Cristina D’Avena Duets: guida all’ascolto dell’album evento del 2017

Diciamolo chiaramente: Cristina D’Avena non è solo una cantante, ma è un po’ la madre adottiva di intere generazioni di Italiani, cresciuti a pane e Bim-Bum-Bam. La carriera di Cristina inizia praticamente da bambina, quando salì per la prima volta sul palco dello Zecchino D’Oro nel lontano 1968. A consacrarla nell’olimpo della musica italiana sono state le tantissime sigle dei cartoni animati andati in onda dagli anni ’80 fino ad oggi, che praticamente tutti abbiamo cantato, a tutte le età. Duets è il suo ultimo progetto, e sembra un sogno che si avvera più per i cantanti che per Cristina, che potenzialmente inaugura un nuovo filone discografico: del resto il nuovo disco ha solo 16 tracce, ma di canzoni e di cantanti ne abbiamo a centinaia (qui invece abbiamo raccolto altri 45 album attesissimi, ma mai quanto quello di Cristina, che escono in queste settimane).

La prima traccia di Cristina D’avena Duets è dedicata alla sigla di C’era una volta Pollon, un cartone trasmesso per la prima volta su Italia 1 nel 1984: una storia che racconta le vicende assurde di Pollon, una wannabe Goddess della Grecia Antica che deve compiere imprese pazzesche per ricevere l’investitura di divinità. La scelta di cantare la sigla insieme a J-Ax al sottoscritto non piace, tranne quando al rapper non tocca la parte “sembra talco ma non è / serve a darti l’allegria” che in quel caso ha decisamente molto più senso.

Cristina D'Avena Duets

Nanà Supergirl, anch’esso trasmesso nel 1984, narra di una scolaretta giapponese che ha perso la memoria e che si ritrova ad essere una specie di eroina: può volare, è fortissima e può diventare una gigante. La canzone è molto dolce e un po’ malinconica: il featuring di Giusy Ferreri scricchiola, che più che supergirl è soprattutto nana (momento Colorado Cafè).

Yu è una ragazzina come tante, ma grazie a un incantesimo può trasformarsi nella cantante di punta di una major discografica: sembra proprio quello che è successo a Francesca Michielin, scelta per duettare con Cristina in L’Incantevole Creamy. Ci piace soprattutto la nuova base che rende più frizzante la canzone. Piccola curiosità: nel cartone animato, andato in onda per la prima volta nel 1985, Cristina cantava anche le canzoni di Creamy all’interno del cartone.

Cristina D'Avena Duets

Primo singolo dell’album, il duetto di Occhi di Gatto con Loredana Bertè è qualcosa di veramente PAZZESCO, soprattutto per la vena rock che la voce e la grinta di Loredana portano a una delle sigle più iconiche della storia delle sigle dei cartoni animati. Tre sorelle furbissime, son tre ladre abilissime, le cui tutine aderentissime sono state probabile il sogno erotico di molti ragazzini eterocuriosi.

La semplice idea di sentire Baby K che dice “un giorno di pioggia Andrea e Baby Keeeeey” mi urta il sistema nervoso, ma Cristina sa il fatto suo, quindi la scelta ammicca sempre al mondo dello spaghetti-rap e, a parte l’uso massiccio di Auto-Tune, il pezzo è molto carino. il cartone di Kiss Me Licia nel 1985 ebbe un successo così grande in Italia che la Fininvest decise all’epoca di prolungare la serie, creando ad hoc un sequel in carne e ossa con Cristina D’avena come protagonista! Seguirono infatti Love Me Licia (1986) Licia Dolce Licia (1986), Teneramente Licia (1987) e Balliamo e Cantiamo con Licia (1988) #FETTINEPANATE.

Cristina D'Avena Duets kiss me liciaArisa ce la vedo tantissimo a indossare uno strano braccialetto grosso come un iPad mentre parla con un folletto che vede solo lei: la canzone è però troppo allegra per una voce drammatica come quella della cara Rosalba. Magica Magica Emi non parla di una cantante ma di Mai, una ragazzina aspirante illusionista, che grazie a dei poteri magici può trasformarsi in una ragazza più grande – Emi – incantando il mondo con le sue magie.

Mila e Shiro forse sarebbe stato più carino con un duetto al maschile, ma è stata scelta la voce potente di Annalisa, che insieme alla base acustica come pezzo funziona bene. Questo cartone parla di pallavolo, punizioni corporali e ragazze che riescono a rimanere sospese in aria per metà episodio.

Jem & The Holograms è forse uno dei pochi cartoni animati non giapponesi ad avere avuto un grande  successo, in quanto merchandise americano: infatti ogni protagonista aveva la sua bambola, venduta insieme ad una musicassetta con tre canzoni cantate nella serie. Emma Marrone è molto adatta all’anima rock di questo cartone, anche se il mio sogno segreto sarebbe quello di vederla nei panni di Pizza delle Misfits.

Cristina D'Avena Duets Jem

I Puffi sono stati il cartone animato più longevo e amato dai bambini, e la sigla cantata insieme al bravissimo Michele Bravi (ecco perché siamo contenti che Michele sia tornato al top) è solo l’undicesima prodotta per la serie! Forse non tutti sanno che intorno ai Puffi si aggira la leggenda della propaganda bolscevica: infatti il villaggio dei Puffi sarebbe il perfetto Kolchoz comunista, con il Grande Puffo-Marx leader indiscusso, ogni puffo con un lavoro predefinito, e Gargamella, l’odiato simbolo del capitalismo, che cerca di trasformare i puffi in oro.

Forse questa canzone sarebbe stata perfetta se cantata con Grignani, ma sicuramente Elio apporta il suo spirito ironico a Siamo fatti così, un cartone animato educativo francese che ha insegnato il funzionamento del corpo umano, salvandoci da innumerevoli interrogazioni di scienze. Il sottoscritto ogni volta che sente parlare di globuli rossi o macrofagi li immagina esattamente come erano disegnati nella serie del 1989.

L’originale giapponese di È quasi magia, Johnny! era praticamente un cartone erotico, con ménage à trois e scapezzolamenti continui. In Italia la censura del 1989 è intervenuta pesantemente, trasformandolo in un cartone animato divertente ma a volte confuso, con addirittura due episodi completamente eliminati. Ah il duetto di Cristina è con i La Rua.

Cristina D'Avena johnny

La sigla di Lady Oscar è ovviamente quella cantata da Cristina D’Avena, visto che ne esiste una precedente del 1982 de I Cavalieri del Re, più iconica, sostituita dalla versione di Cristina dal 1991. Noemi, che la canta insieme a Cristina, ha detto di essere molto affezionata a questo cartone animato, perché da bambina a carnevale si era vestita da Oscar. Io posso dire di non aver mai pianto così tanto per un cartone animato, e che mi ha aiutato tantissimo a studiare la storia della Rivoluzione Francese.

Come per Lady Oscar, anche Holly e Benji hanno visto inizialmente una sigla diversa, per poi essere sostituita dalla versione di Cristina insieme a Marco Destro. Canzone quindi già molto adatta per un duetto, la cui scelta non poteva che ricadere su Benji&Fede, che ve lo dico a fare.

La sigla di Sailor Moon è perfetta per il timbro limpido e malinconico di Chiara, che spero canti anche le altre sigle, un giorno, insieme a Cristina. Arrivato in Italia nel 1995, Sailor Moon è diventata una vera e propria icona gay culturale, con innumerevoli repliche su ogni canale, sino ad arrivare ad un remake moderno più aderente all’originale manga di Naoko Takeuchi.

Cristina D'Avena Duets Sailor Moon

Altro cartone animato rimaneggiato pesantemente per essere trasmesso in Italia, Piccoli problemi di cuore nella sua versione originale tratta di scambi di coppia e dell’amore tra due adolescenti che potrebbero essere fratello e sorella. Siete rimasti sotto shock? Anche io. E ora che lo sapete, potete essere d’accordo che un dramma così pesante non poteva che interpretarlo Ermal Meta.

Come ultima traccia di Cristina D’avena Duets è stata scelta una sigla del nuovo millennio: All’arrembaggio è l’adattamento del grandissimo manga di successo One Piece, cartone animato che conta quasi seicento episodi, e ben tre sigle cantate da Cristina. Di un’altra generazione rispetto al resto dei duetti, è comunque un cartone iconico e divertente, quindi non si capisce perché sia finito in mano ad Alessio Bernabei.

Leggi anche:


La newsletter mensile: tutto il meglio del nostro meglio. Iscriviti!

 

Commenti via Facebook

Enrico Siringo

Sedicente blogger fin dal 2007, se la sua vita fosse una serie TV si intitolerebbe "The Procrastinator". Arrivo sempre tardi con le serie, e sono il classico binge-watcher che per recuperarle aspetta una bella influenza per spararsi dieci ore non stop davanti allo schermo. Keep calm & Drakarys
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: