Gli ingredienti mancanti di Bake Off Italia

3… 2… 1… Dolci in forno!

È in corso la quinta stagione di Bake Off Italia, il fortunato talent culinario per pasticceri amatoriali di RealTime. Fortunato perché tutto sembrava funzionare: almeno fino a qualche stagione fa. O almeno finché uno non guarda anche solo due puntate di Bake Off Uk.

Bake Off Italia è un programma ormai molto seguito e questo sin dall’inizio. E il programma ha avuto infatti diversi meriti. Ha dato, secondo me, la giusta veste a Benedetta Parodi, da troppo tempo impegnata in TV a preparare ricette che lei stessa non aveva voglia di cucinare. Ha lanciato Ernst Knam in TV, e questo sinceramente non so se sia un bene. Ha portato nel marasma di programmi di cucina, un format fresco, colorato, senza troppi fronzoli e con un cast simpatico e variegato.

Bake Off Italia si è buttato a rotta di collo nel baratro con la quarta stagione: stagione in cui si è aggiunto un terzo giudice (il totalmente-privo-di-carisma Antonio Martino) e il cast ha preso definitivamente la deriva polemica che caratterizza un po’ tutti i reality italiani.

Come in qualsiasi ricetta procediamo però passo passo, o rischiamo di fare gli stessi danni che i concorrenti di Bake Off fanno anche con la più banale delle ricette.

Perché trovo che questo programma sia arrivato ormai alla frutta o meglio, non abbia saputo tenere il passo del cugino britannico?

I giudici

Benedetta Parodi è fondamentalmente l’unico elemento che davvero funziona nella formazione. E per spendere io belle parole su Benedetta Parodi siam messi male. Tutto il contrario invece il musone di Ernst Knam che cerca di fare il duro maestro ma alla fine non risulta né antipatico, né simpatico, né severo ma riesce solo a fare la figura di uno che non è ancora riuscito a imparare le concordanze degli aggettivi per dei termini che dovrebbe usare ogni giorno, tipo torta e cioccolato. La sua complice Clelia d’Onofrio, seppur assolutamente adorabile nella sua pacatezza ed eleganza, non fa altro che confermarci come la coppia sembri solamente la copia senza sprint del duo inglese Paul & Mary. La new entry Damiano Carrara è bono come il pane, ma di più non mi viene da dire.

I concorrenti

Ok, sono pasticceri amatoriali. Ok, la pasticceria è difficile. Ok, il tempo e la tensione della gara. Però è un contest in cui i concorrenti si possono preparare, esercitarsi, spesso hanno le ricette e invece no, il 70% dei partecipanti ha difficoltà anche con un Pan di Spagna.
Ho visto concorrenti spalmare a manate la crema al burro come neanche dei muratori in Brianza o frolle dalle cotture più imbarazzanti. Terminando così ogni prova col dover decretare il meno peggio tra gli scempi che i giudici si trovano sulle alzatine.

Il mood

Premesso che il fair play tra i partecipanti è una cosa che vorrei in ogni talent, sono dell’idea che Bake Off Italia non debba essere Masterchef. Bake Off Italia è quel programma che ti accompagna il venerdì sera, quando stanco ti rifai gli occhi con le cucine color pastello e l’odore di burro e cannella che arriva dalla TV. In cui giovani studenti, qualche sciura fuori età e semplici impiegati con la passione per le crostate si danno battaglia a colpi di bigné. Invece no, con il passare delle stagioni Bake Off Italia è diventata sempre di più una sfida, in cui la rivalità e l’astio tra concorrenti fanno sempre più spesso capolino. Quando però il livello è così basso, questa presunta competizione perde completamente appeal.

Le prove

Qui dovremmo aprire un capitolo lungo pagine e pagine sulla totale mancanza di originalità di prove di Bake Off Italia. Anche l’aggiunta della terza prova WOW non ha aiutato ad alzare il livello, in quanto la fantasia degli abbinamenti dei concorrenti si limita a cioccolato fondente e arancia e cioccolato bianco e lamponi. Sempre. Il massimo della loro creatività.

Ma i giudici (vabbè, gli autori) non riescono proprio a riproporre quella varietà che troviamo nella versione UK.
La capacità di farci volare per tutta Europa (e non solo) con torte e panificazioni antiche e della tradizione più lontana, ma anche tecniche moderne. In Italia si limita al massimo a qualche creazione di Ernst Knam per invogliare tutti i milanesi a fare acquisti nella sua pasticceria.

Ricapitolando se giocassimo una partita Bake Off Italia vs Bake Off UK vedremmo la prima squadra capitolare rovinosamente: nella versione nostrana le ricette assegnate non incuriosiscono, i concorrenti non sono in grado di reggere la creatività e la tecnica delle relative prove e i giudici non riescono a supportare il programma dove il resto manca. Un vero peccato per un format che potrebbe regalarci davvero tanto.

Poi non dimentichiamoci che Bake Off UK è il programma preferito di Sam Smith.

https://twitter.com/samsmithworld/status/910233451919499265

https://twitter.com/BritishBakeOff/status/910240777720274945

 


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clippermark

Ho 26 anni e sono nato in Abruzzo anche se negli ultimi anni ho iniziato a cambiare città come le mutande. Vado spesso in Germania per cercare di capire come mai mettano l’ananas sulla pizza ma voglio viverci da quando ho scoperto che mi piace. Da ormai 4 anni scrivo ricette sul mio blog "Una cucina per Chiama" ma tutto è iniziato quando da piccolo ho visto in TV Antonella Clerici: io però ho imparato a cucinare.
Dicono di me: "stai sempre in giro", dico di loro: "fatevi i cazzi vostri".
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