Pap-App Francesco

Un’altra settimana è passata, un altro mese è quasi finito, un anno (liturgico) è iniziato mentre un altro (solare) sta per finire. Molti eventi hanno segnato il 2013, dalla gravidanza di Belen Rodriguez al matrimonio di Valeria Marini, dalla separazione di Chiara Ferragni e Riccardo Pozzoli alla Ferilli sul tappeto rosso di Cannes, al ritorno della Carrà nel mondo della musica, ed è quasi difficile fare una classifica. Ma se c’è un personaggio simbolo di questo 2013 è lui, la più grande celebrity del mondo, Jorge Bergoglio aka Papa Francesco. Ora potrei parlare all’infinito di quanto ci piace Bergoglio, della novità che ha portato nella Curia romana, del rinnovato messaggio evangelico di una Chiesa povera per i poveri, eccetera. Ma se c’è una cosa che mi piace è il suo rapporto con la tecnologia. Al grido di ‘se Dio è onnipresente e onniscente, il Papa ci prova almeno tramite la rete’, il caro Jorge si è dato con energia alle attività social come un comune mortale. Il suo account Twitter vola nel numero di followers, con un incremento altissimo dopo la sua elezione, portando un messaggio di pace laddove le olgettine si fanno la guerra a suon di tweet. Anzi vi pubblico anche un grafico così facciamo vedere che alla Bocconi mica ci è andata solo Sara Tommasi.

followersMa Papa Francesco non è moderno solo perché usa Twitter, sarebbe troppo facile. Quest’estate, per dire, ha fatto impazzire tutti i tg con una sua foto, una foto molto particolare, perché chiaramente era vestito. Già questa di per sé è una notizia, visto che negli anni abbiamo imparato a conoscere il corpo della Parietti meglio del nostro. Papa Francesco, invece, che è uno moderno, ha spiazzato tutti come neanche Lady Gaga, sparandosi un selfie con un gruppo di amici in chiesa. Molto prima che venisse aperto il profilo instagram di Barbara D’Urso e prima del tormentone #carmelitasmack, Papa Francesco aveva già ceduto al fascino dell’autoscatto.

Papa Franceco selfie

Parlare del selfie del Papa magari è anche un po’ tardivo il 25 novembre, ma è indicativo della forza pop del suo stile di comunicazione. Lui non ha certo paura di usare linguaggi diversi dall’omelia e più vicini alle persone, credo che se ne valesse la pena aprirebbe anche un fashion blog (ma ha capito che non ne vale la pena, per fortuna). Ormai quella per Papa Francesco è una vera e propria mania che lo rende la più grande celeb vivente, fanatismo che disperde anche la più incallita directioner. Ha tutto ciò che una celebrità deve avere: una folla acclamante, un profilo Twitter attivo, fan che scrivono le lettere a cui lui umilmente risponde (ma per telefono), un album di figurine a lui dedicato. Ma i fan di Bergoglio vogliono sapere tutto di lui e vogliono essere aggiornati costantemente: allora Ansa ha pensato bene di creare un’app Papa Francesco News, compatibile con iPhone, iPad, Android e Kindle, redatta in 4 lingue e ricca di contenuti editoriali e aggiornati al minuto. Quando ho letto la notizia non ho potuto esimermi dallo scaricarla e capire se davvero fosse aggiornata. Be’, devo dire che sono così minuziosi nel dare le notizie sul Papa che scrivono davvero tutto ciò che capita a questo pover’uomo. Ad esempio, se volevate sapere se i virus influenzali possono colpire anche il Papa, l’app ve lo dice.

Papa Francesco News

A soli 89 centesimi (che mi farò rimborsare dal Signor Ponza) sarete aggiornati sulla vita quotidiana di Sua Santità, non si sa mai dovesse tornare un’altra squadra di rugby in Vaticano.

Riassumendo, abbiamo imparato che:

  1. se anche il Papa usa Twitter non dobbiamo sentirci in colpa se non abbiamo vita sociale e dipendiamo dai cinguettii, l’importante è scrivere “sempre con il massimo rispetto per tutti” come ci insegna benissimo Barbara;
  2. anche il Papa se si becca il raffreddore deve stare a casa e non può lavorare, quindi ribelliamoci noi stagisti quando ci imbottiamo di tachifludec per andare in ufficio ad ogni costo;
  3. un selfie vale più di mille parole.

L'ora di religione

[Le puntate precedenti de L’ora di religione]
[Leone Lewis su Twitter]

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Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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