Chanukkah, il Natale ebraico

Bentornati a L’ora di religione. Ormai siamo a dicembre e siamo pronti a salutare il 2014 a due mani con tutte le festività connesse a questo mese. Tutti siamo presi dalla lista regali, dal riempire i carrelli online di cose che poi non compreremo mai e io spero davvero di riuscire a portarmi a casa l’iPhone 6, visto che il mio 4s dura meno di un gatto in tangenziale ormai..

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Dicembre è un mese di festività, il cui senso religioso ha lasciato il posto all’aspetto più superficiale e consumistico, ma è inutile fare facile retorica. Dicembre è un mese di festività non solo per la cultura cristiana, ma anche per quella ebraica. Come sappiamo gli ebrei non festeggiano il Natale, lo abbiamo imparato tutti quando, in Sex and the city, Charlotte, scegliendo di cambiare religione, ha dovuto rinunciare a tutti i suoi addobbi natalizi. Tutti ci siamo commossi nell’episodio in cui abbiamo visto la povera ragazza addobbare per un’ultima volta il suo appartamento, prima di far piazza pulita di ogni tipo di decorazione glitterata.

Nonostante l’assenza del Natale dal calendario ebraico, c’è un’altra festa che il popolo d’Israele celebra a dicembre, quasi in prossimità dal Natale cristiano: la festa di Chanukkah (o Hanukkah). Nella cultura pop americana si parla di Chrismukkah come una festività unica per venire incontro alle famiglie di religioni miste. Oggi parleremo proprio di questa festività ebraica sperando di farlo nel modo corretto e, come sempre, col cuore.

Le origini della festa di Chanukkah risalgono al 200 a.C., quando Israele era sotto il dominio assiro e il nuovo re Antioco non riusciva proprio a concepire come questo popolo adorasse un unico Dio e non gli idoli come era la moda del tempo. Questa cieca fedeltà del popolo israeliano a questo Dio invisibile non andava davvero giù al re, che decise di proibire questo culto e il relativo studio della Torah, il libro sacro degli ebrei. Molti rinunciarono alla religione, ma altri non si lasciarono sedurre dalle promesse del nuovo re.: questo è il caso di Chanà, una mamma israeliana che fu convocata a corte con i suoi 7 figli. Antioco tentò di sedurre ognuno dei 7 ragazzi con ricchezze e doni ma nessuno di essi accettò di rinnegare la propria fede e, per questo, furono tutti uccisi sotto gli occhi della povera madre, orgogliona della grande forza dimostrata dei suoi piccoli. Un altro esempio è il sacerdote Mattatiahu e i suoi 5 figli, che organizzarono una piccola rivolta nel loro paesino che si espanse fino a Gerusalemme, mettendo in fuga i soldati e  liberando il tempio dalle statue degli idoli che Antioco aveva fatto installare.

Chanukkah è una parola ebraica che significa inaugurazione e ricorda appunto quel giorno in cui, sconfitto l’esercito assiro, il popolo israeliano si riappropriò del tempio di Gerusalemme, consacrandolo nuovamente al culto del Dio ebraico. Per la nuova inaugurazione del tempio, il sacerdote non aveva olio a sufficienza per tenere acceso il candelabro votivo. Magicamente però quel pochissimo olio tenne accesa la fiamma per ben 8 giorni, ragion per cui oggi la festa di Chanukkah dura 8 giorni (dal tramonto del 24 del mese di kislev fino al 2 del mese di tevet, che, quest’anno, va dal 16 al 24 dicembre).

Durante ognuno di questi 8 giorni viene accesa una candela sul candelabro simbolo della festività, il chanukiah, composto da una candela centrale e otto braccia laterali equamente ripartite. La candela centrale viene accesa subito e serve ad accendere le altre. Le candele vanno accese da sinistra a destra e indicano gli insegnamenti che ogni anno e lo studio della Torah hanno portato nella vita di ogni fedele, illuminandola con la saggezza divina.

La simbologia della luce è molto ricorrente nelle feste di dicembre (anche in quelle cristiane), mese in cui la luce dura molto meno rispetto al buio, ed esorcizza in questo modo la vittoria delle tenebre sulla luce. Nella cultura cristiana la simbologia della luce ricorre con la festa di Santa Lucia (di cui abbiamo già parlato un anno fa) ma anche nella scelta del 25 dicembre come data per il Natale. Infatti la nascita di Gesù ha preso il posto della festività pagana del Sol Invictus, in cui si celebrava la nascita del sole nuovo dopo il solstizio invernale.

Anche per oggi è tutto, appuntamento alla prossima ora.

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Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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