mai mettano l’ananas sulla pizza ma voglio viverci da quando ho scoperto che mi piace. Da ormai 4 anni scrivo ricette sul mio blog "Una cucina per Chiama" ma tutto è iniziato quando da piccolo ho visto in TV Antonella Clerici: io però ho imparato a cucinare.
Dicono di me: "stai sempre in giro", dico di loro: "fatevi i cazzi vostri".
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