Il Salone del Mobile di Milano – Anche quest’anno è andata

La foto della settimana è all’insegna di quell’evento meraviglioso che, ogni primavera, riempie Milano di tanta, tanta, tanta creatività e di tanta, tanta, tanta eccellenza del made in Italy. Sto parlando del Salone del Mobile.

Siccome anche per quest’anno ce la siamo levata dai maroni è sfortunatamente giunta al termine, ho pensato fosse giusto stilare un elenco di tutto ciò che è dannatamente da Salone, così che, tra un anno, torneremo qui tutti a rileggere questo post e saremo quindi preparati a quello che ci aspetterà.

Cose dannatamente da Salone:

  • La Folla. Una fiumana di gente, un’orda di persone in giro a caso 24/7, in qualsiasi punto della città. Se foste andati alla Caritas di Rozzano, probabilmente avreste trovato anche lì una nutrita coda di gente.
  • Le Reflex. Quando c’è un evento che si lega alle parole design, moda, arte, innovazione, giovani talenti, artisti emergenti, state sicuri di trovarci delle persone con al collo una reflex. Non importa cosa fotografare, l’importante è scattare. Alla fine della giornata l’ottanta percento delle foto fatte con una macchina da settecento euro saranno: amiche che mangiano il gelato e si fanno uno scatto, particolare della sedia appesa al muro ad indicare la precarietà del nostro essere consumisti, foto con cocktail in mano durante il party ad ingresso gratuito, foto da ogni prospettiva delle installazioni più birichine e irriverenti.
  • I cappelli. Il cappello fa artista, punto. Non c’è nemmeno da discutere del perchè una persona debba andare in giro con un Borsalino che lo faccia apparire come un Hamish. Il cappello da carattere, e rende unico e particolare ogni outfit, quindi per il salone del mobile il cappello ci sta. (Dio solo sa quanto i miei occhi abbiano sanguinato mentre rileggevo questo ultimo punto, così pieno di aggettivi mediocri che mi sono sentita la correttrice di bozze di Chi). Andiamo avanti.
  • Gli iPad. Portati sempre e comunque come un’estensione del proprio polso, l’ipad permette anche agli uomini di andare in giro con qualcosa in mano. I più temerari (e ghei) usano già le borse, gli altri, pur di avere le estremità occupate ora vanno in giro sempre con l’ipad. Attenzione però, perchè se non è della Apple siete solo una manica di sfigati, e dovreste invece nascondere il vostro tablet da poveri in qualche cover che perlomeno possa costare come un terzo del vostro miserabile stipendio. Altrimenti non ha senso che voi andiate in giro per il Fuorisalone, sfigati.
  • I giapponesi. Spiace dirlo, ma se non hai i tratti orientali e vai al Salone il risultato è quello di sembrare un geranio piantato in un campo di crusca. Puoi anche avere lo stile giusto, ma se non hai gli occhi a mandorla farai sempre l’effetto di essere lì un po’ per caso, solo perchè bisogna esserci e perchè la maggior parte degli eventi sono gratis, così da spararti un selfie, postarlo e dire “Si anche io ero al Fuorisalone”. Se sei giapponese, invece, hai una certa credibilità e puoi permetterti anche di fare dei commenti sulle installazioni o sulle esposizioni, sembrerai sempre – agli occhi di un europeo – un luminare interessato e facoltoso. E poi vabbè, nessuno ti capirà mail, e quindi l’effetto sarà sempre questo.
  • Gli hipster.

Le nuove zanzare che ronzano sui cieli di Milano. Ragazze che sembrano ragazzi e ragazzi che sembrano tutti ghei. Hipster dappertutto, in un tripudio di finta sciattoneria, di finti strappi ai pantaloni, di finte montature vintage, di finti capelli spettinati, di finte barbe incolte. Che palle, nemmeno durante l’invasione delle Fornarina con la zeppa si era così omologati. Io così ogni volta che ne vedo un gruppetto:

Miley Cyrus gif

Ho dimenticato qualcosa? A parte la frasi “Ma tu ci vai al Salone?” / “Sono stato in Tortona, pazzesco proprio!” / “Si ma comunque a Lambrate è meglio, più roba di gente emergente, meno inflazionato” / “C’ho i biglietti per l’evento, l’amico della mia coinquilina fa il PR” penso di non aver tralasciato nulla. Che questo post ci possa tornare utile il prossimo anno, per questa volta ne siamo sopravvissuti. Baci limonati a tutti!

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Wannabefre

Credo nell'ironia e nel sarcasmo come armi per conquistare il mondo.

Sognavo di fare il prete, ma poi ho finito per studiare economia. Se però mi chiedete cosa sia il cuneo fiscale io vi rispondo che cuneo lo potete dire a vostra sorella, razza di maleducati.

Vivo di pasta, sushi e Nutella sui biscotti di pastafrolla, pertanto credo che le persone che non mangiano siano meschine e abiette.

Sono una figa, perché oltre ad avere gli occhi verdi e una faccia che si abbina ai centrotavola fatti all'uncinetto, so anche la tabellina del cinque a memoria. Il mio sogno di vita è essere pagata per trasformare ossigeno in anidride carbonica.
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