Cosmopolis s01e09 – Il dibattito politico italiano si occupa di Francesca Cipriani

Sono stato un po’ in difficoltà negli ultimi giorni nel trovare argomenti per la nuova puntata di Cosmopolis, attesissima da tutti i Little Ponzers come un Artpop qualsiasi. Purtroppo la cronaca politica e l’attualità offrono davvero pochi spunti. Così, qualche sera fa a colloquio con Il Savonarola davanti a una bottiglia di Chardonnay (non è vero, ma mi piace immaginare che fosse così), è arrivata l’illuminazione: il post parlerà proprio di questo, che già di per sé è un dato di fatto.

Ho quindi intenzione di elencare i principali temi che hanno occupato le prime pagine della politica negli ultimi giorni e, insieme a voi, capire la loro rilevanza in una scala che va da 0 a Francesca Cipriani.

I processi di Silvio Berlusconi. La rilevanza che questi processi hanno per i cittadini italiani raggiunge il livello Lalla del Grande Fratello 2. Che Berlusconi non sia esattamente un cittadino modello, credo sia appurato. Che a casa sua possa fare quello che vuole, compreso mettere in piedi cene eleganti che in confronto il Moulin Rouge è una riunione di Gesuiti senza destare alcun problema a chi lo vota, lo posso anche accettare (sforzandomi molto). Ma che questo possa in qualche modo interessare a noi, soprattutto portando in cima alle priorità la riforma della giustizia (intesa come riforma della giustizia ostile a Berlusconi) proprio non mi va giù.

Appendice all’argomento precedente: le donne che amano Berlusconi. L’ultima in ordine di tempo è stata Nicole Minetti che in tribunale a Milano ha dichiarato che tutto quello che ha fatto lo faceva per amore. Prima di lei Sabina Began (quella a cui piaceva baciargli le ascelle, per intenderci) e tante altre, tra cui Evelina Manna, Darina Pavlova e Katarina Knezevic (che non so voi, ma a me sembrano protagoniste del celebre gioco di carte Squillo). Vorrei vedere. Anche io con tutti quei soldi avrei provato un sentimento di amore folgorante. Livello di rilevanza: Gabriele Paolini.

Il dibattito sul presidenzialismo o semipresidenzialismo. Una riforma della legge elettorale è senza dubbio prioritaria. L’obiettivo deve essere quello di spazzare l’attuale sistema, che già solo il fatto che venga soprannominato “porcellum” dovrebbe far venire i brividi a tutte le persone dotate di buon senso. Spingersi però fino ad affermare che ci sia bisogno di una riforma in senso presidenziale della nostra Carta Costituzionale, con elezione diretta del Capo dello Stato mi sembra sia fare il passo più lungo della gamba. Come se poi il problema degli Italiani che discutono tutti i giorni al bar fosse quello. L’unico motivo per cui questo tema è attuale è che Berlusconi vorrebbe essere eletto Presidente della Repubblica. Anche io vorrei essere Capo del Mondo, ma per fortuna non ho un branco di idioti che si impegnano per farmi realizzare questo capriccio. Livello di utilità: Angela Cavagna.

La guida delle Commissioni di Garanzia (Vigilanza RAI, COPASIR e Giunta per le elezioni). Alla fine sono andate rispettivamente a Movimento 5 Stelle, Lega Nord e SEL. Con il Movimento 5 Stelle che ne ha fatto una battaglia senza precedenti, rivelandosi niente di più e niente di meno dei “vecchi” partiti, che per una poltrona sono pronti a mettere in campo tutto il loro apparato a sguinzagliare i mastini. Curzio Maltese a tal proposito ha scritto un bellissimo articolo su La Repubblica di qualche giorno fa, di cui vi riporto uno dei tanti passaggi significativi:

Gli otto milioni d’italiani che hanno votato Cinque Stelle forse non l’hanno fatto per vedere Fico alla vigilanza Rai e magari non saranno contenti. Ma Grillo sì. È felice. Beato lui. Dopo aver rifiutato anche la sola ipotesi di costringere il Pd a un vero governo innovatore, all’elezione di un nuovo presidente e a mettere fine per sempre alla stagione di Berlusconi, il leader del Movimento 5 Stelle aveva concentrato tutti i propri sforzi su questo grandioso, rivoluzionario obiettivo: la presidenza della più inutile e indecente delle commissioni parlamentari. Del resto, in televisione è nato. E anche lui, come Berlusconi, la considera la priorità del Paese. Con un’opposizione come questa, Enrico Letta ha ragione a prevedere che il governo durerà altri cinque anni. Forse anche una decina.

Anche in questo basso grado di rilevanza per i cittadini italiani: livello Daniele Capezzone (che mi piace sempre ricordare essere l’anagramma di “cazzopene”).

Spero quindi che nei prossimi giorni si inizierà a occuparsi concretamente di disoccupazione, lavoro giovanile, diritti, e tante altre cose che ormai mi auspico ogni settimana.

Cosmopolis

[L’archivio di Cosmopolis]

[Manda Così è (se vi pare) in NOMINESCION ai #MIA13]

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