The Lady S02E06+07: aurore boreali, spesucce e orate.

Col passare degli anni aumentiamo il nostro sapere ma peggioriamo fisicamente, complici anche le recenti abbuffate natalizie che ci hanno costretto ancora una volta a riassumere due episodi di The Lady in un’unica recensione pregna di significati metafisici e filosofici.

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Partiamo da una convinzione di fondo: l’episodio 7 ci ha deluso un po’ tutti, complice un cast più popolato dei negozi Pandora nei giorni immediatamente precedenti al Natale ma che comunque avrà più gloria dei concorrenti delle ultime edizioni del GF. E con questo abbiamo mandato un chiaro messaggio a PierSilvio per affidare i casting della prossima edizione del reality alla tuttofare Lory per un successo top del top.

Ricco di pathos e colpi di scena, il sesto episodio della saga di The Lady resterà nella storia per il dialogo più nonsense mai scritto e recitato (forse ho usato una parola grossa). E d’altronde non ci meravigliamo nemmeno se la protagonista della scenetta in questione è la paladina delle scarpe sbrilluccicose e dei party per lanci di profumi mai avvenuti Guendalina Canessa. In questa stagione, Guenda ha un Britney 2007 moment: niente più spirito imprenditoriale, niente più consigli sul lavoro duro, niente più pretese di affitti di jet per raggiungerla dall’altra parte del mondo, solo 3 minuti e 49 secondi di puttanate a go-go con la preziosa complicità ed innegabile supporto di Chang, Joe e Kween Doris. Io ci ho anche provato a scrivere due righe per spiegarvi al meglio l’andazzo del dialogo, ma alla fine ho convenuto che le interpretazioni siano infinite e soprattutto personali, per questo mi limiterò a riportare nero su bianco le battute dei due attori, anche per far sì che il prossimo anno venga insegnato nelle scuole e finalmente cestiniamo queste recite che narrano la storia di quello che nasce a Betlemme, gli sfottò destinati al bambino a cui verrà affidata la parte del bue e il fastidio delle mamme di confezionare i costumi e quant’altro ancora.

G: Grazie Chang

C: Plego

+ cin +

G: Joe, ti ispirano di più le rocce rosse australiane o le aurore boreali finlandesi?

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J: Ho capito. Hai un’inclinazione dadaista.

G: Caro.. Devo mettere dei cerotti ai tuoi tentativi di sabotare la mia fantasia.

J: Ho voglia di andare ad un ballo in maschera.

G: MA CHE TI FREGA di andarci, se poi non si vede la tua faccia?

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J: Ma la maschera è la personalità, non la faccia.

G: A me non importa di niente ormai, io non ho più stimoli.

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J: Una buona filosofia per affrontare questa giornata… tesoro.

G: Mangiamo! … (pausa di due secondi netti) Joe, in questo momento mi immagino una piazza affollata da una ricca polifonia di tipi maschili dove poter esplorare la zona d’ombra dei rapporti umani.

J: Certo che la potenza metaforica del tuo linguaggio mi fa sobbalzare, è come una scarica elettrica che fa tremare ogni certezza verbale.

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G: Anche se, devo ammettere, che a volte dire le parolacce mi libera i neuroni. Non ho più fame. Mi perseguita anche l’idea che gli uomini siano sempre pronti a colpire coloro che non si inchinano alle credenze dominanti, anche se sono cambiate le credenze e le ideologie.

J: Pineapple, mettiamo un po’ di musica. Dobbiamo riempire i silenzi.

G: Tu per me sei un esempio d’ispirazione classica.

J: La tua è una supposizione che va confermata empiricamente.

G: Devi essere più positivo, non cestinare prematuramente le tue risorse personali.

J: Guenda.. ma chi ti sposerà veramente?! Dai, vieni qui, balliamo.

G: Nooo… sono negata.

J: Io sono l’insegnante più bravo del mondo. Sono fisico.

G: E allora avvolgimi.

*Obsession by Aventura starts playing in the background*

Doris: Salve ragazzi! Scusate il ritardo, ma ero al telefono con Lona.

G: Ciao Doris, ti stavamo aspettando.

D: Guenda, hai assaggiato il nostro vino? Sono certa che hai qualcosa di divertente da raccontarmi.

G: La mia dignità si erge contro la violenza come un muro invalicabile che non ammette attenuanti.

D: AAAAH! Sei molto allegra!

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G: Detesto l’istinto di prevaricazione umano. Servirebbe un algoritmo per capire perché l’odio sia un sentimento così prepotente.

J: Scavando in profondità, si evince come l’improbabile si verifichi spesso.

D: Io userei il cianuro per eliminare tutte le persone bellicose. Dai, venite, vi canto una canzone.

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G: Mmmmh..

*Doris canta*

G: STOP! Io sono interessata alla capacità dei nuovi androidi di leggere le nostre emozioni e alla tentazione di interagire con ciò che ci gratifica!

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J: Bisogna creare delle infrastrutture che ci permettano di capire il futuro.

G: Ma sai che alla fine ho trovato uno che mi vuole sposare a Las Vegas? Me l’ha detto in discoteca! Io ero così eccitata! Poi mi giro e lui stava dormendo sul divano. Mi sono preoccupata, poi mi son detta: oddio, pensa che bello se tutte le volte si addormentasse, così posso fare quello che voglio!

D: Eduttivo, questo racconto!

G: Bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno! Festeggiamo amici, devo partire per una crociera ai Caraibi!

Aspetto nei commenti la vostra personalissima interpretazione di questo capolavoro, assieme a qualcuno che mi posti la documentazione che la Canessa si stia pian piano trasformando nella vedova Bongiorno e soprattutto la sua stessa cura psichiatrica che l’ha portata a delirare in questo modo. Una citazione a parte ed un premio speciale per miglior emulazione delle faccette alla Barbara d’Urso va a Doris, che ci ha un po’ salvati dalla sonnolenza e dal WTF generale dei dialoghi nonsense.

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Ma torniamo adesso all’intricata trama di fondo che lega (forse) ogni episodio del nostro telefilm trash preferito: Lona avverte Doris di aver perso 30 milioni di dollari in pochi giorni e no, non li ha persi nel torneo di burraco con Chang organizzato durante questi giorni di festa, ma con le sue azioni in borsa. Fa contattare così Mr. Orata (già idolo delle masse su twitter) per un cazziatone che nemmeno Nicki Minaj con Miley agli ultimi VMAs e nemmeno per il suo cognome, ma per la poca attenzione che i suoi soci stanno prestando alle sue azioni in borsa e alle scuse che celano sconvolgenti retroscena.

TL5 Chi sarà la talpa che passa le informazioni di Lona alla temuta Zora? Sarà Manuel, l’amico friendzonato dalla prima stagione che ha messo ko la lady con un sonnifero durante Rome Wasn’t Built in a Day? O Joe, che si aggira tra le mura degli innumerevoli appartamenti di Lona e si diletta a seguire i discorsi di Guenda per poi passare il resto delle giornate a petto nudo tra tizi che fanno gli snap sul cellulare o sotto i ponti accanto ai Dark Angels? Oppure proprio il misterioso Mr. orata?

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Sul fronte del nemico, iniziano a vacillare anche delle certezze di Zora: il suo fidato spasimante a capo dell’esercito oscuro ci introduce al sesto episodio con un monologo degno di un Massimo Scattarella qualunque: le donne dovrebbero attenersi al loro ruolo, stare a casa a badare ai figli, essere femmine; ma la black lady presto si è stufata di stare a gambe aperte e ha deciso di rivendicare quelli che lei dice essere i suoi diritti e quindi il nostro amichetto dal capezzolo d’oro ne è diventato succube e schiavo, tanto da andare in tilt quando le si avvicina e vorrebbe baciarle i piedi ma poi ama passarle la lingua sulle spalle.

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Continua anche l’appassionantissimeinvece story del vecchietto che cerca di rispondere ai propri istinti animaleschi sulle app di dating del proprio smartphone, sempre accompagnato da gallinelle che elargiscono perle di saggezza che non sentivamo dalla lontana lezione di biologia del secondo liceo.

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E continua anche l’avvincente programma prodotto da Lona (detto fra noi, non ne saprà nemmeno l’esistenza) sulle drag queen e draginterviste che cercano di imitare quelle di Barbarella nazionale per contenuti e qualità delle domande piccantissime. Se nel sesto episodio abbiamo premuto il pulsante forward fino quasi a sperare piuttosto l’apparizione di Federica PanicWHOcci, nel settimo abbiamo adorato eletto momento salva-episodio il cameo di nostra kween Elenoire Ferruzzi, che in pochi secondi ha elargito perle di saggezza sul femminismo migliori di quanto si sia sforzata di fare Taylor Swift nell’intera 1989 era (no copyright infringiment intended). “Le donne sono l’universo composto da migliaia di sfaccettature, il più delle volte invisibili all’uomo” la rende a tutti gli effetti la Cicciolina dei nostri giorni, pronta a sedersi accanto a Kween Boldrini in parlamento per far schiattare tutti gli uomini d’invidia. Se poi ci aggiungiamo un trattato di filosofia quale “la vita è molto imprevedibile, quello che non è accaduto può accadere in un’ora o in un minuto” con tanto di rima finale, allora affidiamole anche un ministero dell’istruzione, che sicuramente risolveremo molte cose.

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L’episodio, come ho detto a inizio articolo, è caratterizzato da un numero imbarazzante di personaggi mai visti prima, ma anche di (piccoli) ritorni, almeno per i più appassionati, e grandi lezioni di vita velate da dialoghi come sempre surreali.

Lona si concede una meritata pausa dalle sue fatiche quotidiane trascorrendo una giornata sul suo yatch, meditando fra la bilancia con cui abbiamo a che fare ogni giorno dopo il Natale e la facilità con cui nella vita si possono ottenere ciò che si vuole se si hanno a disposizione i soldi. Praticamente sta avendo un Marzullo moment. Doris, sempre armata di banane sulla sua scrivania, chiama un numero indefinito di bodyguard per avvisarli di tenersi pronti per le mosse ormai nascoste e strategiche di Lona, allarmata dal bilancio rosso dell’azienda e dalle spie attorno a lei.

Poi c’è Manuel, come sempre impegnato al telefono, che parla con un amico dei suoi progetti per sfondare nel mondo dello spettacolo

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affrontando il grosso problema della difficoltà lavorative dei modelli, snobbati dagli stilisti che storcono il naso appena guardano la carta d’identità dei bellocci nostrani, a cui preferiscono gli americani. Da qui parte un piano B, ma anche uno C; il nostro belloccio compone poesie, e ne espone una, untitled, al suo interlocutore: “la vita a volte è strana: ti regala un’emozione e te la ruba alla prima occasione”, anche questa con rima baciata, che però non riscuote il successo sperato; l’amico gli propone quindi la carriera del politico, ed anche questo rientra nei progetti futuri di Manuel. Insomma, uno a cui gli sta bene proprio tutto. Arriva poi Sara, che gli chiede cosa ha da fare quella sera, e lui risponde di dover partire; andando avanti con l’episodio, però, ritroviamo Manuel che va a far visita alla sua amica simil-Kylie milfona intenta a rincuorare (con grandissimo tatto) un suo amico col cuore a pezzi per la fine della storia durata 19 anni col suo compagno.

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Talmente a pezzi che, dopo aver visto Manuel entrare in casa sua, vuole bombarselo e chiede alla milfona di tornare il giorno dopo sempre con lui. Ma non aveva detto che doveva partire? Non ci ho dormito una settimana per questo dubbio, e speriamo che Lory risolverà questa intricato rompicapo nella trama, ma nel frattempo la ringraziamo per questo accenno di storia frociarola all’orizzonte all’interno del suo capolavoro.

Ulteriori apprezzamenti sull’episodio arrivano da Lona, prima candidata dell’anno a Miss Maglietta Bagnata 2016, la conversazione inserita random all’interno dell’episodio di un cameraman dei casting che elogia Napoli, la sua città natale, e terminata nel giro di 10 secondi netti, e soprattutto la conversazione tra l’unico neurone diviso tra tre palestrati in un bar di Catania. Dapprima, due dei tre commentano la notizia della morte del figlio di un ricco milionario, che ha sempre fatto la bellavita grazie ai soldi di papà, dando vita ad un confronto elevatissimo su una delle piaghe che più attanaglia la nostra società: “che fatica lavorare, se poi devi morire?” vs “io devo fare la differenza”, insomma una politica del self-made man in antitesi con la svogliatezza tipica di noi ragazzi che passiamo le giornate a guardare The Lady anziché andare a portare i soldi a casa. Che smacco che ci hai dato, Lory, non finiremo mai di ringraziarti. Il momento più alto della conversazione, però, arriva con l’ingresso in scena del terzo palestrato, che svolge un ruolo fondamentale di emulazione di Elenoire Ferruzzi: tre battute, nell’ordine “non mi interessa”, “non mi interessa” “io non so, mi piace ascoltare”.

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Adesso, in attesa del nostro personalissimo regalo per la Befana, ovvero il grandissimo comeback di Queen Giselle annunciato nel trailer dell’ottavo episodio postato dalla stessa Lory, abbiamo tre ore di tempo per andare a fare la spesuccia. Al prossimo mercolady!

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capatesuspigolo

capatesuspigolo

Mi esprimo meglio con le immagini che con le parole e per questo tutti i piani tariffari mi stanno stretti. Ho il terrore di diventare un poraccio inconsapevole come Federica Panicucci e spero che Barbara d'Urso mi guidi nella retta via dei 100% cretini e contenti.
capatesuspigolo
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