#AskFabry s02e18 – Lovatics, Selenators, Beliebers, Fabryctioners

Purtroppo la settimana scorsa ho dovuto accompagnare Kim Kardashian a fare l’ecografia che sta pregna e non ho potuto mandare in onda la puntata, ma vi ho pensato immensamente. Ringrazio di cuore il Signor staccato Ponza per avermi sostituito nell’ardua impresa di non parlare di niente in quaranta righe. Devo ammettere che gli riesce bene ma non è un maestro come il sottoscritto, e proprio oggi ve ne darò dimostrazione.

La domanda che ho scelto per questa puntata mi ha lasciato basito. Per una volta vi mostro il reperto fotografico della stessa, perché non vorrei mai che si dicesse che mi invento le domande cretine:

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La mia reazione alla lettura di questa mail è stata molto composta, come immaginerete. Non so sinceramente nemmeno da dove cominciare. Ma questa mi sta dando del Lei veramente? Io spacco tutto. Tenetemi.

Cara Pulcina, già con il nome parti malissimo. Se a quasi diciotto anni perdi tempo dietro ad un ragazzo fidanzato hai dei problemi. Se il ragazzo in questione è fidanzato da sette anni con una cogliona e tu lo vuoi a tutti i costi sei una cogliona pure tu. Se ti sei innamorata veramente di questo individuo che nonostante sia fidanzato mostra interesse nei tuoi confronti ma non ha la minima intenzione di lasciare la ragazza sei proprio una poverina. Ma almeno gli hai fatto capire che gliel’avresti data o stiamo qua a ciurlare il manico per niente? Perché cara la mia Pulcina, quello che devi fare per fargli cacciare carattere è fargli suonare il clitoride (mi scusi per il termine)! Ma io non ho sinceramente intenzione di perdere tempo prezioso con queste domande, grazie per la fiducia riposta ma proprio ti devi levare.

Ragazze, io non posso veramente farcela. Ma lo vedete l’abisso che c’è tra me e i diciottenni odierni? Ed è proprio la differenza di età l’argomento di cui voglio parlare in questa puntata, non me ne volere Pulcina, sono sicuro che a Crotone troverai l’uomo giusto per te. Colgo l’occasione per ricordare a tutti che “La Calabria è un posto meraviglioso e viverci è una fortuna” (Cit.)

Quando avevo io diciotto anni era tutto più semplice, la cosa più complicata che dovevi fare era convincere tua madre a comprarti le Buffalo e cercare un internet point per collegarti a gay.it. E adesso?

Io pensavo solo a pettinare le code del mio Miny Pony, e non a sbucciare le banane con il culo. Ma signora mia, dice che i tempi cambiano e adesso e regazzine se metteno er gel sulle unghie e vanno in giro conciate come er trans che sta tutte e sere su a Salaria. Ma per carità, forse è meglio un esercito di baby puttane che un plotone di suore laiche. Mi ricordo che al liceo c’erano certe frustrate che ciao, ti mollavano il culo per arrivare vergini al matrimonio ma ormai il Frejus era inaugurato. Che visione orrenda. Che ricordi. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Parliamo della nostalgia del futuro, di quelle belle speranze che avevamo da ragazzini e che crescendo abbiamo imparato a infilarci dove batte Valerio Pino.

Vorrei citare Grey’s Anatomy, ma non lo farò perché non lo meritate. Non vi meritate niente, manica di beliebers e directioners che vivete in funzione dei vostri idoli che quando aprono bocca anche solo per sbadigliare vi inzuppate le dita nelle mutandie. Questo mi fa tornare in mente una cosa, un bellissimo ricordo della mia infanzia. Siamo a Milano ed è l’otto marzo del millenovecentonovantotto (lo scrivo in lettere che fa tanto Accademia della Crusca), prendete la mia mano e fatevi accompagnare dai ricordi: ci sono centomila ragazzini gay accompagnati dai genitori che aspettano le loro beniamine, alcuni di loro si fanno scrivere in fronte il nome della loro prererita dal papà con l’Uniposca rosa (Ovvio che sto parlando di me). E allora non eravamo tanto diversi dalle directioners, no? Solo che adesso, anno domini 2013 le ragazze hanno scoperto di avere anche una libido e si pasturano i genitali intonando ‘canzone a caso dei 1D’, noi invece sognavamo di mettere zeppe altissime e infilarci in tubini con la bandiera UK stampata sopra. Non siamo poi così diversi da loro quando ci mettiamo le parrucche e andiamo ai concerti di Lady Gaga con i braccialetti di salsicce. E nemmeno quando facciamo la coda al cinema per vedere Selena Gomez e Vanessa Hudgens fare le troie. SIAMO TUTTI BIMBOMINKIA. E allora perché le denigriamo? Perché ci lanciamo contro i bimbiminkia nemmeno ci avessero toccato la collezione di cd di Patty Pravo? Perché, e qua viene il momento serio tipo Domenica Live, siamo cresciuti. Siamo solo delle invidiose orrende, che vedono i capelli bianchi aumentare, la stempiatura farsi avanti tra le rughe d’espressione e i kg di troppo prendere la residenza sui fianchi. Crescere è una merda. Le responsabilità, i problemi, lo stipendio, la casa, le relazioni. Non era tutto più semplice quando facevamo solo pompini e non era per avere un contratto a tempo indeterminato? E allora ben vengano le ragazzine esasperate dai cantanti, i bambinetti che si bruciano i polpacci con la marmitta del motorino.

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Per concludere, cara Pulcina, mi scuserai per questo excursus mentale ma ne avevamo bisogno per capire che la fanciullezza è necessaria. Ti lascio con un quesito a cui rispondere, e invito tutti i lettori a fare altrettanto.

Ci sentiamo giovedì prossimo, dove vi annuncio che ci infileremo con la testa nel mondo di YouTube per uno specialissimo reportage che ho portato a termine solo per voi, amici lettori. Levatevi, ma prima di levarvi ricordate che abbiamo ancora poco tempo prima che questa stagione di Ask Fabry volga al termine, ed è quindi il momento giusto per indirizzare i vostri dubbi a [email protected]. Troveremo sicuramente lo spazio per tutte le domande che arriveranno. Almeno questo è quello che mi piace farvi credere.

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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