#AskFabry s02e07 – Misantropia, the new fragrance by Fabry

Lo so, questa rubrica sembra essere diventata quell’appuntamento quindicinale di OGGI che tanto stava a cuore ai pedofili, quello con la raccolta dei mobiletti per la casa delle bambole per intenderci. Ma lo sapete, a volte la vita ci riserva delle sfide, e vi ho mai parlato di quanto io faccia schifo nelle competizioni? Comunque prometto di riprendere con questa puntata una forte regolarità che Alessia Marcuzzi viene a portarvi a casa l’Activia quando escono i miei post. Per una volta non parliamo di omosessuali o cose del genere, perché incredibilmente ci arriva una domanda da una ragazza non solo etero, ma che non riguarda nemmeno le relazioni. E diciamocelo, io non sono Camila Raznovich, e non ho sicuramente la sua fronte.

Caro Fabry,

sono Martina, fedele follower dalla bellezza di 3 anni. Ho un fantastico problema: sono misantropa! Odio tutto e tutti, senza particolari distinzioni. La scuola sta per incominciare e non so come fare. Non so se fare la maglietta con un «LEVATEVI (cit.)» o mantenere una certa discrezione e continuare imperterrita ad odiare tutti. Mi consigli qualche pratico metodo per odiare tutti e sembrare ancora più fica?

Grazie per le belle parole, mi pare di aver capito che la domanda riguardi l’odio, nevvero? Ma allora è il giorno di Natale, perché se non lo sapeste io sono bravissimo in tante cose, una delle quali è odiare. Le altre chiedetele a Grindr.

L’odio non è una cosa con cui bisogna scherzare, la mamma ve lo dovrebbe aver insegnato: non si scherza con il fuoco, con l’odio e con quelli di Rozzano. L’odio è il più nobile dei sentimenti, ma a volte la sua capacità distruttiva ti corrode l’anima e tutta la tua vita crolla in mille pezzi (Victoria Grayson mi leggi?), ma io non sono certo il Cardinale Ruini e quindi fottesega.

Ci sono tre stati dell’odio, che vi spiego perché quanta poesia che c’è nella miseria e voi siete misere:

Odio moderato, senza volontà di distruzione.

Il primo stato dell’odio è quasi una passeggiata, molti la scambiano per spiccata antipatia ma anche no. Sono situazioni improvvise che provocano un repentino cambio di umore, tipo il primo giorno di mestruazioni con il flusso abbondante e guarda caso non hai gli assorbenti. Questo stato di odio generalmente non colpisce un individuo in quanto tale, piuttosto tende a concentrare l’astio in una categoria di individui: la gente che mangia con la bocca aperta, le sudamericane che ascoltano la musica in treno a tutto volume que me gusta la gasolina, dame mas gasolina.  Rientrano in questa categoria anche le donne che allattano in pubblico, che avec beaucoup de nonchalance ti mostrano le tette perché “È una cosa naturale!”. Bene, anche scopare è una cosa naturale ma io non metto di certo a farlo sulle panchine al parco con la gente di fianco. E ancora l’odio verso le istituzioni e le aziende, che seppure non ci feriscono magari personalmente noi diventiamo la loro vittima primaria. Trenitalia devi fallire. Come dicevo poc’anzi questo livello di odio non viene personalizzato e generalmente è placabile con imprecazioni di varia natura fino allo sconfinare nella media volgarità da domenica pomeriggio su Canale 5.

Odio personale e continuativo.

Il secondo stadio dell’odio è quello più comune nel genere umano, che ricordo essere una merda su tutta la linea e che merita l’estinzione, quello che digeriamo quotidianamente e che deriva da figure ricorrenti nella nostra vita. Per esempio la suocera, che me ne sbatte il cazzo delle mille disgrazie che accadono nel tuo paese a persone che nemmeno tu conosci, e che poverino il cugino della zia della nonna ha il tumore, ma sì quello che abita a Ceranova e che hai visto l’ultima volta diciotto anni fa. Noterete che la suocera è in realtà la commistione tra la madre del vostro fidanzato e vostra madre, the cagacazzi for eccellenza. Poche storie, la mamma è la mamma, ma quanto ha rotto i coglioni? Dove sei, cosa fai, con chi sei, quando torni, cosa vuoi per cena, lo so che sono le otto di mattina ma cosa vuoi per cena, copriti, non tornare tardi, lo so che hai trentadue anni ma non tornare tardi, non mi dici mai niente, non ti confidi più con la mamma, la camicia non te la stiro, i pantaloni non te li ho lavati, stai dritto con la schiena, tirati su i pantaloni, mettiti la canottiera. E mi hai fatto il traforo del Montebianco al posto del glande, madre. Premio speciale di questa categoria va alle mamme che sono anche suocere, in menopausa.  A questo tipo di odio non ci si può sottrarre, è come la collega che non si lava, tu le puoi anche regalare il set da bagno di Sephora, ma questa il giorno dopo ti viene in ufficio che puzza di discarica di rifiuti tossici.

Odio nero, nerissimo. 

Le squilibrate come me soffrono di un disturbo chiamato “Isteria”, che di solito è legato al fatto che non si prende il cazzo, ma anche no. E quelle come me odiano tutto, subito, a volte per sempre e soprattutto senza motivo. Quindi gli amici del fidanzato diventano quei coglioni che lo portano allo stadio a guardare gli altri, le persone in metropolitana si trasformano in sacchi da pugilato ambulanti sui quali sfogare lo stress quando sono le otto e mezza e la rossa a Loreto è più piena della vagina di Belen Rodriguez. E poi i tuoi stessi amici cominciano a rompere, non vuoi rispondergli al telefono, non vuoi uscire con loro, non vuoi più vederli sulla faccia della Terra solo perché questa mattina ti sei svegliata malissimo e hai deciso che devono morire. Del resto siamo squilibrate o no? E potrei andare avanti ore et ore ad elencare quello che il terzo stadio dell’odio riesce a fare, ma preferisco soffermarmi sul lato positivo che questa attitudine alla misoginia reca alla nostra esistenza: una beata minchia.

In definitiva, che vedo che oggi ho proprio parlato tanto, non è bello odiare. Ci sta se ti stanno sul cazzo un po’ le persone perché sei un attimo frigida nell’anima e non ti trovi con la gente, ma odiare tutto e tutti indistintamente non porterà mai a niente di buono. Alla fine rimarrete tu e gli amici che non hai, e per quanto possa sembrare top non lo è per niente. P.S: fare la gattara è così 2000!

Dopo questa dissertazione che Sigmund Freud mollami, vi invito ad esprimere la vostra opinione nel sondaggio di oggi al quale è permessa anche più di una risposta vista la delicatezza della questione.

NDSP: L’appuntamento settimanale con la rubrica che Carrie Bradshaw levati è tornata. Dopo aver votato il sondaggio, ricordatevi che Fabry ha anche un blog, un account Twitter e un ricco archivio di vecchi #AskFabry. Per cui avete altri due modi per fargli pervenire il vostro amore (o il vostro odio). Inoltre potete inoltrare le vostre domande per le prossime puntate di #AskFabry all’indirizzo [email protected]

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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