Chi ha incastrato Annabelle Bronstein? #7

Una settimana dopo…

Passa una settimana e mi distraggo totalmente dal dramma foto. La Du Barry impegnata con la tesi, io con i problemi al lavoro non mi ci sono proprio più soffermato. E infatti mentre ero li che pensavo ad altro mi sconvolge un messaggio della stessa in preda al panico. “Apri quella cazzo di pagina dei Bellissimi di Grindr. Qualcuno ha pubblicato la tua foto. Io adesso provo a scrivere all’amministratore. Non ti si riconosce, ma si vede il tuo tatuaggio. Ma chi cavolo l’ha pubblicata?” Merda. Ottimo. Sempre meglio. Che poi non sbaglio a dire che il dramma è sempre dietro l’angolo. O su di una pagina di faccialibrodelcazzo.

Inequivocabilmente apro la suddetta pagina, e si, quello sono proprio io che ne faccio di ben donde. Vabbè dai. In realtà non mi arrabbio più di tanto. Insomma, non sono uscito troppo male. E comunque non sono riconoscibile. E dedico di metteremipiace e farmela passare. In fondo devo prepararmi per andare a cena a casa dei due infamoni da cui in realtà è partito tutto. Ovvero Mimmo e Pietro “Domani sera ti voglio a cena a casa nostra… Non ci vediamo da un po’ e poi vogliamo parlarti a quatr’occhi” mi scrive Mimmo il giorno prima. Decido di andarci. Insomma, non disdegnerei dell’ottima compagnia, ad essere sincero, con tutto quello che ne può conseguire!

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E poi magari spero di ricordarmi qualcosa finalmente, il giorno dopo! In realtà a questa cena non sono l’unico invitato. Ci sono due amiche lelle, presumibilmente una coppia, però non le solite camioniste. Lia e Carla, questi i loro nomi sono entrambi interior designer e sono pazzesche. Delle strafighe, oltre che simpatiche. Poi c’è un’altra coppia di amici loro inglesi, a Roma per il week end, Tim e Charles. Io mi presento ad entrambi ma parlo praticamente quasi sempre solo con Charles. Anzi, Charly. Be’ forse perché è bono da morì. Mimmo apre il prosecco che ho portato io aggiungendo “Un bicchiere mettilo da parte per il ritardatario”.

Bene, quindi ci sarà anche un single che ancora arriva, o almeno ci spero. In realtà non mi interessa poi molto visto che la compagnia non è affatto male. Decido di sbattermene di tutte le menate varie dei giorni scorsi e godermi la serata. Parlo, bevo e converso di qualsiasi cosa. Mi rilasso e la serata corre via piacevolmente. Poi Mimmo cucina alla grandissima. E chi mi ammazza. Mentre aiuto Mimmo a servire i dolci, anzi a dire il vero mi occupo di preparare il caffè, mentre lui e Pietro guarniscono i piatti per i dolci, ecco che il single prima annunciato arriva.

PANICO. Appena entro lo riconosco subito. E’ il fotografo. Antonello. Ottimo. Ho retto il moccolo a tre coppie e l’unico single che mi si propina è Antonello. Che tecnicamente è l’artefice del foto issue scandaloso. Decido di soprassedere su questo dettaglio e buttò giù una sorsata di vino bianco. Mentre si presenta agli altri, lo sento civettare con le lelle. Decido a quel punto di andarmene in bagno. Cioè, devo andarci, ma ho bisogno di pensare un secondo al da farsi. Chiuso in bagno metto a fuoco la decisione, e visto che tanto è inutile far finta di niente, voglio assolutamente il confronto diretto con lui. Si, devo assolutamente parlarci!

Toc toc. Bussano alla porta. “Chie è!” mi viene da dire. Ma come chi è? “Occupato, cioè, è occupato!” dico velocemente. “Ok, aspetto!” mi risponde. Ecco è Antonello. Moltobbene. Apro e gli sorrido. “Ciao… Tutto bene?” sorrido. “Si, certo… Non ci conosciamo mi pare… Anche se sono certo di averti visto da qualche parte!” e abbozza un imbarazzaterrimo sorriso. Bè, certo mi hai fotografato a mia insaputa, nudo mentre ne facevo di ogni, e poi messo tutto in internet. Non puoi proprio ricordarti vero?

“Senti, sarò diretto, ho la sensazione che tu mi abbia fatto delle fotografie… Ecco in atteggiamenti intimi, e poi le abbia messo in rete. Volevo chiederti se per cortesia potevi occuparti di farle sparire, visto che, ecco, non mi pare proprio il caso… Non so se mi spiego…!”. Respiro e arrossisco nello stesso momento, per la vergogna mi sento quasi svenire. Ma forse è l’alcool. Abbasso lo sguardo perché non ho le forze di sentire la sua risposta. Non risponde, non ancora almeno. Alzo di nuovo gli occhi e lo vedo in serie difficoltà.

“Senti, non mi pare affatto di ricordare nulla di simile. Ma che dici?” e mi guarda interrogativo. “Ma come di che parlo? Ecco di che parlo, di queste foto – e gliele mostro direttamente dal mio telefono – Vorresti farmi credere che queste non le abbia fatte tu, e poi messe in rete?” dico che Jessica Fletcher levati ASAP! Lui guarda le foto, e mi guarda ancora più perplesso. Poi, come se avesse avuto una sorta di illuminazione, senza mezza termini, “Ah si, ora mi ricordo. Erano di un compleanno, se non sbaglio. Be si le ho fatte io, ma ecco qualcuno mi ha chieste di farle” conclude.

CHECCCCCCCOOOSSSSSSSAAAAAAAAAAAAAAA?

Proprio mentre ero certo di passare una splendida serata in compagnia di papabili threesome, ecco la sconcertata e devastante eccezione che conferma la regola: il dramma è sempre dietro l’angolo! Sempre! Esco dal bagno e lo lascio lì, torno in cucina e Mimmo sembra quasi leggere il mio turbamento. “Hey ti devo parlare… Dopo che vanno via tu rimani, mi raccomando” mi dice serissimo. Certo, dove vuoi che vada?

Per leggere il mio blog clicca qui, per leggere le rubriche del Signor Ponza che ho scritto clicca qui. L’episodio precedente invece è qui

Una storia vera di Annabelle Bronstein, il logo è di Guytano__.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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