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Il blog del Signor Ponza

20 anni da Ray of Light di Madonna

Vent’anni signore e signori, ebbene sì. Sono passati vent’anni da quando her majesty Madonna Louise Veronica Ciccone pubblicò probabilmente l’opera più sperimentale della sua carriera, ma anche una di quelle di maggior successo: RAY OF LIGHT

Molti di quelli che stanno leggendo questo post probabilmente erano troppo piccoli per ricordarselo, e quindi per loro, ma soprattutto per i nostalgici come me, ripercorriamo i momenti più iconici dell’era Ray of light.

L’album

Questi erano gli anni in cui Madonna godeva di una particolare benedizione divina, era da poco nata Lourdes, si era approcciata alla Kabala ebraica ed era in una fase molto introspettiva della sua vita. La Signora, inoltre, aveva da poco preso lezioni di canto direttamente da Andrew Lloyd Webber in occasione della realizzazione di Evita.

Erano gli anni in cui Madonna non aveva alcuna paura di osare, di andare controtendenza e proporre sonorità di non facile comprensione al primo ascolto. In pochi avrebbero scommesso sul successo di un singolo.

La fortuna di questo capolavoro è stata anche, e soprattutto, nel fortunato incontro tra Madonna e William Orbit, che solo successivamente all’inizio dei lavori, dopo che ne scartò altri tre tipo, ne divenne il produttore.

Anche la copertina, negli anni diventata super iconica, fu scattata da Mario Testino; Madonna indossava un abito azzurro di un brand dal quale noi ci dissociamo completamente: Dolce&Gabbana.

L’album vendette milioni di dischi in tutto il mondo e si aggiudicò ben 3 Grammy Award, tra cui quello come Miglior album pop.

Frozen

Pubblicato il 23 febbraio 1998

Come singolo di lancio fu scelto un brano che spiazzò tutti, per sonorità, look e ambientazioni. In quel periodo non desideravo altro che pittarmi le mani con l’hennè e muoverle come faceva lei in un video dalle ambientazioni dark ma soprattutto con effetti visivi del tutto all’avanguardia per essere di 20 anni fa.

Vi ripropongo allora la storica esibizione che propose al Festival di Sanremo dello stesso anno, dove pretese a tutti i costi ventilatori sul palco e dove, pur essendo stranamente sorridente e disponibile a rispondere a qualche domanda, fu liquidata in men che non si dica da un Raimondo Vianello al quale proprio non interessava. Indossava un abito di Olivier Theyskens, quello che stava reinventando la vita bassa (semi cit.).

 

Ray of light

Pubblicato l’11 maggio 1998

Questo personalmente fa parte di quel gruppo di singoli che associo per primi a Madonna. Così famoso da essere persino omaggiato da Peter Griffin, perché quel video, nella sua semplicità, rappresenta l’esempio di come si possano fare cortometraggi perfetti con budget “ridotti” ma avendo idee originali.


Dell’esibizione che ne fece da Oprah Winfrey vi parlai già in un altro post. In quest’occasione vi ripropongo la versione del Confessions Tour, con un tripudio di stelle nei backdrop, Madonna in Jean Paul Gaultier e una coreografia totalmente ipnotica.https://www.youtube.com/watch?v=tyZo9DQGBPY

Drowned World/Substitute for Love

Pubblicato il 24 agosto 1998

È il brano che apre l’album e si tratta probabilmente di quello più introspettivo, che segna un punto di svolta nella sua visione delle cose. Personalmente non è tra le mie preferite, e qui son pronto al linciaggio, ma rimane sicuramente una bellissima ballad. Il video, in cui Madonna (bellissima) viene perseguitata dai paparazzi fu subito associato alla recente morte di Lady D.

Anche in questo caso vi ripropongo l’esibizione del Confessions Tour in cui Madonna, semplicemente seduta su degli scalini (ma con immancabili ventilatori puntati addosso) ci emozionò come solo lei sa fare.

The Power of Good-Bye

Pubblicato il 19 novembre 1998

Personalmente, uno dei brani più pazzeschi dell’album ma anche una delle sue ballad più belle di sempre con video di un’eleganza e di una bellezza rare.

Per farvi capire quanto amassi questo brano già ai tempi, ecco una testimonianza direttamente dalla mia Smemoranda di quell’anno:

Vi ripropongo la bellissima esibizione agli MTV Video Music Awards del 1998 dove Madonna vinse ben 6 premi, una roba inimmaginabile oggi. Ricordo ancora perfettamente le emozioni di quando la vidi in diretta in televisione quella sera.

Nothing Really Matters

Pubblicato il 05 marzo 1998

Ultimo singolo estratto dall’album, questo brano è l’ennesima dimostrazione che dietro tutto questo progetto c’erano idee forti, non solo musicalmente ma anche stilisticamente.

Le ambientazioni giapponesi con una Madonna bruna e geisha sono tra le cose più iconiche e belle della sua carriera. Chi non ha sognato di vestire quel kimono rosso?

L’ho già detto più volte che negli ultimi anni, progetti discografici di così alto livello non ne ha più tirati fuori ed è sicuramente vero che tutto il contesto musicale, e non solo, è profondamente cambiato; ma lei è Madonna cazzo, e io ci spero sempre. Mio Dio, io vivo di speranze. Che la luce sia con voi.

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endymion

Nella vita reale mi chiamo Davide, ma nell’internet sono Endymion, che molti credono essere un riferimento alla mitologia greca e invece è un omaggio a Sailor Moon, la paladina della giustizia nonché della mia vita. Amante del kitsch e del trash, ma di quello che fa il giro e diventa chic.
Scrivo di moda per passione ma compro solo alle svendite.

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