#AskFabry Summer Special – Discotek People

Cari amici della crema solare, care amiche dell’auto abbronzante, a differenza di quanto annunciato qualche settimana fa, Ask Fabry è ancora tra noi. Mentre in questa calda estate mite primavera inverno pungente vi tengo compagnia declinando per il vostro diletto le sfaccettature dell’essere una persona psicotica con Fabrypedia, i miei periodi dalla lunga subordinazione non vi abbandonano e vi seguono per tre appuntamenti speciali. Ma cosa significa? Significa che per le prossime tre settimane vi farò compagnia anche il mercoledì, accanto al proprietario di questo blog e alla sua rubrica sul mondo del running (di cui io detengo la paternità del titolo e di tante altre cose, ma non siamo qua per parlare di me). Sia chiaro, non ho intenzione di togliere la vostra attenzione sulle pazzesche nuove rubriche di questo blog, ho solo due o tre domandine che attendono risposta da un po’ di tempo.

Fatta la marchetta alle mie produzioni e a quelle dei miei colleghi, possiamo entrare nel vivo di questo reportage sociale che Barbara D’Urso ha già pensato di trarne uno speciale per Pomeriggio 5. Mi avete chiesto molto spesso in questi ultimi due anni come rimorchiare facilmente in discoteca, e la mia risposta si è fatta attendere parecchio perché onestamente non saprei cosa dirvi. Io in discoteca lascio il cellulare ad un amico, mi infilo in dark e chi si è visto si è visto. Scherzi a parte, non sono proprio la persona adatta per rispondere a questa domanda, a me piace farmi corteggiare e vivere gli amori come Anna Karenina. Quello che posso fare per voi è descrivervi i diversi tipi di persone che incontrate in discoteca, in maniera tale che possiate al meglio scegliere il vostro obbiettivo e pianificare la strategia di rimorchio. Prima di cominciare ancora una cosa: descriveremo in questo, e anche negli altri speciali, una serie di categorie di individui con le quali abbiamo a che fare ogni giorno e le classificheremo in gradi di orrendaggine. Parola d’ordine: auto ironia. Per esigenze di copione dobbiamo dividere questo speciale in tre parti: nelle prime due toccheremo con sapiente maestria e spirito di profonda indagine sociologica le varie figure che popolano il mondo delle serate gay, e nel terzo episodio ci lanceremo in voli pindarici sul concetto di serata gay stesso.

Orrende passive sovrappeso

Le rappresentanti di questa categoria, come esplicitato dal nome, sfogano la loro frustrazione sessuale con il cibo. Inutili i tentativi di quest’ultime di mascherare l’adipe che ha chiaramente preso la residenza sui loro corpi e che paga anche l’IMU: vietato indossare magliette bianche per evitare paragoni con Moby Dick, e le facili battute delle amiche, e assolutamente gli shorts sono fuori discussione. Ma poco conta l’abbigliamento, l’importante è l’anima. Un’anima dilaniata dai continui rifiuti perché “pensavo fossi più magro”, “preferisco quelli più tonici”, frasi che costringono le orrende passive sovrappeso a muoversi con fare lascivo verso le dark rooms, luogo di facili conquiste, con un passo che a volte ricorda quello dei bisonti quando attraversano il fiume cercando di non farsi divorare dai coccodrilli. Canzone preferita: Jennifer Lopez – Papi

Orrende passive anoressiche

Al contrario delle colleghe in carne, le passive anoressiche sono simpatiche come una pioggia di chiodi in bocca il giorno dopo l’estrazione del dente del giudizio. Loro non si azzardano neanche ad avvicinarsi ai luoghi di perdizione quali dark room e cabine, l’essere  pazzescamente magre si traduce nel loro cervello privo di carboidrati complessi con l’essere divine e inarrivabili. Le vedi in pista che si dimenano lentamente, un movimento improvviso e potrebbe rompersi una costola, ballano come Lana Del Rey dopo aver sniffato la scolorina secca. E bevono, bevono come se non ci fosse un domani, come se non ci fosse un fegato e soprattutto come se non ci fosse la fila al bagno che “per favore, devo vomitare mi fai passare?”. Canzone preferita:  Madonna – Gang Bang

Orrende orse attive / passive

Come già spiegato in altra sede il dress code delle orse prevede camicie da boscaiolo, magliette aderenti che mostrino la pancia da settimo mese di gravidanza, pantaloncini corti e stivali neri. Quando vedi un’orsa attiva, non si capisce perché, la riconosci subito dall’altezza: mentre le signore attive da dietro sono alte all’incirca quanto un nano da giardino senza gambe. Non conosco il motivo preciso di questa relazione tra ruolo e altezza, ma credo che sia lo stesso che accomuna me e il buon gusto. Le orse comunque non rappresentano un pericolo giacché si muovono in branco, vanno a bere in branco, ballano in branco, escono a fumare in branco, rendono l’aria viziata con i loro sudore in branco. E per finire, care orse, vi comunico che gli anni ’80 sono finiti da un pezzo: basta farsi la permanente alla barba! Canzone preferita: Europe – The Final Countdown

Orrendi vecchi bavosi

Adescatori di ragazzini che non siete altro, vi ho visti allungare le mani sul retro di quello che credo essere mio cugino che va in terza media! I vecchi mi mettono un po’ ribrezzo, ma anche un po’ di allegria: da un lato ho timore per il loro laido provarci con la qualunque, come se l’età li avesse privati di qualsiasi sex appeal, e infatti, dall’altro mi rallegro perché c’è veramente speranza per tutti. Se ce la fanno loro a tirare su qualcosa senza dare mano al portafogli, io posso sperare che i bambini di oggi crescano e diventino giovani e attivi. Comunque li riconosci anche al buio: jeans sbiaditi Carrera, camicia azzurrino chiaro e scarpa da ginnastica aggressiva come se servisse a levarsi dieci anni. Io comunque li amo perché sono gli unici che mi cagano sempre in discoteca. Canzone preferita: Lorella Cuccarini – La Notte Vola

Orrendi palestrati attivi o presunti tali

In che senso presunti tali? Nel senso che non gliene frega niente di lasciare dietro di sé la scia di uomini, a loro interessa solo che qualcuno ammiri il loro pacco XXL dalla tuta in acetato della Nike. Certo, perché loro si vestiranno come se andassero a portare fuori il cane a cagare, con la tuta e le scarpe dell’Adidas alla caviglia, quasi a dire che lì dentro li ci hanno trascinati a forza. Un linguaggio della moda che utilizzano ovunque: sembrare fuori luogo solo per avere tutti gli occhi puntati contro. Li vedi che fanno continuamente avanti e indietro in mezzo alla folla solo per sbatterti in faccia la loro barba e i loro pettorali, camminano con le spalle larghe e ti spintonano con le loro braccia da porto d’armi. Insomma, fottesega di ballare, divertirsi, rimorchiare purché qualcuno li guardi e si trasformi nel Lago di Garda nel mentre. Dio li benedica, sempre. Canzone preferita: David Guetta featuring SIA – Titanium

Orrende frociarole

Chiariamo subito che le amo, e che sono la ragione per la quale ancora non ho messo fine alla mia vita dopo Grey’s Anatomy, ma le frociarole in discoteca non si possono proprio vedere. Cosa venite a fare che portate via solo utile ossigeno a noi GAY? State a casa a lamentarvi del fidanzato che guarda la partita o fatevi una maratona di Sex and the City, ma in discoteca con le vostre unghie al gel rosa non vi vogliamo. Che poi, quando ci sussurrate all’orecchio che qualche ragazzo potrebbe essere vagamente interessante siete anti sgamo come il sottoscritto che si finge etero in un campo pieno di vipere. HELLO? Lasciate le ballerine a casa e i vestitini dei cinesi nell’armadio. E poi ragazze, al prossimo “peccato dia gay” “i migliori sono froci” vi facciamo il piercing al clitoride con la tenaglia rovente. Canzone preferita: Robyn – Dancing On My Own

Per questa puntata abbiamo terminato, mercoledì prossimo proseguiamo a declinare la miseria umana dei club omosessuali, ricordando sempre che siamo qua per ridere con voi e non di voi.

Ci vediamo domani, ora devo imparare la coreografia della canzone delle Lollipop. 

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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