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Il blog del Signor Ponza
Piazza della Repubblica

Chi ha incastrato Annabelle Bronstein? #5

Niente panico. Non farsi prendere dal panico è un mood che dovrebbe farmi suo soprattutto quando tutto grida inesorabilmente: PANICO! Il mattino seguente aver ricevuto quei simpatici messaggi anonimi, che a dir la verità non so neanche io come sia possibile, di buona lena come sempre, ergo all’alba, mi avvio per andare a lavoro. La mia routine prevede un autobus che da Piazza Sempione mi porta a Repubblica, che ha tutto il sapore dell’est, delle cipolle appena raccolte e della perestroika in generale, e poi da lì fino a Battistini in metro. O almeno pensavo.

Arrivo a Repubblica, davanti l’entrata della metro e trovo Mimmo, in tutto il suo metro e novanta, che è lì. Ed aspetta me. Uauuuuuu. Mi fissa, ma io ho le cuffie alle orecchie e mi basta per mimetizzarmi. Forse non mi ha riconosciuto. Si avvicina e mi sfila un’auricolare. Ok, sicuramente mi ha riconosciuto. “Buongiorno… Dove andiamo di bello?” dice abbozzando un sorriso. “Buondì. A lavoro, come sempre, ma tu che ci fai qui? E’ prestissimo,” sottolineo sorridendo. Dentro in realtà mi sale l’ansia. Insomma è l’alba e mi sta aspettando fuori dalla metro. Perché?

“Dai, vieni che ti accompagno io a lavoro. Ci fermiamo a fare colazione che ho bisogno di parlarti.” mi dice infine. Ok. Se proprio insisti. Salgo sulla sua macchina sportiva-che-costa-tanti-soldi ma di cui non so minimamente il nome, e si dirige verso un posticino a Villa Borghese. Ovviamente alle 7 del mattino la cosa ha un sapore meno romantico di quello che io stesso mi aspettavo. Ma tant’è. Io ordino un cappuccino con il latte di soia, lui un marrochino. Mentre aspettiamo l’ordine trovo un giornale appoggiato sul tavolino e lo inizio a sfogliare alla ricerca dell’oroscopo. Ma di lì a poco la mia ricerca si interrompe da Mimmo che poggia una mano sul giornale. Mi sa che la devo piantare.

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Mimmo mi guarda e finalmente emette qualche suono. “Devo farti vedere dei messaggi strani che mi sono arrivati ieri sera. Sono messaggi anonimi e ti riguardano.” Ottimo. Chissà di che messaggi parlerà mai. Me li mostra. Io vengo pervaso da un senso di colpa, un senso di emicrania devastante ed un senso di apritemi l’audio con la Palapa che esco dallo studio, Maria ASAP. Non so davvero cosa dire. Mimmo sul suo telefono ha le stesse foto che ho ricevuto anche io la sera prima. Ci siamo io e Pietro, il suo fidanzato, che ne facciamo di ben donde. Super ottimo. Abbasso lo sguardo e non dico una parola. Cosa dovrei dire in fondo?

“Senti, non voglio sapere niente di questa storia. Ma non posso accettare che Pietro faccia come vuole. Da solo. Nel senso: se determinate cose le facciamo, le facciamo insieme. Chiaro?” mi dice in tono calmo ma molto autoritario. Come se poi dovesse spiegarlo a me, che continuo ad annuire senza dire nulla. “Queste cose mi danno fastidio. Soprattutto perché non so minimamente chi mi ha mandato questo messaggio” continua infastidito. Io davvero non so cosa dire. Penso soltanto a cosa direbbero Olivia Pope o Annalise Keating. Ma trovo una via: “Senti mi spiace. Io non avevo capito che era Pietro. Cioè, mi sembrava un volto familiare, ma ho collegato solo a cose avvenute. Mi sento davvero in colpa. Ma giuro che non sapevo che fosse lui…” dico credendoci molto.

“E poi io, non ricordo una beneamata ceppa di quello che abbiamo fatto quel venerdì sera a casa tua. Dopo aver bevuto quel prosecco ho un buco. Mi ricordo soltanto che mi sono svegliato nello stesso letto con te e Pietro. Stop. Mi dispiace” e chiudo con uno sguardo da cucciolo della carica dei 101 bastonato. “Va bene. Non è un problema. In fondo cambia poco. Però adesso io voglio scoprire chi ha fatto queste foto. Sapere che c’è qualcuno con le foto della prova provata delle mie corna mi da fastidio. Non lo trovo giusto. E anzi. Tu devi aiutarmi a capire chi è stato. Poi una volta che lo scopriamo vado a parlarci io” mi dice risoluto.

Ottimo. Ed io cosa stracazzo ne dovrei sapere adesso di chi ha fatto le foto? Finalmente ho una scusa molto più importante per chiudere lì quella colazione “Scusa Mimmo ma sono quasi le otto! Io dovrei essere già a lavoro. Senti dobbiamo andare via ora, altrimenti arrivo troppo in tardo.” e ci alziamo e andiamo verso la macchina. Anche se durante il tragitto Mimmo continua a farmi trecento domande su tutti i dettagli della festa, che naturalmente io ignoro sonoramente visto che, ecco ero abbastanza brillo, ovviamente.

Più tardi quello stesso giorno…

La Du Barry mi guarda basito e pieno di risentimento. Gli ho appena chiesto di fare qualcosa per me. In fondo l’unico modo per uscire pulito da questa situazione è quello di scoprire chi ha inviato le foto. Che poi in realtà è quello che vorrei sapere anche io. Gli ho appena chiesto di andare dal tizio del compleanno, e ricostruire in qualche modo tutti gli invitati presenti, in modo da ritrovare il tizio che dormiva nella sua stanza mentre io e Pietro ne facevamo di ogni. Una cosa semplice, come al solito. Poi penserò agli altri drammi.

Adesso devo soltanto farmi venire un’idea. Ma un’idea davvero geniale.

Sempre che riuscirò mai a sopravvivere a qualcuno di questi drammi.
Per leggere il mio blog clicca qui, per leggere le rubriche del Signor Ponza che ho scritto clicca qui. L’episodio precedente invece è qui

Una storia vera di Annabelle Bronstein, il logo è di Guytano__.

CHI HA INCASTRATO

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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Comments (10):

  1. Gelido

    19 marzo 2015 at 17:02

    Punto primo. Adoro.

    Punto secondo. Ma invece di rinfacciargli il drink drogato (se ho capito bene, è stato lui, no?), e di dirgli di parlarne con il suo fidanzato e risolvere la questione per fatti loro… ti preoccupi di trovare l’anonimo fotografo? Spero che il vero scopo fosse quello di trombarsi anche lui… 😉

    Rispondi
    • Signor Ponza

      19 marzo 2015 at 17:15

      Devo dire che tendenzialmente i fotografi hanno sempre un loro perché 😀

      Rispondi
    • Daniii

      24 marzo 2015 at 08:25

      A me la cosa che sconvolge e’ che appunto NESSUNO abbia ancora chiesto alcuna spiegazione riguardo il drink drogato!
      Inizio a temere che la storia finisca con un plastico da Vespa perche’ qualcuno non ce l’ha fatta…

      Rispondi
      • Signor Ponza

        24 marzo 2015 at 11:09

        Ormai Annabelle Bronstein meglio di Pretty Little Liars

        Rispondi
      • Annabelle Bronstein

        1 aprile 2015 at 17:45

        Sono tutti vivi. Come puoi leggere dal commento di risposta a Gelido c’è un motivo. Ma non lo vedete il Segreto? Che vi dicono tutto e subito? Impazienti!

        Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 aprile 2015 at 17:44

      Io ho capito che questa cosa del drink drogato sta scatenando una serie di vostre reazioni, e non mi dispiace. Ma il fatto che sia drogato è un pensiero mio. E, credimi, ha un senso se ancora non viene svelato questo dettaglio. Ok? Cmq anche il fotografo merita. Ponza ha ragione!

      Rispondi
  2. Paolo

    31 marzo 2015 at 11:15

    Spero che quello che scrivi sia falso, o quantomeno inventato in buona parte e filtrato attraverso la lente deformante dei ricordi, altrimenti c’è molto di che preoccuparsi per te.

    Hai un atteggiamento del tutto egocentrico: gli altri non esistono, sono solo vaghi comprimari indistinti e nebbiosi, funzionali al soddisfacimento dei tuoi bisogni e dei tuoi piaceri. Tu potrai forse pensare che essere così cinicamente una macchina macina-cazzi faccia di te una persona forte, solida, cinica e coraggiosa, ma invece hai una autostima molto bassa: a prendere cazzi come e dove capita sono capaci un po’ tutti.

    Questo, inoltre, non solo ti sbalestra dal punto di vista emotivo, ma ti espone anche a dei rischi, perché se tra i tuoi partner c’è uno che ti droga, uno che ti fa le foto mentre scopi, un altro che le manda in giro, forse qualche cosa che non va c’è. A parte il danno d’immagine se le tue foto circolassero, dovresti veramente e molto preoccuparti dei rischi per la salute, perché non ricordi cosa hai fatto con chi e se hai usato o meno le precauzioni.

    Il tuo primo comportamento, in un caso del genere, non dovrebbe certo essere quello di fuggire, ma quello di prendere gli altri compagni di notte selvaggia e chiedergli chi sono, cosa avete fatto, come e dove, perché ti senti come se ti avessero drogato e poi valutare cosa fare, compresa una terapia d’urgenza anti-HIV, altro che pensare a sistemarti la faccia che sembri brutto.

    Hai scritto tempo fa che stavi facendo una terapia. Ti suggerisco, per la tua stessa salute, di parlare di tutto questo con il tuo terapeuta e valutare cosa fare, perché la situazione è di estrema gravità.

    Poi, se invece te lo sei inventato, sappi che sei un mediocre scrittore, ma saremmo tutti molto più sollevati.

    Rispondi
    • Annabelle Bronstein

      1 aprile 2015 at 17:57

      Paolo ti ringrazio di questa analisi così dettagliata. Puoi stare tranquillo, non preoccuparti per me. Io so badare a me stesso. Si, è arcinoto che sono egocentrico altrimenti non ero qui a ciular nel manico con tutte le mie simpatiche rubriche. Nella fattispecie questa che sto scrivendo adesso è tutta vera. E per motivi di organizzazione del racconto, essendo una storia che viene raccontata a puntata, alcuni dettagli sono volutamente lasciati lì, ed altri vengono approfonditi o verranno approfonditi in un altro momento. Volutamente, lo sottolineo. Non è che se non approfondisco il punto cocktail drogato, che poi è una supposizione tutta mia, non vuol dire che io non abbia a cuore la questione. Così come se non ricordo cosa sia successo una notte non vuol dire che io abbia preso l’hiv e via di seguito. Sono contento che post del genere facciano riflettere, perché è meglio essere prudenti, sempre, ma questa rubrica ha uno spirito leggero e prettamente divertente, ed è questo lo spirito con cui di solito scrivo qualsiasi cosa. Per cui cercate di avere anche un occhio più sbarazzino quando vi trovate davanti uno dei miei post. Poi il non drogarsi, come l’utilizzare precauzioni e l’essere attenti nei rapporti occasionali sono sicuramente molto più importanti che sicuramente non mi sentirei di inserire in rubriche dal taglio così leggero, ma ciò non vuol dire che io non sia attento o manchi di rispetto a determinate cose. Poi stai sereno, mi faccio spesso il test dell’hiv ed è tutto ok. Quindi sereno e cerca anche di prendere con leggerezza i miei post. Quando poi c’è da scrivere cose più serie sono certo che non mi tirerò indietro. Se poi pensi che sia un cane come scrivo, be ecco, per fortuna nel web c’è spazio per tutti, e tutti possono esprimersi, come tutti posso scegliere di andare a leggere altri blog.
      Ci sta, ed è la possibilità di scelta che il web ci permette. Ed ognuno fa come vuole. Io di certo non me la prendo.
      Grazie comunque per i tuoi commenti, le critiche sono sempre bene accette!

      Rispondi
  3. Annabelle Bronstein

    1 aprile 2015 at 18:00

    E comunque evviva la sintassi e la grammatica sempre. C’azzeccassi na volta a scrive!!!!

    Rispondi

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