Baby K, Major Lazer e altri dieci improbabili duetti internazionali

È la notizia della settimana e, qualora non lo fosse, lo diventerà presto: Baby K sta per collaborare con i Major Lazer, quelli di Lean On e altre canzoni meno famose di Lean On. Light it up (Ora che non c’è nessuno) uscirà venerdì prossimo e, sebbene rappresenti per la rapper un passo indietro rispetto alle ben più prestigiose collaborazioni con Tiziano Ferro, Giusy Ferreri e Federica Abbate, è un’ottima scusa per andare a rispolverare le più belle e inaspettate (unexpected) collaborazioni tra artisti del Bel Paese e superstar con un mutuo da pagare. Noi ne abbiamo scelte dieci, poi abbiamo realizzato che non potevamo mettere dieci volte lo stesso video di Chiara Civello e Shaggy, quindi ne abbiamo scelte altre dieci.

LAURA PAUSINI E KYLIE MINOGUE

Due nomi conosciuti in ogni angolo del pianeta, due mondi che si incontrano, due superstar che per la prima volto uniscono le forze: la collaborazione tra Kylie Minogue e Virginio Simonelli sembrava un sogno ma si è realizzato davvero. Il pezzo, cantato poi con Laura Pausini, non si è rivelato il successo che qualcuno avrebbe sperato pur conquistando una #1, un disco d’oro e qualche milione di visualizzazioni: lato destro del flop.

BIAGIO ANTONACCI E LEONA LEWIS

Oggi non ci stupirebbe neanche sentirla cantare una canzone di Tony Maiello, ma nel 2010 Leona Lewis era ancora una superstar mondiale che non aveva certo bisogno di Biagio Antonacci. Eppure è successo: “Per girare il video con lei sono persino volato a Londra!” dichiarò lui ai tempi, ma lei non fu da meno, prendendo un aereo per raggiungerlo addirittura a Io Canto. Sanremo, prendi questo!

EROS RAMAZZOTTI E IL RESTO DEL MONDO MA IN PARTICOLAR MODO NICOLE SCHERZINGER

Qua andiamo semplicemente giù di name dropping: Tina Turner, Cher, Anastacia, Ricky Martin e, proprio quando pensavamo non potesse più superarsi, Eros Ramazzotti ha obbligato Nicole Scherzinger prima a giocare a calcio e poi addirittura a cantare una canzone di successo.

ARIANNA BERGAMASCHI E PITBULL

Illudere

GIORGIA E OLLY MURS

L’ultimo album di Giorgia è pieno di collaborazioni internazionali: c’è un pezzo scritto da Natasha ‘Unwritten’ Bedingfield, uno scritto dal bassista dei Blur, un duetto con Alicia Keys, ma soprattutto ce n’è uno improbabilissimo con Olly Murs. I due hanno registrato Did I lose you all’indomani del concerto italiano di Robbie Williams, aperto dallo stesso Olly: non è esattamente Up e potrebbe essere un complimento.

FEDEZ E ARIANA GRANDE

Fedez ovvero l’anello di congiunzione tra Ariana Grande e Alessio Bernabei. Per l’edizione italiana di My Everything (quella con due remix in più), Ariana ha deciso di rilasciare One Last Time con il rapper giudice di X Factor: una scelta talmente originale che l’edizione francese di My Everything (quella con due remix in più) ha una versione di One Last Time con Kendji Girac, vincitore dell’edizione francese di The Voice, nella squadra di Mika. Zan zan.

NEK E CRAIG DAVID

Prima di Maria De Filippi, prima di Carlo Conti, perfino prima di L’Aura l’unico a credere in un Nek ormai in disgrazia fu Craig David. In effetti chi non celebrerebbe la propria carriera reincidendo una hit del 2001 insieme a Filippo Neviani? Il pezzo uscì solo in Italia ma andò comunque meglio del duetto con un’ancora minorenne Rita Ora.

ZERO ASSOLUTO E NELLY FURTADO

La campagna promozionale di Loose, terzo album in studio di Nelly Furtado, è stata un’infallibile macchina da guerra culminata con il quarto singolo All Good Things (Come to an End). Una versione del brano vedeva la collaborazione gli Zero Assoluto e le permise di arrivare al disco di platino anche in Italia. Lei poi ricambiò il favore prestando la voce ad Appena prima di partire, sia sul palco dell’Ariston che nella versione internazionale Win or Lose. Alla fine vinsero tutti.

DOLCENERA E PROFESSOR GREEN

La leggenda narra che Dolcenera e Professor Green si siano incontrati in Inghilterra a un evento organizzato dalla comune casa discografica (viva la sincerità!) ma poi tra i due sia scattata una vera scintilla slegata dalle logiche di mercato (viva i comunicati stampa!). In effetti Read All About It è uscita solo in quattro versioni: quella originale con Emeli Sandé (che l’ha pure scritta), la seconda parte con Fink, la terza con solo Emeli e quella con Dolcenera. L’unica differenza è che, con Emeli, Professor Green non ha mai cantato Vita spericolata.

MORENO E THE VAMPS

Qua si entra in pieno territorio guilty pleasure: il 2015 di Moreno non è stato fortunatissimo (il disastroso Sanremo, nonostante Crudo! Spietato! Diretto! abbia anticipato di dodici mesi la redenzione di Scanu e la svolta tunz tunz di Bernabei, le proteste per la sigla di Lupin), il 2015 dei The Vamps poteva andare meglio. Ora però che i One Direction non ci sono più potremmo renderci conto che Wake Up guagliù era un singolo immenso e che Volcano meriti ancora nonostante la non incisiva presenza di Moreno.

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Maxxeo

Mi chiamo Matteo (ma vorrei mi chiamaste Carlo) e non vivo a Milano. Ho dieci anni più di quanti ne aveva Anna Tatangelo quando vinse Sanremo e qualche taglia in più di Monica Leofreddi. Scrivo per il Signor Ponza fondamentalmente perché come logopedista di Tea Falco ho fallito.
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