Cosmopolis s01e12 – Pippo Civati è l’uomo giusto per il Partito Democratico?

Il grado di vitalità del Partito Democratico, in una scala che va da massima vitalità a Ariel Sharon, è pericolosamente vicino alle condizioni dell’ex primo ministro di Israele. È un partito devastato dalla mancanza di identità, dilaniato dai conflitti interni e da correnti che nemmeno nell’Oceano Pacifico. Il PD nasce infatti da una fusione semi-fredda (ma senza cioccolato fuso) tra due anime, quella ex comunista e quella cattolica. Con qualche cattocomunista qua e là, vedi alla voce “Rosy Bindi”.

Come se non bastasse, il partito sembra ormai ostaggio di una classe dirigente vecchia (dove per “vecchia” si intende “vecchia dentro” e non necessariamente fuori) composta da personaggi che ormai conosciamo da decenni e che, in un modo o nell’altro, si sono tutti resi protagonisti di sconfitte e figure di merda varie. E non dico l’etica, ma almeno la decenza avrebbe dovuto consigliar loro di sparire dalla faccia della Terra. O almeno dalla scena pubblica italiana, visto che in Africa li stanno ancora aspettando.

È quindi facilmente intuibile che, alla luce di una situazione di questo tipo, un finto giovane come Matteo Renzi sia diventato nel giro di pochi mesi il principale candidato a guidare il PD in vista di più o meno prossime elezioni, proponendosi come l’unica vera novità. Un uomo che all’età di 38 anni va come ospite ad Amici vestito come Fonzie e, nonostante questo, riesce comunque ad apparire come giovan(il)e. Ed è giusto che sia così, come ho già argomentato in un precedente post.

Matteo Renzi ammicca

Il problema, però, è che Renzi, al di là della forma, non mi convince affatto nella sostanza. Insomma, sotto quella giacca di pelle, i contenuti del Sindaco di Firenze sono piuttosto scarsi.

Matteo Renzi fisicato

Renzi, nonostante la pessima forma fisica, resta il grande favorito in vista del congresso del Partito Democratico. Un congresso che dovrà scegliere il nuovo Segretario e che sarà un appuntamento cruciale per il futuro del centro-sinistra. Tornando al paragone con il povero Sharon, bisogna decidere se staccare definitivamente la spina oppure se far avvenire l’ormai insperato miracolo.

Ecco perché secondo me merita una chance (oltre che maggiore visibilità) la candidatura di Giuseppe Civati (meglio conosciuto come Pippo). Per chi non lo sapesse, Civati ha un’unica grande macchia sul CV: è laureato e ha conseguito il dottorato in filosofia. E tutti sappiamo quanto io e la filosofia non andiamo d’accordo. Per il resto, Pippo Civati potrebbe avere tutte le carte in regola per essere la persona giusta per guidare il PD.

Anche lui ha 38 anni, ma al contrario di Renzi non ha bisogno di ostentare il suo essere “giovane”: madre natura è stata decisamente più benevola con lui e lo fa sembrare almeno 5 anni più giovane della sua età. Perché la sinistra la deve anche smettere di far finta che, per vincere, non serva anche l’immagine.

Pippo Civati

E poi ci sono i contenuti. Civati non ha paura nel sostenere idee e programmi di sinistra, di parlare di temi come l’uguaglianza, l’ambiente, la trasparenza, i diritti. Senza compromessi, né mezze misure (cit. Neri per caso) dettate dalla necessità di non infastidire l’alleato delle grandi intese. E infatti Pippo è stato da subito contrario all’attuale governo che ha messo insieme PD e PDL, oltre ad aver sostenuto da sempre l’assurdità di quanto successo in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica e, in particolare, l’aver bruciato due nomi come Romano Prodi e Stefano Rodotà. Da sempre è anche sostenitore della forza di internet e delle nuove tecnologie, senza sentire la necessità di sbandierare l’iPhone in faccia a Bersani in tv, come fece Renzi.

Sembra quasi impossibile, ma Civati è un uomo di sinistra nel PD che dice cose di sinistra e sembra aver ben chiaro un percorso per riportare credibilità al partito e magari, senza dirlo troppo ad alta voce, anche la vittoria. Che siamo abbastanza stanchi delle “non sconfitte”.

Non so quante possibilità abbia realmente Civati di giocarsi la segreteria, ma quando (e se) le primarie ci saranno, il mio voto sarà per lui.

E con questo endorsement non richiesto, si chiude questo primo ciclo di Cosmopolis. Visto che la politica a breve andrà in vacanza, ma soprattutto vi andrà il sottoscritto, la rubrica di politica del Signor Ponza va in pausa. E non è detto che ritorni perché qui siamo tutti a rischio rottamazione, come Renzi ci insegna.

Cosmopolis

[L’archivio di Cosmopolis]

[Manda Così è (se vi pare) in NOMINESCION ai #MIA13]

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