Birdman (o l’imprevedibile bellezza dei film coraggiosi)

Io di Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) mi ero già innamorato dopo aver visto mesi fa il primo teaser trailer. Poche decine di secondi che già urlavano “CAPOLAVORO” ad ogni frame. Ma soprattutto la cosa che mi faceva uscire pazzo era pensare a Michael Keaton protagonista di un film che parla di un attore che cerca di scrollarsi di dosso il supereroe che lo ha reso celebre. Praticamente la sua vita. Ma non è questo il solo motivo per cui *SPOILER* il film mi è piaciuto molto.

Riggan Thompson (Michael Keaton) è una celebrità hollywoodiana che cerca di mettere in piedi uno spettacolo teatrale a Broadway che gli permetta finalmente di dimostrare che è un vero attore in grado di essere molto più di quel supereroe, Birdman, che l’ha reso celebre al cinema molti anni prima. Attorno a lui una situazione non proprio semplice, con un attore protagonista dello spettacolo che fa le bizze (Edward Norton) e una figlia ex tossicodipendente (Emma Stone) da gestire.

Il film è stato candidato a 9 premi Oscar, ne ha vinti 4 e ha ottenuto una serie di altri riconoscimenti che non sto qui a riportare se no facciamo notte. Il motivo è semplice: Birdman è un film coraggioso e poco convenzionale riuscitissimo. È un film sull’ego dell’uomo, sui tormenti e le pressioni della vita di un attore, che però potrebbero essere facilmente trasportate nella vita di tutti noi.

Le cose che ho apprezzato sono molte:

  • la regia: un unico piano sequenza che ti pone forzatamente nell’ottica del protagonista e porta per mano lo spettatore nella realtà vista dai suoi occhi non proprio “a posto”;
  • il cast: Michael Keaton, Edward Norton e Emma Stone pazzeschi, ma menzione d’onore anche per Zach Galifianakis e Naomi Watts, entrambi perfetti nei loro ruoli di comprimari. A Michael Keaton riconosco inoltre il grande coraggio di mettersi in gioco in un ruolo profondamente difficile e, allo stesso tempo, parzialmente autobiografico. Non è da tutti.
  • gli interrogativi: uno dei motivi principali per i quali, a distanza di qualche giorno, apprezzo sempre di più Birdman è la serie di domande aperte che lascia (non solo il finale, ma anche piccoli particolari che riemergono ripensando a tutta la trama)
  • la colonna sonora: percussioni come se piovesse, l’accompagnamento musicale più adatto per un film che si svolge interamente dentro e attorno ad un teatro.

Insomma, un film da vedere e eventualmente anche rivedere.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: basso. Sebbene io abbia amato l’accompagnamento musicale del film, non è di certo uno di quegli album da acquistare e ascoltarsi la sera a casa.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: medio. Emma Stone decisamente figa nel ruolo della ragazza problematica.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 119/ 119 minuti. Durata necessaria, anche se in almeno un’occasione ho pensato che il film fosse già finito.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No, andate pure diretti a casa a farvi tormentare dagli interrogativi.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 5 Anna Praderio su cinque.

5 Anne Praderio

 

Ponzoscopio

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