Come sopravvivere ai mercatini di Natale

Si avvicina il 25 dicembre e spuntano nelle piazze delle nostre città quelle adorabili casettine di legno, gli alberi decorati (a proposito, sulle decorazioni ci siamo già ampiamente espressi) e gli immancabili zampognari.

Ebbene sì, parlo dei mercatini di Natale, quella che ormai è diventata una scusa natalizia per riproporci le sagre paesane. Con risultati alquanto discutibili.

Perché se è vero che negli ultimi dieci anni questi villaggi di Babbo Natale hanno invaso le piazze di tutta Italia, una volta erano confinati giusto lassù sulle Dolomiti (milanesi, state tutti calmi perché gli Oh Bej Oh Bej sono una cosa diversa). Il vero spirito di Natale parla infatti tedesco. Ancora oggi l’autenticità e la cura del dettaglio che trovate in Alto Adige, in Austria ed in Germania sono cose che le grandi città italiane non possono nemmeno avvicinare.

Quindi il mio consiglio è: se proprio volete avventurarvi per mercatini di Natale, almeno cercate quelli originali. E mi sbilancio consigliandovi i mercatini di Colonia (se vi scappa una vacanza last minute, altrimenti tenetelo presente per il 2018).

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La visita di questi posti così fiabeschi può riservare spiacevoli sorprese, quindi è bene prendere nota di qualche semplice accorgimenti per SOPRAVVIVERE ai Mercati di Natale.

Le decorazioni WOW

Non sto parlando di torte degne di Bake Off (ma tra poco ne parleremo), ma parlo delle decorazioni per l’albero di Natale e le statuine del presepe. Se la vostra aspettativa è di rifare l’albero nuovo con 10 euro avete proprio sbagliato in pieno. Ai mercatini troverete bellissimi pezzi unici, palle di vetro soffiato dipinte a mano, statuette in legno intagliato e porcellane finissime. Ad andarvi bene spenderete 10 euro a pezzo. Indubbiamente il prezzo è alto ma i pezzi sono unici e conserverete sul vostro albero un ricordo della vostra gita fuori porta.

All you can eat

Dite quello che volete ma il vero centro dei mercatini di Natale sono gli stand che vendono cibo. Dalle frittelle ai wurstel coi crauti, passando per dolcetti e l’immancabile vin brûlé. Insomma tornare a stomaco vuoto è praticamente impossibile anche perchè molti espositori vi offriranno un pezzetto di biscotto allo zenzero e voi come pere cotte finirete per comprarne un sacco da 1kg (se non ci credete vi mando una foto della mia dispensa…).

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Le truppe cammellate

Io mi sento di consigliarvi di andare ai mercatini di Natale durante la settimana ed in orario lavorativo. Basta solamente il venerdì o il lunedì prima di pranzo, ed il gioco è fatto. Come mai? Perché nel week end sedicenti tour operator portano a spasso gruppi di vecchietti arzilli che inonderanno le stradine di queste perle delle Dolomiti creando scompiglio. Urleranno come matti, si muoveranno in fila per 12, vorranno vedere ogni singolo stand e alla fine non compreranno nulla. Insomma i clienti ideali.

Piccole Caroline Kostner

Uno degli elementi che non manca mai ai mercatini è la pista di pattinaggio. Sebbene io adori il pattinaggio su ghiaccio, ben mi guardo dal mischiarmi in una di queste piste grandi quanto un francobollo. La consistenza del ghiaccio è normalmente pari a quella del fondo di un calippo, ovvero liquida. Ma ancora peggio sono gli avventori, gruppi di pattinatori del week end (un po’ come me) che però sfidano se stessi con evoluzioni e salti a imitare con poco successo Carolina Kostner.

Regali di M…arzapane

La moda dei regali comprati ai mercatini, ahimè, è ancora lontana dallo scomparire. Per qualche ragione a me sconosciuta ci sono persone che trovano simpatico regalare copri limoni in lana cotta, posacenere a forma di riccio o cavatappi con finte corna di alce. Tutta una serie di oggetti inutili e di una bruttezza mai vista, che in situazioni normali ci vergogneremmo anche di donare alle pesche di beneficienza. Io vi invito a riflettere due o tre volte, se voi stessi non sapreste che farvene di quell’orribile soprammobile allora evitate di regalarlo ad amici o familiari. A meno che non sia un modo elegante per dire mi stai sulle balle.

E se proprio non vi va di andare in giro per mercatini, statevene in pigiama sul divano, comprate i regali su Amazon, fatevi una cioccolata calda e guardatevi un bel film (tipo ‘Make the Yuletide Gay‘).

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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