#AskFabry #6: Anatomia della passiva aggressiva

Care lettrici, manzissimi lettori, la vostra rubrica del cuore oggi risponde ad un quesito curioso ma di grande attualità. Prego di mostrare l’apparato grafico:

Ciao Fabry__ sono un tuo amico personale che però vuole rimanere anonimamente velato.

Innanzitutto volevo dirti che la tua pelle migliora a vista d’occhio, o almeno lo spero visto tutte le cazzo di creme che ti ho detto di comprare.

La domanda di cuore che volevo porti è: come si diventa un vero passivoaggressivo? Cioè è uno stato mentale o una cosa genetica? Bisogna superare dei test? (…) Avete un libro sacro di riferimento? Spiegamelo.

Da attivo con benefici io vi temo ma al contempo vi trovo affascinanti. (…)

Tuo A.

Per prima cosa devi prendere fiato. Respira profondamente e scrivi con calma. Ho tagliato la tua richiesta in più parti per mantenere il tuo anonimato e soprattutto perché non esiste che scrivi le cose simpatiche. Qua la simpatica la faccio io e levati. Le creme non le ho comprate e la mia pelle fa sempre cagare, ma Lady Gaga ha detto che I’m beautiful in my way ‘cause God makes no mistakes. E fabry_ si scrive con un underscore solo. Detto questo rispondo alla tua cortese richiesta.

La passiva aggressiva è una figura a metà tra il mitologico e il commesso di Zara, un incrocio tra un serpente velenoso e un bot della sborra acida. Diventare passive aggressive non è possibile, passiva aggressiva ci nasci e chiuso il discorso. Puoi però emularne i comportamenti se ritieni che possa giovare alla tua vita. Basta poco del resto, bisogna essenzialmente comportarsi come le peggio STEROIE in ogni occasione.

Dire sempre la verità, anche quando la tua collega è vestita come un tendone da circo che le hanno vomitato addosso gli elefanti. “Che bello questo golf, somigli alla Costa Concordia oggi.”. Essere sempre disponibili con gli amici, anche se ti chiedono di accompagnarli al concerto di Macy Gray. “Vengo al concerto perché qualcosa mi dice che il prossimo tributo post mortem lo fanno a lei. Top!”. E ancora, ” Non vengo al tuo matrimonio perché non vorrei farti sfigurare”, “Scusami, credevo fossi l’orsetto di peluche del mio amico e non il suo moroso.”, “Non mi importa se sei messicana, i baffi te li devi fare.”. Piccoli esempi di come avere la pipì acida potrebbe esserti utile, anche se detto onestamente essere passiva aggressiva ha i suoi lati negativi. Nessuno ti invita mai ai vernissage perché sa che criticheresti le loro croste di merda, agli aperitivi ti tengono tutti in disparte perché hanno paura dei tuoi commenti sull’abbigliamento AKA ma come cazzo vi vestite? E detto tra noi, essere attivi non significa non essere passive aggressive. Quindi magari lo sei anche tu, magari ti svegli la mattina e auguri la morte a mezzo Veneto, magari lanci il cellulare dal balcone quando il tuo moroso ti da buca, e magari Germano Mosconi cammina con te.
Magari sei la peggio mestruata e nemmeno te ne accorgi.

Spero di aver sciolto i tuoi dubbi, e se ti sono sembrato scontroso hai compreso la vera essenza rabiosa (con una esse di Shakira) dell’essere passiva aggressiva. E per inciso no, non abbiamo un libro di riferimento perché abbiamo altre cose da fare piuttosto che leggere. (E invece.)

PS: come vi ricorda sempre il proprietario di queste pagine, la nostra mail è aperta ad ogni vostra richiesta. Scriveteci e i primi venti di voi che ci manderanno la loro domanda riceveranno a casa una copia autografata del cd di Stefania Orlando.

Un abbraccio a tutti!

NdSP: Segui le avventure e le cattiverie di Fabry su Twitter o sul suo blog. Se hai domande per lui, ponigliele nei commenti a questo post, su Twitter usando l’hashtag #AskFabry oppure scrivi alla casella postale [email protected] (anonimato garantito). Altrimenti recupera le puntate precedenti di #AskFabry.

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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