6 cose che mi mancheranno di Milano

Negli ultimi sei mesi, come forse avrete capito dalle mie frequenti pazzesche comparsate a #PZSQ, sono stato a Milano ma adesso è già tempo di fare di nuovo le valigie e tornare in una città di cui non dirò il nome, o rischio di far partire un dissing che farebbe implodere il blog.

Se pensate che in questo post stia facendo uso privato del mezzo pubblico, beh un po’ avete ragione. Non è solo che voglio approfittarne e lasciarmi andare ai sentimenti scrivendovi col cuore in mano ma voglio concentrarmi su quello che mi mancherà di Milano.

Non sto parlando solo dei miei amici, dei colleghi, dei coinquilini, di casa, libri, auto, viaggi, fogli di giornale, ma di quelle cose che sicuramente se mai doveste lasciare Milano (o se mai doveste venirci a vivere e poi lasciarla) vi mancherebbero. O almeno, se non siete dei matti totali. In pratica le cose che rendono Milano così bella, e per cui tutti, anche se “da me c’è sempre il sole”, ci vengono a vivere.

Eventi

È risaputo che Milano è la città in cui accadono le cose e su questo non c’è dubbio. Eventi promozionali, fashion week in cui agghindarsi come paralumi di mia nonna, mercatini urban vintage street food truck e soprattutto, concerti della qualunque. Sì proprio quelli che negli ultimi 3 mesi mi hanno fatto spendere un capitale.

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Silenzio

Non è la prima grande città in cui vivo ma di Milano mi affascina il silenzio, la frenetica compostezza della gente che cammina spedita in metro ma non fa caciara. Perché sinceramente io la mattina alle 08:00 non ho voglia né di parlare con nessuno, tantomeno di essere aggiornato sulla vita sentimentale di due amiche che si urlano i fatti loro sul bus.

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I VIP

Rileggi la voce “eventi”, perché vuoi o non vuoi Milano è il posto perfetto per fare VIP watching. Il tuo cantante del cuore che prende un aperitivo al Duomo, il giudice del tuo talent preferito, l’evento Sky dove scroccare l’invito e fare cin cin con Simona Ventura. E poi Milano è l’habitat ideale di tutti quei meno VIP ma che comunque ci provano, tipo noi blogger, fashion blogger, lifestyle blogger, foodblogger. Non è raro infatti passeggiare per i Navigli e incontrare la nostra pazzesca Wannabefre o farsi una corsetta a Parco Sempione con Signor Ponza.

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Sushi

Più sashimi che al mercato del pesce di Tokio, più alga wakame che nell’Atlantico. Milano è senza dubbio la patria del sushi, dove ormai la più tradizionale cotoletta non è altro che un futomaki tempura di vitello. Perché quelle sere in cui non hai sbatti di cucinare e ovunque mangeresti tonno e mozzarella, a Milano, schiscia di sushi da Esselunga. E mica scemi.

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Deliveroo

Ricordo ancora quando ero in Germania la volta in cui mi sono commosso per aver scoperto che potevo ordinare e farmi consegnare a casa l’anatra all’arancia e non solo la pizza margherita. Di tempo ne è passato e le cose sono cambiate, ma a Milano hanno alzato ancora di più l’asticella del food delivery: tipo Deliveroo che ti fa scegliere tra ristoranti top e in neanche mezz’ora ti consegnano, con le loro biciclette, a casa. Scegli tu quando e paghi comodamente online evitando l’imbarazzante momento in cui perdi il portafoglio proprio quando suona il ragazzo della pizza.

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Piazza Duomo

Fatemi fare il sentimentale per un attimo ma quando arrivi in piazza Duomo con quella luce dorata riflessa sui marmi che ti scalda dentro a me partono in cuffia le più belle canzoni del cuore, e poi la Galleria addobbata a Natale, i piccioni che cagano su Vittorio Emanuele e la Madonnina illuminata di notte. Insomma, il simbolo di una città che ho fatto presto ad amare.

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A proposito di Deliveroo: se non l’avete ancora provato, dal 14 marzo fino al 14 maggio potrete iscrivervi utilizzando il codice promo SIGNORPONZA e avrete 10€ di sconto sul primo acquisto! È pazzesco, impazzisco!

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clippermark

Ho 26 anni e sono nato in Abruzzo anche se negli ultimi anni ho iniziato a cambiare città come le mutande. Vado spesso in Germania per cercare di capire come mai mettano l’ananas sulla pizza ma voglio viverci da quando ho scoperto che mi piace. Da ormai 4 anni scrivo ricette sul mio blog "Una cucina per Chiama" ma tutto è iniziato quando da piccolo ho visto in TV Antonella Clerici: io però ho imparato a cucinare.
Dicono di me: "stai sempre in giro", dico di loro: "fatevi i cazzi vostri".
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