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Il blog del Signor Ponza
Armie Hammer Tuta Adidas

Chiamami con la tua tuta, Armie Hammer

Inutile dire che una delle ragioni principali del plauso che continua a riceve il film del momento Chiamami col tuo nome (qui vi abbiamo spiegato perché dovreste vederlo) è l’attenta ed efficace ricostruzione della allure anni ’80. Anzi più precisamente hipster anni ’80, se mi concedete l’anacronistica trasposizione a tre decadi fa di una categoria millennial, in particolare per quanto riguarda l’abbigliamento. Le polo dai colori sbiaditi, le camicie oversize dalle tinte pastello, i pantoloncini corti, anzi cortissimi, e ovviamente le classiche sneaker Converse protagoniste della scena disco.

Tuttavia uno dei due protagonisti, l’attore statunitense Armie Hammer (Oliver nel film), non so se a seguito di una sagace consulenza da parte di qualche stylist o di propria iniziativa, sembra aver fatto propria questa missione di riabilitazione della moda anni ’80 anche off set. Infatti per il tour promozionale del film Adam ha deciso di sfoggiare ad ogni occasione sempre il medesimo capo che rappresenta un’icona dello stile anni ’80: la tuta Adidas Superstar.

Spulciando il profilo Instagram dell’attore possiamo seguire le tappe del tour e vedere come la tua Adidas compaia qua e là in tutta Europa nei colori e nelle fantasie più diverse. Nera in Stazione Termini a Roma.

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Mafiosos in transit

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E a Parigi, dove Armie è ritratto immerso in una telefonata con la Fashion Police «Hello, Style, it’s me again…».

Poi Rossa sull’Eurostar alla Gare du Nord, insieme alla moglie Elizabeth Chambers.

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New city, new track suit…

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E a Londra:

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Just blending in to the environment #trackieandapint

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Celeste per il ritorno a Crema, la città che per tre mesi ha ospitato le riprese del film.

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Back in the old stomping grounds…. #cremdelaCrema

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Infine Gold con pois bianchi a Zurigo dove, ormai consapevole del #tracksuitgame di cui è protagonista, si autodefinisce «trendsetter».

Mi perdonerà il guru della moda Karl Lagerfeld che in uno dei suoi celebri aformismi si sia chiaramente espresso contro la tuta («I pantaloni della tuta sono un segno di sconfitta. Avete perso il controllo della vostra vita se uscite con la tuta») se dico che in questo caso la scelta di Armie è stata vincente, non solo al botteghino.

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alepuntoacapo

maestrino dalla penna rossa che vede sempre il bicchiere mezzo pieno (preferibilmente di gin tonic), strenuo difensore dei valori fondanti della cultura occidentale impersonati dalla poesia omerica e dalla discografia di Raffaella Carrà, ricercatore di antichità per passione e per professione, ho la chioma celtica, il nome greco, il cognome ebraico, ma qui vi parlo di latino.
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