7 canzoni che forse non sapevate fossero di Davide Petrella

Vi state chiedendo chi è Davide Petrella? Il suo nome pian piano si sta facendo spazio nel panorama musicale italiano, seguendo due diversi binari. Da una parte il cantautore con due bei singoli all’attivo («Einstein» e «Skyline»), a un passo dalla partecipazione da Sanremo con «Non può fare male»; dall’altra il Petrella apprezzatissimo autore di canzoni per altri artisti: un lungo sodalizio con Cesare Cremonini e tante hit degli ultimi mesi che portano il suo nome. Vediamole insieme.

«Logico #1» di Cesare Cremonini

L’amicizia tra Cesare Cremonini e Davide Petrella nasce grazie a – preparate i fazzolettini – MySpace. Se bazzicate l’internet da qualche anno probabilmente ricorderete quando le bacheche del social network vennero invase da commenti “Chi ca**o sono Le Strisce?”: Le Strisce erano la band di Davide Petrella e l’intento  era attirare l’attenzione di artisti e rispettivi fan. Missione riuscita: Cesare Cremonini entra in contatto con il gruppo, va a trovarli in studio mentre registrano il loro primo disco Torna ricco e famoso e nasce un’amicizia che sopravvive allo scioglimento della band. I due lavorano insieme su praticamente tutta la tracklist di Logico, gli inediti di Logico Live (tra cui due canzoncine come «Buon Viaggio» e «Lost in the Weekend») e il nuovissimo disco Possibili Scenari. La coppia più bella del mondo – subito dopo Cesare e Ballo.

«Pamplona» di Fabri Fibra

Se tra le 5 canzoni che non sapevate fossero di Tommaso Paradiso non era presente «Pamplona» è perché, nonostante l’inconsueto featuring, la canzone non è stata scritta dal leader dei TheGiornalisti. Al contrario è frutto della mente, oltre ovviamente di Fabri Fibra, di Dario Faini, Vanni Casagrande e proprio del nostro Davide Petrella.

«Vorrei ma non posto» di J-Ax & Fedez

Da un tormentone estivo all’altro: il successo di Pamplona è arrivato un anno dopo quello, clamoroso, di «Vorrei ma non posto». Davide Petrella ha lavorato a melodie e versi, sotto la produzione di Takagi & Ketra e le frasi fatte di Fedez & J-Ax. Il successo è tale che dei cinque inediti del repack di Comunisti col rolex ben tre sono firmati da Petrella: «Devi morire», «Il kaos è chiuso» e il duetto con Giosada (!) «Perdere la testa».

«Fenomenale» di Gianna Nannini

Il flop gigante di Gianna Nannini è il vero mistero di questo 2017: una cantante amata dal grande pubblico, così brava da sembrare in playback ad ogni partecipazione televisiva e con un singolo finalmente all’altezza del suo repertorio che improvvisamente fatica in classifica. «Fenomenale» non sarà certo la canzone più vicina ai nostri gusti ma è indubbiamente un gran pezzo – non a caso lo firma Davide Petrella, a quattro mani con la Nannini stessa. Successone in radio, un po’ meno in FIMI, dove si è tenuto a debita distanza dalla top 50.

«Nuova Luce» di Francesco Renga

Non tutte le ciambelle riescono con il buco e «Nuova Luce», il singolo con cui Francesco Renga ha lanciato il suo Scriverò il tuo nome Live, non è esattamente il pezzo più convincente del 2017. A Davide Petrella va però il merito di aver tentato di rivoluzionare lo stile di Francesco Renga verso un elettropop di gran lunga più valido rispetto al baratro in cui è caduto pochi mesi dopo con «Duri da battere» (dove, grazie al cielo, non c’è traccia di Petrella).

«Ogni istante» di Elisa

Citando il comunicato stampa che ne ha accompagnato l’uscita in radio pochi mesi fa, «Ogni Istante» nasce come una lettera sentita dell’artista verso i suoi fan. Il testo della lettera sentita dell’artista verso i suoi fan è scritto ovviamente da Elisa da Davide Petrella.

«Fame» di Jovanotti

La collaborazione più recente di Davide Petrella è proprio quella con Lorenzo Cherubini: per il suo album Oh, Vita! ha scritto «Ragazzini per strada» e «Fame», la canzone di oltre otto minuti che conclude il disco di Jovanotti. Fame Monster.


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Maxxeo

Mi chiamo Matteo (ma vorrei mi chiamaste Carlo) e non vivo a Milano. Ho dieci anni più di quanti ne aveva Anna Tatangelo quando vinse Sanremo e qualche taglia in più di Monica Leofreddi. Scrivo per il Signor Ponza fondamentalmente perché come logopedista di Tea Falco ho fallito.
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