#AskFabry #18: Decidere che le persone sono gay e importunarle.

Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dal Signor Ponza sono ancora qua a parlare a vanvera per voi. Devo però tirarvi le orecchie e comunicarvi che la casella mail della mia rubrica, [email protected], da qualche tempo piange. Capisco che siate impegnati a leggere altre rubriche di successo di queste pagine, ma due righe potreste anche mandarmele, merde. Come ha fatto il nostro amico anonimo, per esempio:

Caro Fabry,
innanzitutto vorrei farti i complimenti perchè la tua rubrica è più inebriante di un bicchiere di Mirto Zedda Piras dopo un’abbuffata di Porceddu Arrosto. Detto questo ti descrivo il mio problema: con l’avvicinarsi degli esami estivi la biblioteca della mia università comincia a popolarsi di manzi in shorts ed occhiale D&G che tentano di recuperare il tempo (ben) speso in palestra per superare le annose prove di fine anno. Ovviamente quest’iniezione di testosterone non mi ha lasciato impassibile. In particolare c’è un bonazz… Ehm, un ragazzo, che si siede sempre nei dintorni del mio tavolo di studio. Tra un rigo e l’altro le occhiate si scambiano e spesso noto che quando torno dal bagno mi fissa. Potrebbe essere interessato? Non ne sono sicuro. Ma non riesco ad escluderlo. Ti chiedo, come faccio ad approcciare in un ambiente così ostile alla comunicazione come una biblioteca?  Non so nemmeno come si chiama. E se poi non fosse interessato? Spero tu mi possa aiutare. Grazie mille, un tuo super twitter ammiratore.

Non so, ma ho come la sensazione di aver parzialmente trattato l’argomento qua. Evidentemente non sono stato abbastanza efficace, e allora devo rigettarmi nel mare degli stereotipi e rispondere alla tua domanda. Comunque grazie dei complimenti, e salutami la Sardegna e i quattro mori. Detto questo, la questione di divide in due parti: numero uno “Questo è GAY?”, numero due “Questo vuole darmi due botte?”.

Capire quando uno è froscio è ormai considerato disciplina olimpica, perché sinceramente non si capisce più gnente. Alessandro Cecchi Paone poi non ci rende certo la vita facile sputtanando la Nazionale Italiana di Calcio (Si scrive in maiuscolo, mie lettrici maestrine frustrate?) e rivelando che qualche omosessuale milita all’interno di essa. Onestamente che questi quattro coglioni che corrono appresso una palla e si vestono D&G e fanno le scommesse possano essere gay mi interessa quanto a voi possa far piacere sapere che non evacuo da tre giorni. Ma sto divagando. Questo ragionamento era per farti capire che i gay si nascondo ovunque e che non essendo socialmente buon visti (diciamo le cose come stanno.) si devono mascherare. E sono diventati bravi a farlo. Ci sono poi dei casi talmente vistosi da essere riconosciuti come un drogato allo Zoo di Berlino AKA le camicie di Formigoni. Does it make sense? Va da sé che potresti sempre usare la formula magica “Scusa, ti ho per caso visto al concerto di Madonna?”, che però ti devo avvisare è un po’ come l’Autan: non sempre funziona. Per esempio, non ci sono dubbi sulla mia omosessualità, eppure io non sono andato a vedere Madonna e anzi spero che si spacchi il femore ASAP. Ma la ricerca dell’omosessualità e un po’ come un film di Muccino, è una scienza di confine come le puntate di Fringe, è una disperata ricerca del calippo alla Coca Cola in spiaggia a Cesenatico. In definitiva, ti deve andare di culo.

Capito, o quantomeno intuito che il tuo vicino di scrivania possa essere gay devi passare alla seconda fase: importunarlo.

Certo è che la prima cosa da fare è parlargli. Cosa si dice ad uno che ti piace e che non hai la certezza essere della parrocchia? “Ciao, scusami se ti disturbo. Chiaviamo?” Adesso non venitemi a dire che non avreste sempre desiderato pronunciare questa frase, forza! Ma non funziona, perché una volta io l’ho detta al buttafuori del Plastic e mi hanno bannato per sempre. Ci vuole rigore e discrezione, come dice sempre la mia amica Federica from Parigi, e bisogna non dare spettacolo. Anche perché il rischio è quello di trovarsi uno squadrone di neofascisti pronto a menarti, e di questi tempi non è una battuta. Mi sto perdendo ancora. Dicevo che ci vuole discrezione, quindi potresti semplicemente seguirlo in bagno e fissarlo dallo specchio mentre lui fa la pipì e tu ti lavi le mani. Potresti raccogliere le sue bottigliette usate e farci una corona hawaina da usare come orpello. Potresti comporre il suo nome sul tavolo che è solito usare con le gomme da masticare usate nei giorni precedenti. Obiettivamente non sono molto ferrato sull’argomento perché a me non piace rischiare e quindi approccio le mie prede sui social network gay, tipo Twitter.

Ha twitter? È gay. Seguilo, e vivete per sempre felici e contenti come loro.

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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