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Il blog del Signor Ponza

Come passare in pochi giorni da un’autodiagnosi di morte alla vita

La settimana scorsa è stata una settimana decisamente intensa. Oltre al ritorno ai ritmi consueti di lavoro, che significa fondamentalmente no more work from home (cioè work from bed), è stata per me una settimana difficile dal punto di vista clinico.

Prima però vorrei fare una premessa, anche perché mi sto rendendo conto che ultimamente amo fare premesse. Non ho mai avuto in vita mia paura dei medici, delle visite mediche e degli ospedali, anche perché ormai lavoro quotidianamente a contatto con queste realtà. Se non fosse che bisogna studiare per dieci anni (visto che dopo tre di università mi ero già abbastanza rotto), probabilmente avrei fatto il medico.

Chiusa la parentesi.

Nei giorni scorsi, forse anche perché ero un po’ demoralizzato per la mia ferita che ancora non si rimargina del tutto, mi ero autoconvinto di essere malato. Ma non di avere un semplice malanno passeggero, no. Proprio di essere sul punto di morte. E da quel momento in poi sono caduto in un vortice di negatività che mi ha portato a compiere una serie di azioni che io stesso depreco quotidianamente, ad esempio farmi l’autodiagnosi cercando informazioni su Google. Insomma, in pochi minuti mi ero convinto di avere ancora al massimo un paio di anni di vita, tanto che persino i miei genitori stavano per accettare questo tragico destino per il loro figlio unico.

Poi in realtà è bastata una visita dallo specialista, mezz’ora circa, per capire che stavo benissimo e che non stavo morendo.

Ora mi sento molto Rita Dalla Chiesa nel dare questi consigli, però davvero suggerisco, anche quando si ha il minimo dubbio, di spendere quei due soldi e andare a farsi vedere piuttosto che imparanoiarsi e entrare in stato depressivo come me. Giusto così per ricordarsi che c’è qualcuno che ha studiato per 10 anni che può darci delle risposte in tempi brevi. E questo qualcuno non siamo noi stessi, né Google.

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Comments (27):

  1. duhangst

    12 settembre 2011 at 15:05

    L’importante è che sia tutto a posto, auto diagnosi o meno 🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      12 settembre 2011 at 17:47

      Per fortuna sì, ma ho sudato davvero freddo per qualche giorno.

      Rispondi
  2. Guady

    12 settembre 2011 at 15:23

    oddio Ponza come ti capisco! Io con google mi son diagnosticata di ogni. Ultimamente anche una qualche malformazione al cuore di stampo ereditario. (che ovviamente nella mia famiglia nessuno ha!)

    Rispondi
    • Signor Ponza

      12 settembre 2011 at 17:49

      Sì, infatti, l’importante di queste diagnosi è anche il fatto che non abbiano minimamente senso, se no non c’è gusto.

      Rispondi
  3. Isabel

    12 settembre 2011 at 15:23

    Decisamente meglio togliersi il dubbio 😛

    Rispondi
    • Signor Ponza

      12 settembre 2011 at 17:49

      Sì, che poi ci vogliono davvero 30 minuti solamente, ma anche meno.

      Rispondi
  4. faina

    12 settembre 2011 at 17:47

    Magari lo specialista si è sbagliato e tu stai per morire.

    Rispondi
  5. Giuppy

    12 settembre 2011 at 20:07

    a chi devi dire grazie? odio dovertelo dire ma TE L’AVEVO DETTO CHE NON AVEVI UNA MINCHIA!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 settembre 2011 at 00:40

      Lo so, hai sempre ragione. Però è proprio per questo che mi rivolgo a te per farmi prendere a schiaffi.

      Rispondi
  6. wiwipedia

    12 settembre 2011 at 23:17

    è fico google. Io grazie a google posso chiamare epistassi quando mi esce il sangue dal naso.

    Rispondi
  7. Watkin

    13 settembre 2011 at 15:23

    Sempre avuto grande fiducia negli specialisti, in tutti i campi. E per mantenerla è bene non prenderci confidenza.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      13 settembre 2011 at 17:31

      No, anche perché poi si rischia che lo specialista prenda troppa confidenza anche con il tuo portafogli. E sono cazzi amari.

      Rispondi
  8. Akio

    14 settembre 2011 at 09:18

    e invece sono ottimi consigli, grazie rita.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      14 settembre 2011 at 13:08

      E’ mio dovere. E ora la parola al giudice Italo Ormanni.

      Rispondi
    • Signor Ponza

      14 settembre 2011 at 13:10

      Speriamo che confermino sempre più persone. 😀

      Rispondi
  9. andreamond

    14 settembre 2011 at 12:36

    Ecco uno di quei pazzi che sta facendo i suoi bravi 10 anni di università (in realtà 6, ma poi c’è la specializzazione che dura in media 5 anni, ma che almeno è retribuita). Fa piacere leggere un post del genere nell’era in cui chiunque si sente un dottorone digitando quattro paroline su google e sparando nomi di farmaci a casaccio, il tutto facendoti sentire un idiota che perde tempo nel rompersi così tanto il sedere sui libri, “tanto posso scoprire cos’ho con google”. E nell’era in cui giornalisti e simili hanno scoperto che quando non sai di cosa parlare riscuote sempre molto successo il tema “malasanità”.
    Bel post 😉

    Rispondi
    • Signor Ponza

      14 settembre 2011 at 14:03

      Ti ringrazio. Diciamo che sono anche “culturalmente” avvantaggiato proprio perché lavoro nell’ambito sanitario e conosco diversi medici. Però quello che mi ha stupito in me stesso è proprio il fatto che, nonostante sia a conoscenza di quanto sia stupido fare autodiagnosi su internet, la paura e le paranoie mi abbiano portato a fare proprio quello che non si dovrebbe fare. Però basta un attimo che un paio di persone fidate ti facciano ragionare e tutto torna nella norma. 🙂

      Rispondi
  10. Giulio GMDB©

    14 settembre 2011 at 18:41

    Le autodiagnosi sono sempre molto pericolose. Anche perchè spesso i sintomi di un’influenza possono essere gli stessi di qualche malattia mortale.
    Consultare un bravo medico è sempre la cosa migliore, sia in un caso che nell’altro 🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 settembre 2011 at 10:42

      E poi uno dei compiti dei medici è proprio quello di rassicurare e tranquillizzare i pazienti.

      Rispondi
  11. Vanilla

    16 settembre 2011 at 20:20

    Lo ammetto, a volte so essere crudele. Ho un’amica superipocondriaca e a volte faccio leva su questo per terrorizzarla. Ma, da medico, lo faccio solo a scopo curativo!! (e di divertimento ok e poi dai la tormento solo per pochi minuti tipo “sì tesoro stai per morire, mi lasceresti in eredità le tue scarpe?”)
    ciao ponzy, e non cercare piùùùùù le cose mediche su google, te ne prego, ci son veramente scritte delle bestialità in giro, ahimè.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      17 settembre 2011 at 15:18

      Prossima volta ti contatto e mi faccio rassicurare da te, promesso. 😀 Basta che non mi scherzi come la tua amica!

      Rispondi
  12. Chit

    16 settembre 2011 at 22:15

    Finchè non arrivi all’auto-intervento sei ancora in tempo 🙂
    In bocca al lupo 😉

    Rispondi

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