#AskFabry s02e22 – Crederci sempre, arrendersi MAI

Cari amici, bentornati su AskFabry, il luogo dove le persone si spogliano di ogni velleità e si denudano dei più profondi timori, il posto dove i sentimenti inespressi si animano e le debolezze prendono vita. Questa è una puntata un po’ particolare, perché come avrete capito si tratta del season finale della seconda stagione della rubrica più amata di pendolari della linea Vercelli – Novara. Abbiamo un sacco di cose da dire, la metà delle quali riguardano il sottoscritto.

Non abbiamo una domanda oggi, abbiamo un discorso, un ragionamento che vorrei fare con voi prima dei saluti finali. Spesso mi arrivano mail da ragazzi omosessuali, soprattutto giovani, che mi chiedono consigli su come fare un coming out di successo. Non me la sono mai sentita di rispondere a queste domande, vuoi perché io non ho avuto un coming out, vuoi per la delicatezza della questione. Oggi invece sento che è il momento di dire la mia a riguardo, prendendo spunto da questo tema per fare una riflessione più profonda.

Ogni volta che apro bocca le parole passano direttamente dal cervello alla bocca, e spesso mi criticate per questo. Dite di me che sono gratuitamente cattivo, eccessivamente critico, estremamente polemico. Ma la mia acidità non è mancanza di cazzo come i più possono credere, è qualcosa di profondo che mi porto dietro da molto tempo. Essendo gay da sempre ho avuto a che fare nel corso dei miei quasi ventidue venticinque ventinove anni con tutta una serie di individui che non li raccomando nemmeno a Lorena Bianchetti. Durante le scuole elementari e medie ho avuto la sfortuna di capitare in classi piene di bulletti di provincia che mi hanno apostrofato con ogni insulto che la lingua italiana metta a disposizione. Mi hanno anche menato, perché non ci vogliamo fare mancare niente. E tra un pianto sul cuscino e l’altro io non capivo, e chiedevo a mia madre perché; ottenevo sempre la stessa risposta: “Le persone sono cattive, dicono quelle cose solo perché stanno bene quando tu stai male”. Non capivo, per me era impensabile, nell’innocenza di ragazzino, che qualcuno potesse godere nel vedere stare male un’altra persona. E poi stanco, stremato dagli insulti ho fatto il loro gioco: mi sono ribellato scoprendomi a volte più sadico, da vittima a carnefice. E sopra l’essere passivo aggressivo ci ho costruito l’adolescenza, dalla quale sono uscito a testa alta e con il sorriso, pieno di consapevolezza di non essere diverso e soprattutto di non essere un errore. Qualche volta, ma diciamo pure molto spesso, gioco con il sarcasmo e l’ironia per deridere le persone perché sono un giocherellone, e forse tutto l’odio che mi è stato lanciato addosso non è ancora scivolato via del tutto. Quello che voglio dirvi è che malgrado troverete sempre sulla vostra strada qualche coglione che vi darà contro, voi non dovete farvi ferire. Siate pronti a tutto, siate pronti soprattutto a perdere quelle che sono le persone che più amate della vostra vita, perché saranno le prime a non capirvi. Passerete il tempo a spiegare a chi non vuole sentire, a litigare con chi non vuole capire, a piangere per chi non lo merita. Nessuno su questa terra è sbagliato, Borghezio a parte. E ve lo dico io, che dopo tutto questo tempo ho trovato una famiglia che non mi considera diverso, degli amici che mi reputano anche migliore degli altri, dei colleghi che non giudicano mai il mio operato solo perché sono gay. E quando sarete pronti, sboccerete come il sottoscritto, e sarete in grado di pubblicare un video dove vi prendete gioco di voi stessi, senza il minimo timore che qualcuno vi prenda per i fondelli. Quindi vi presento il primo episodio del mio vlog, primo di una lunga serie, realizzato in collaborazione con Alessandro De Agostini, dove il sottoscritto si presenta live al pubblico di questo blog. Guiglielmo Scilla levati, e lasciamo il tuo posto alla radio. (Contattate Alessandro, videomaker e fotografo professionista per i vostri video del prediciottesimo o i filmini porno amatoriali)

E amici niente, ci dobbiamo salutare qua? Ovviamente no, perché ho ancora un sacco di cose da dire. In primo luogo, amici, voi sapete quanto io vi voglia bene ed è ora di ricambiare il favore. Ce l’avete fatta l’anno scorso e quello prima, non vedo cosa possa impedirvi di farcela anche quest’anno. Ma a cosa? Ma come, ma a farci nominare ai Macchianera Italian Awards 2013. E cosa dovete votare? Questo blog, mi sembra evidente. Forse ve lo abbiamo già detto in qualche altro post, forse ve lo ricorderemo fino alla fine delle votazioni ogni giorno in tutti i luoghi e laghi e bagno di Auotgrill: ABBIAMO BISOGNO DI VOI. Ve lo chiede un disperato che ha bisogno di farsi notare, che ha bisogno qualcuno gli dia un lavoro ben retribuito che sono andato a vivere da solo e non mi posso permettere nemmeno le scarpe borchiate. Per rendere valido il voto basta esprimere la propria preferenza per almeno otto categorie, in tre delle quali avete l’obbligo morale di votarci. Per la precisione dovete incollare il link di questo blog nella categoria Miglior sito, perché ci crediamo tantissimo, Sito rivelazione, che l’anno scorso siamo arrivati terzi e io odio ancora tutti, e Miglior community o sito collettivo, perché con tutti quelli che scrivono qui dentro mi sembra il minimo.  Quindi per cortesia, vorrei avere l’occasione di fare un discorso di ringraziamento alla platea piangendo come Halle Berry quando vinse l’Oscar.

A proposito di lacrime, ho da fare qualche ringraziamento speciale. Nemmeno fossi qualcuno di veramente importante, ma ho spesso ricevuto messaggi di approvazione per quello che scrivo. Mi sono convinto quindi che qualcuno che si diverte e che apprezza questa rubrica esiste veramente, e non trattasi solo del prodotto del mio cervello malato. Grazie a chi ha avuto il piacere di essere citato su queste pagine inviandomi domande ai limiti dell’assurdo, grazie a chi quasi ogni giovedì mi ha letto, e grazie anche a chi mi ha espresso privatamente il proprio apprezzamento. Per qualcuno a cui piace scrivere questo è tutto. Grazie anche al Signor staccato Ponza per avermi chiesto di passare qua tutte le settimane per dire la mia, ma soprattuto grazie per aver quasi sempre seguito i miei suggerimenti che gli ho dato riguardo al blog. Dovete sapere che quando leggete queste pagine, anche nelle altre rubriche, c’è qualcosa di mio un po’ ovunque: un titolo, un nome, un’idea che sono stati felicemente regalati alle altre voci di questo blog.  Grazie Mister P. anche per avermi sopportato ogni volta che il codice HTML mi ha sabotato, e grazie per aver contato fino a dieci prima di rispondermi, dopo aver letto i miei quotidiani pesantissimi messaggi pieni di lamentele. Grazie per avermi coinvolto praticamente in tutti gli eventi collettivi di questo blog, lasciandomi anche spesso il timone della nave. Quindi Andrea, grazie di cuore per avermi aperto le porte di questo blog rendendolo anche un po’ mio. Grazie anche ai miei amici personali (Domenico e Aldo su tutti) per aver letto e corretto i miei post in anteprima, spingendomi a volte a fare meglio. Insomma, grazie a tutti ma soprattutto grazie al cazzo.

Ma io di questo blog non posso farne a meno, soprattutto in estate, e mentre gli altri si abbronzano sulle spiagge della Riviera Romagnola, io rimango a farvi compagnia per tutti i mesi caldi con la mia nuova rubrica.

FABRYPEDIAoff

Ammirate il logo della mia ultima fatica ego riferita, nella quale con il linguaggio tronfio che mi contraddistingue vi mostrerò i lati psicotici del genere umano. Lettera per lettera.  Un viaggio all’interno dei complessi della nostra generazione, le ansie e le psicosi del nostro quotidiano. Un vero e proprio studio sociologico, ma anche la solita poracciata che ormai è la mia firma. Quindi arrivederci ma anche no: Fabrypedia starts in seven days!

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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