Concerto di Natale in SignorPonza.com

Benvenuti al primo concerto di Natale targato SignorPonzaaaa!

Innanzitutto è per me un onore condurre questo grande evento natalizio e ringrazio la produzione che ha scelto me tra tutti. Questo evento nasce dalla mancanza nei palinsesti del tradizionale Concerto in Vaticano, che, dall’insediamento di Papa Benedetto XVI, è stato allontanato dalla famosa Sala Nervi e ha iniziato un percorso itinerante che l’ha portato addirittura a Malta, pensate. In ogni caso questo concerto è un tributo a tutti noi orfani degli audaci look della Parodi al cospetto dell’allora Papa Giovanni Paolo II.

Cristina Parodi

Sicuramente sono un indegno successore dei grandi nomi che hanno condotto il classico Concerto di Natale, dalla Parodi alla Cuccarini, da Virna Lisi alla Brigliadori, dalla Leofreddi alla Venier. L’unica di cui non mi sento indegno successore è Lorena Bianchetti, con tutto il rispetto Lorena. Dai, facciamo la pace.

Lorena Bianchetti Peace

Tanti sono gli ospiti pronti a salire su questo palco, grandi nomi della musica internazionale e non solo. Infatti avrò l’onore di ospitare qui con me, come presenters d’occasione, alcune delle grandi firme di questo blog di successo. La prima grande ospite è la signora, l’unica del blog, Chiara Ferraglia. Eccoti Chiara, benvenuta, elegantissima come sempre. Mi chiedevo se avevi un racconto, legato all’infanzia negli oratori (che ci accomuna tutti), che vuoi condividere con noi.

Quando andavo all’oratorio, la mia catechista Vanna era una di quelle nonnine un po’ pruriginose, che si diverte a stuzzicare i ragazzini per sondare le loro prime prove generali di tempeste ormonali. Per farla sentire serena sul mio sviluppo sessuale, ho inventato una certa predisposizione al pornazzo in tv ad ora tarda (visione, per di più, preferibilmente accompagnata da un’amica). Preoccupata, la catechista convoca il mio genitore, che, amabilmente, le sorride e le dice “lo so, Vanna, ma non si preoccupi. È tutto sotto controllo”. Anni dopo ho scoperto che, non sopportandola, anche lui si è divertito a scandalizzarla. Per lungo tempo, ho sognato di vedere la mascella spalancata della Vanna davanti a mio papà.
Tutto questo, caro lettore, per dire che non c’è niente di più divertente che scardinare le posizioni altrui. Soprattutto quelle di chi ha dimenticato il lato divertente delle cose e si trincera dietro il “tutte le cose vanno prese dannatamente seriamente”.
L’ironia – e non la bellezza – salverà il mondo. Auguri a tutti per un 2014 all’insegna del sarcasmo.

Grazie mille Chiara, dopo questo racconto di cosa facevi nei tuoi pigiama party con le amiche non posso che chiamare sul palco tre “amiche” d’eccezione: Lighea, Gerardina Trovato ed Helena Hellwig. Ci siamo capiti!

Secondo ospite di questa sera il nostro caro amico Filodrama. Ciao Filo, grazie per aver preso parte a questa gran soirée. Hai anche tu un ricordo dei tuoi Natali da piccolo che ti piacerebbe condividere con noi?

Ho mille ricordi legati al Natale, pochi eventi straordinari in realtà (dovuti più che altro a una famiglia disastrata e artica nei modi), ma piuttosto tante piccole immagini impresse e indelebili come un tatuaggio sulla pelle (cit.). Il presepe che mia nonna faceva sulla credenza in sala con quelle ochette handicappate, senza gambe o senza becco, o ancora la torta agghiacciante di rabarbaro del coinquilino svedese nel mio primo Natale lontano dalla famiglia a Londra. Ma il ricordo che per me è PURO Natale affonda nel lontano 1990, quando la notte del 24 si aprì la porta di casa e insieme al freddo entrò un piccolo cane con un fiocco rosso gigante legato al collo. L’emozione, le lacrime, il senso di inadeguatezza nell’accettare una nuova vita nel mio mondo sono cose che sento ancora adesso se mi fermo un attimo. Melo è stata una delle cose più belle che mi siano mai capitate in tutta la mia vita. Per me, il Natale sta tutto in quel piccolo cane con quell’enorme fiocco rosso.

Ma lo sai che anche il mio primo Pet su Pet Society si chiamava Melo? Che bella coincidenza! Allora resta con me perchè sto per chiamare qui sul palco una regina che sta facendo faville in Italia in questi giorni e ha trovato un minuto per passare a trovarci. Visto che l’hai citata nel tuo pensiero natalizio sono felice di chiamare insieme a te su questo palco la grande LAURA PAUSINI!

Chiudiamo con l’ultimo ospite speciale che non poteva che essere (altrimenti ci licenzia tutti) il titolare del blog: Signor Ponza. Caro Ponza, hai anche tu qualche ricordo speciale legato al Natale che vuoi condividere con noi?

Partendo dal presupposto che sono l’Anticristo e non ho mai frequentato Chiese, oratori o altri luoghi di peccato, i miei ricordi natalizi sono tutti legati ai pacchi. E no, mio caro Leone, non cadrò nei facili doppi sensi che questa parola può suscitare. Voglio proprio parlare di pacchetti, della cosa più materiale che ci sia. Perché alla fine, non solo per i non credenti, il Natale è una bellissima occasione di consumismo. E quindi fin da piccolo i pacchi sotto l’albero hanno attirato la mia morbosa attenzione. Mi divertivo a tastarli, studiarli e immaginare che cosa ci potesse essere dentro. Una curiosità che ovviamente svaniva pochi minuti dopo averli aperti. Crescendo, il numero di pacchetti si è sempre più assottigliato e anche le mie preferenze sono cambiate: dall’essere fan dei pacchi duri (=scatole con i giochi) ho iniziato a preferire quelli morbidi (=vestiti). Fino a che i pacchetti sono diventati pochissimi, ma alla fine sono quelli che si apprezzano di più e che non c’è bisogno di tastare o studiare. Metafora della vita?

Di pacchi e di metafore può spiegarci bene l’artista che sta per arrivare, autore delle Cose che non dici ed altri memorabili successi. Accompagnato dalla grandissima Elisa, strappaci ancora l’anima Tiziano Ferro!

Eccoci giunti ai saluti finali, ringrazio i miei colleghi e gli ospiti intervenuti. Io non sono bravo nei saluti finali e per questo ho chiamato la regina della domenica a farlo al posto mio. Signori, Mara Venier!

Io vi saluto e lascio a lei gli auguri.

Mara Venier

 

Commenti via Facebook

Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: