5 motivi per guardare The Handsmaid’s Tale

È una delle serie cult del 2017, di cui tutti non solo parlavano, ma ne parlavano benissimo, e l’annuncio delle candidature ai Golden Globes 2017 non ha fatto altro che consacrarne definitivamente la qualità, grazie alle nominations come Miglior Serie Drama, Miglior Attrice protagonista per Elizabeth Moss e Migliore non protagonista per Ann Dowd. Parliamo di The Handsmaid’s Tale, al momento disponibile in Italia in esclusiva sulla piattaforma TIMVISION.

In un mondo dove di certo non mancano le serie TV da guardare (con buona pace della vita sociale e delle ore di sonno raccomandate), è sempre più raro trovare prodotti di qualità in grado di tenerci incollati allo schermo, facendoci dimenticare per qualche ora le notifiche sul cellulare e i messaggi vocali di Whatsapp. The Handsmaid’s Tale è sicuramente una di queste rare eccezioni e in questo articolo cerchiamo di spiegarvi tutte le buone ragioni per cui non dovreste proprio perderla.

La trama

Tratto dal romanzo di Margaret Atwood Il racconto dell’ancella, è una storia distopica ambientata in un futuro prossimo in cui una setta integralista religiosa ha preso il potere negli Stati Uniti (se non vi sembra completa fantascienza allora avete capito perfettamente perché è una serie che va vista). Il regime teocratico che si instaura ha l’obiettivo di ripristinare i valori tradizionali (ovvero la negazione di tutto ciò che non sia conforme a quanto promosso dalla Chiesa) e creare il miglior ambiente possibile per crescere bambini, in un mondo in cui la natalità è praticamente pari allo zero. Questo però significa spogliare le donne di qualsiasi diritto e renderle una semplice “proprietà”, di maggior valore proprio se fertili. Per le donne non fertili, omosessuali, anziane, con handicap, non c’è futuro.

Fiction vs Realtà

Leggere la trama fa venire la pelle d’oca, ma l’ambientazione in un futuro molto più vicino a noi di quanto si possa pensare è l’elemento che fa più rabbrividire. Al punto che i costumi indossati dalle protagoniste di The Handsmaid’s Tale sono diventati un simbolo di protesta politica, utilizzato dalle donne in tutto il mondo. A testimonianza che la distanza tra fiction e realtà non è sempre così ampia. Del resto i riferimenti all’America di Trump si sprecano in ogni puntata.

Il cast

E se le donne sono le protagoniste principali del racconto, com’è facile immaginare è il cast femminile a essere sempre al centro della scena.  Quello che fa Elisabeth Moss (Mad Men) di fronte alla macchina da presa ha dell’incredibile: una delle performance più dure, crude e violente degli ultimi 10 anni di TV. Ma pazzesche anche Alexis Bledel (Una mamma per amica), Samira Wiley (Orange is the New Black) e Ann Dowd (The Leftovers). Da segnalare anche l’ambiguo Joseph Fiennes, che torna alla TV con un ruolo terrificante ma allo stesso tempo pieno di sfumature.

I premi

Il segno di quanto la serie abbia fatto centro si è visto non solo nei dati di ascolto USA (la serie va in onda sulla piattaforma Hulu), ma anche e soprattutto alla cerimonia di premiazione degli Emmy Awards 2017, dove ha portato a casa ben otto statuette, incluse quelle di miglior serie drammatica e miglior attrice protagonista drammatica per Elisabeth Moss. La serie aveva già trionfato qualche settimana prima ai TCA Awards, ossia i premi assegnati dalla critica televisiva. E scommettiamo che non uscirà a mani vuote anche dai prossimi Golden Globes.

La critica

Ed è proprio il consenso unanime di pubblico e critica ad aver reso The Handsmaid’s Tale una serie cult. Tanto da farle guadagnare, secondo molti, il titolo di miglior serie TV dell’anno (basti pensare che su Metacritic, sito aggregatore di recensioni, ha uno straordinario metascore di 92 su 100).

 

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