Cosa troviamo dentro la Ariston? Guida agli stracci sanremesi

Cari amici del mondo della Moda, chi vi scrive è il vostro Fabry che quest’oggi se la sente Jo Squillo e assieme alla mia Carla Gozzi preferita, ovvero l’amico Etan, siamo qua a menarvela con i vestiti del Sanremo. In qualità di esperto del campo cedo quasi totalmente la parola a Etan, mi limiterò a dare fastidio qualche volta con il mio sarcasmo da commessa di Bottega Verde. Riconoscerete i miei contributi perché li mettiamo in grassetto, così per rimarcare sempre che ho problemi di peso.

Ma adesso fateci fare la  presentazione per bene: di Vescera, Minella e Ayane, Fashion Shower, dirige l’orchestra il Maestro Ponza, cantano Etan e Fabry!

Fabry ed io, siamo stati chiamati a raccolta dal Signor Ponza per esprimere un giudizio sul lato “fashion” di questo Festival. Questo già lo sapete. Quel che magari ancora ignorate è che per me, questo post potrebbe già chiudersi qui. Perché questa edizione era intrisa di pessimo gusto che neanche il sabato sera allo “Zoo Latino” di Cinisello Balsamo. In occasioni del genere ci si aspetta un po’ di charme, un minimo di glamour e altre parole straniere che potrebbe pronunciare Enzo Miccio per stordire le casalinghe. Per farla breve, quel che voglio dire è che una carrellata di outfits così di merda non la si vedeva dalla sfilata P/E 1999 della Forrester Creations. Io vorrei aggiungere che Brooke è una troia e che la amo.

Littizzetto. 1a

Facciamo che parto da ciò che m’è piaciuto che ce la caviamo alla svelta. Per la prima serata Luciana Littizzetto non ha sbagliato un colpo. Abiti corti, proporzionati e ricchi di decorazioni scintillanti, opera del duo Aquilano Rimondi. Ottima la scelta della gamma cromatica che spaziava dal nero, passando per un blu siderale fino a toccare un verde scuro niente male. Io non ne capisco molto di moda, lo sapete, ma Luciana me pareva pronta per il Galà della Casa di Riposo Arcobaleno a Cava Manara (PV). 

Littizz

La seconda serata però, ha dato uno schiaffo a mano aperta su quanto fatto il giorno prima. Vogliamo parlare di quello straccio smeraldo con la coda? Sul serio? Io basito, non trovo nemmeno la foto di cotanta merda da inserire nel post. Purtroppo l’ho trovata.

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Un’altra donna vestita come Scalinata dell’Ariston comanda è stata Valeria Bilello in Armani. Abito leggero, bianco, trasparente, con spacco profondissimo ma senza un tatuaggio malizioso pronto ad occhieggiare. Belen can you hear me? Che top la Valeria, ci ho messo mezzora per ricordarmi che faceva TRL su MTV, però proprio un bel vestito. Anche la Giancarla, mia madre, è rimasta estasiata.

annalisa

Annalisa, la mia preferita tra l’altro, ha fatto una figura più che degna. A metà tra Clizia Gurrado di “Sposerò Simon le Bon” e “Barbie Newlywed”, ha optato per un outfit di Blugirl appropriato alla sua figura e alla sua età. Trasparenze, tulle, pois e shorts di pizzo. Che bella l’Annalisa, mi sa sempre di quelle ragazze acqua e sapone che poi si fanno trombare sui ribaltabili davanti lo stadio la domenica pomeriggio. Adoro.

Malika

Malika Ayane (con la E muta che sennò ci sputa in faccia a tutti) è l’ultima donna che mi ha colpito positivamente. Un abito nero, lungo e teatrale che lasciava la schiena scoperta. Però tesoro, bionda no. Davvero, Malika, ascolta ‘sto pirla: bionda NO. Madonna mia Malika, io ti dico solo che il mio vomito ha lo stesso tuo colore di capelli al sesto Vodka Lemon, fai tu.

Mengoni

Ma se ci fosse un premio da assegnare per la categoria “Best Dressed a Mani Basse”, lo darei senz’altro a Marco Mengoni in Salvatore Ferragamo. Il punto più alto in termini di look. Il migliore outfit di entrambe le serate. E’ un doppio petto blu cobalto. Niente di speciale direte voi. Ma il punto è che gli stava alla perfezione. La scelta di accostare altri toni di blu è stata davvero vincente. Il taglio di capelli, quello sbrego sul sopracciglio e il sorriso smagliante, hanno fatto il resto. Mengoni, per quanto mi riguarda potresti venire vestito come te pare, l’importante è che tu venga. 

Da qui, il tracollo. Scusate, devo accendermi una sigaretta perché davvero, non ce la posso fare. Vado in ordine sparso perché gli insulti sono tanti. Ragazze, ma nemmeno mia madre quando va alla LIDL il sabato pomeriggio incontra certi casi umani. Ma che vi fumate in sartoria alla RAI?

Bar

Bar Refaeli con la tutina in pizzo. Perché una come te dovrebbe farsi sfregiare da Roberto Cavalli? Capisci poi perché la Tatangelo nello spot Coconuda (vera rivelazione del Festival) diventa subito una fashion icon? Che ti è successo? Non ti sei ancora ripresa dal break up con Di Caprio? Era il tuo costume di carnevale? Bar, ti abbiamo pagata per essere bella, magra e fashion e ci arrivi gonfia, con la pelle lucida e vestita come un trans. Fazio, ce l’hai barzotto e si vede!

Molinari

Parliamone davanti ad un mega scone e poi vomitiamolo insieme. Simona -the Body- Molinari ha ciulato un costume del “The Circus Tour” di Britney Spears. Troppo corto, troppo rosso, troppo tempestato di robe luccicanti. Come se non fosse abbastanza cosa fa? Ci piazza sotto delle F* Me Pumps da Billie Piper. Ho visto cose più fini e appropriate nei casinò di Atlantic City. Molinari ma cosa fai? Ti sei dimenticata i pantaloni? NON SIAMO AL CAPODANNO CINESE!

MariaNaz

Poi ci sei tu Maria Nazionale. Sai cosa vuol dire per me doverti inserire in questa parte del post? Per me che ti amo da sempre e che ho stappato una magnum di sciroppo per la tosse quando ho saputo che saresti stata a Sanremo? Che cosa diavolo t’è venuto in mente? Quella roba rosa Big Babol con UNA SOLA manica a palloncino. Il monospalla non lo mette più neanche la Marcuzzi. Tempo c’è voluto, ma ha smesso! E tu no. Quella enorme manica rosa che scendeva stretta chiusa da una fila di bottoni! Che disastro! Per metà sposa coreana in Piazza Duomo e per l’altra Jessica Rabbit. Sono affranto. Torna a cantare alle comunioni di Pozzuoli ASAP.

Chiara

Dev’essere comunque una perversione di voi che cantate da dio, quella del vestirvi di merda. Perché Chiara Galiazzo in Alberta Ferretti ne è uscita malissimo. Una roba blu masticata da un cane rabbioso. Un top messo su a caso con la sparachiodi da un concorrente frettoloso di “Project Runway”. E quei pantaloni lucidi? Daaai Chiara! Galiazzo, non era la gara a chi aveva il vestito più di merda abbinato alle canzoni più di merda. 

Al secondo piano, il reparto maschile. Una sfilza di nero, di grigio tristezza e vomitevole velluto. Tessuti lucidi a nastro. Ma dico, è Sanremo o il funerale di Karl Lagerfeld? (Sono morto)

Gazze

Max Gazzè almeno c’ha provato. Quel frac li coi bordi a contrasto, non si poteva guardare, ma almeno s’è distinto. Però ha guadagnato punti con lo smalto nero. Le canzoni sono carine, ma con quel vestito non lo so, io gli farei presentare il Circo su Rai 3 la domenica sera.

Silvestri

Silvestri con le bretelle stava per farcela e poi: BAM! Cravatta di merda! Silvestri ha quella faccia da stupratore kosovaro che per me può mettersi quello che vuole, l’importante è che se lo levi quanto prima.

Gualazzi e Cristicchi: n.c. Raiz degli Almamegretta sembrava scappato in fetta e furia dal souq di Agrabah. I Marta sui Tubi avevano degli spunti interessanti. Ma la combo giacca di broccato + maglia col teschio e collarino borchiato di Giovanni, è stata una Fatality. Morite tutti ASAP, nemmeno i fotografi hanno osato immortalare questi crimini stilistici.

Modà

I Modà? Manichini di Piazza Italia. Totale outfit: 29,90€. Chiedete di Federica allo store del Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano e ditele che vi mando io, vi fa lo sconto.

Elio

Gli Elio e le Storie Tese non fan testo. Si sono esibiti in costume da chierichetto e scelta migliore non la potevano fare. Fate schifo al cazzo a cantare ma avete vinto tutto.

Insomma, tirando le somme cosa si può dire? É dalla fine degli anni ’60 che quel palco ha perso il suo “tza tza tzu”. Non c’è più quella specie di timore reverenziale che ti faceva vestire a modino. Mancando poi personaggi del calibro di Anna Oxa o Loredana Bertè, sono andati a farsi benedire quegli outfit particolari che erano parte della performance e che aiutavano a conferire identità e riconoscibilità al cantante. Che vi è preso a tutti quanti? Per giocare sul sicuro vi siete intristiti e mi avete fatto sbadigliare. Ringrazio il Signor Ponza per avermi incluso tra le #SorelleKermesse in veste di stagista di Fabry. Da solo non sarei riuscito ad aprire le ante di questo Guardaroba Demmerda senza rimanerci secco.

Sono io che devo ringraziare ancora una volta Etan per averci prestato la sua sagacia per questo post. Ci tenevo a ricordare di visitare il suo blog, perché lui ne capisce veramente di moda e non fa il fashion blogger a caso. Un altro ringraziamento va a Vanity Fair a cui abbiamo fottuto che ci ha permesso l’uso delle foto che ricordo essere ©Splashnews, di chi ne ha diritto e le abbiamo messe solo a scopo illustrativo. Per favore non denunciatemi. Finisce qua il nostro excursus negli armadi della Riviera Ligure. L’appuntamento è con me e con Etan (Sorpresa!) per la settimana prossima, che vi facciamo vedere noi come ci si veste.

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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