Storie Maledette: speciale Pasqua

Eccoci tornati con L’ora di religione. Purtroppo siamo stati vittima dei tagli previsti della spending review di signorponza.com per pagare i viaggi internazionale di piacere del Signor Ponza, che, come Dell’Utri, si va a “curare” nei resort di lusso all’estero. Ma non mi dilungherei troppo sulle avventure di Ponza perché sono sicuro ci annoierà abbastanza lui stesso. Per cui mandiamo la sigla, questa volta in special edition per Pasqua, firmata da una nostra amica che saluto: Alessandra Amoroso.

Allora, come avrete capito è un post importante perché ci avviciniamo alla Domenica di Pasqua e mi sembra il caso di festeggiarla con cognizione di causa. Sulle vicende di morte e risurrezione siamo tutti molto ben informati su tutte le dinamiche, i personaggi coinvolti, le crudeltà inflitte, come se fosse una puntata di Storie maledette. Ma Franca Leosini ha gentilmente accettato di fare qualche domanda sulla Pasqua a cui proveremo a rispondere.

Partiamo dalla domanda numero 1…

Perché la Pasqua non ha una data fissa come il Natale?

Allora, innanzitutto dobbiamo dire che Gesù fu ucciso proprio il giorno di Pasqua (della Pasqua ebraica però), ossia il 15 di Nisan, che corrisponde al primo plenilunio di primavera. Dato che in antichità, però, i cristiani festeggiavano la Pasqua tutte le settimane e non una volta l’anno non c’era la necessità di trovare una data corrispondente alla Pasqua ebraica. Durante il Consiglio di Nicea, tuttavia, si stabilì una volta per tutte che la Pasqua sarebbe stata la domenica successiva al primo plenilunio primaverile, così per tagliare la testa al toro e ad oggi vale ancora questa formula.

Altra domanda…

Come mai si dice che Gesù è risorto dopo 3 giorni e invece da venerdì a domenica ne passano solo due?

In realtà abbiamo già detto come la domenica sia in realtà una convenzione e non è detto che Gesù sia risorto esattamente di domenica ma il giorno dopo il sabato, che per gli ebrei voleva dire tanto domenica quanto lunedì. In ogni caso gli ebrei contavano i giorni dal tramonto e non dall’alba come facciamo noi. Quindi calcolando che Gesù è morto nel primo pomeriggio, sarebbe morto prima dell’inizio di un giorno nuovo.

Andiamo avanti…

Che vuol dire Pasqua?

La parola Pasqua ha una doppia origine: in ebraico pesach vuol dire passare oltre e si riferisce a quello che si festeggia durante la Pasqua ebraica, ossia la liberazione dall’Egitto; può anche derivare dal verbo greco pathein, facendo riferimento appunto alla passione di Cristo che ha pagato col sangue la liberazione dai peccati. Ma nella creatività vince il Cile, dove oggi la parola Pasqua viene usata per il Natale, mentre per la Pasqua si usa il termine generico Settimana Santa.

Una quarta domanda potrebbe essere…

Come si chiamano i giorni che precedono la Pasqua?

Tutto il periodo che parte dal Mercoledì delle Ceneri e arriva a pochi giorni da Pasqua si chiama Quaresima e ne abbiamo già parlato. L’ultima domenica di Quaresima è la Domenica delle Palme, che da inizio a quella che si chiama la Settimana Santa. Alla nona ora del Giovedì Santo (le 3 di pomeriggio) termina la Quaresima e inizia il Triduo Pasquale, che parte dall’Ultima cena (che altro non era che la cena di Pasqua) e finisce con la Veglia pasquale.

Ultima domanda..

Perché a Pasquetta si festeggia con una gita fuori porta?

La famosa tradizione della gita fuori porta ha origine dal Vangelo, in cui si racconta che le donne andarono al sepolcro, che si trovava fuori dalle mura di Gerusalemme, e lo trovarono vuoto proprio perché Gesù era risorto. A Busto Arsizio il giorno di Pasquetta si festeggia con la sagra di insalate e ciapi e, per l’occasione, il prete benedice tutti i trattori dei contadini del varesate.

Da parte mia, da parte della gentilissima signora Leosini che ha partecipato a questa puntata speciale de L’ora di religione, il più sincero augurio di una Buona Pasqua!

[Le puntate precedenti de L’ora di religione]
[Leone Lewis su Twitter]

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Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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