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Il blog del Signor Ponza

Decenni di storia della musica cancellati da Lucignolo

L’altra sera ero a fare l’intellettual chic a teatro a vedere Il Mistero Buffo di Paolo Rossi. Bello spettacolo, molto divertente.  C’è Lucia Vasini che è semplicemente pazzesca. Se siete a Milano, è in scena fino al 20 giugno, approfittatene se potete. Anche se non era il markettone l’intenzione originale di questo post.

Durante lo spettacolo, in parte musicale, gli attori accennano con la chitarra questa canzone.

Premesso che a me quelli che commentano qualsiasi cosa a teatro (o al cinema, o nella vita in generale) danno fastidio come potrebbero dar fastidio solo delle unghie strisciate su una lavagna, uno seduto dietro di me si è subito affrettato a far sapere alla vicina di posta che si trattava della canzone dei Deep Purple, vantandosi quindi della sua immensa cultura musicale, manco fossimo a Sarabanda con Enrico Papi che fa il simpatico e Belen Rodriguez che fa vedere il culo. Mi sarebbe piaciuto vedere se sapeva almeno come si scrive Dip parpl.

L’irritazione per il commento inutile ha lasciato spazio, pochi secondi dopo, all’imbarazzo per il commento del ragazzo seduto pochi posti più a lato rispetto a me. Tale essere umano ci teneva a far sapere alla sua ragazza che aveva riconosciute le inconfondibili note: si trattava della sigla di Lucignolo. Anni di storia della musica cancellati così. Da un programma che ha visto protagoniste Alessia Fabiani e Mascia Ferri.

Non solo quindi ho rivalutato il commento dell’abile conoscitore di repertori musicali, ma soprattutto si stanno rendendo sempre più chiari i motivi per cui questo Paese è allo sfascio. Vedi anche qui.

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Comments (14):

  1. Roberto ®

    18 giugno 2012 at 12:11

    Come ti capisco… Tu pensa che una volta, per far capire quale fosse “Dolcenera” di De Andrè, visto che dire titolo e autore è stato inutile, ho dovuto spiegare dicendo <>. Che tristezza…. E io sono pure uno tra i pochi a cui De Andrè nemmeno piace…

    Rispondi
    • Signor Ponza

      18 giugno 2012 at 21:25

      Ormai Dolcenera è solo la “celebre” cantante siciliana, apparsa perfino sulla copertina di Playboy.

      Rispondi
  2. Pier(ef)fect

    18 giugno 2012 at 12:38

    ma commentare per dire ” so il titolo della canzone” che senso ha? al massimo commenterei lo spettacolo…
    Ma Belen è stata a Sarabanda XD?? Me pare di no…

    Rispondi
    • Signor Ponza

      18 giugno 2012 at 21:26

      Certo che sì! E saliva la scalinata sulle note di “The Best” di Tina Turner.

      Rispondi
    • Signor Ponza

      18 giugno 2012 at 21:37

      Io quella sera ho dovuto sbattere la testa forte contro il muro

      Rispondi
  3. LaEli

    18 giugno 2012 at 16:06

    OMG! Vabbeh, ammetto che a volte anch’io mi riferisco a certe canzoni come “quella della pubblicità di cipeciop”…Ma a teatro faccio solo citazioni dotte.
    Tra l’altro Mistero Buffo è un testo che adoro, ma temo un po’ il confronto con l’originale…ma se dici che ne vale la pena…
    A proposito: vero che vai a vedere FAVOLA di-e-con F. Timi? Vero, VERO???!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      18 giugno 2012 at 21:44

      Io non ho visto il Mistero Buffo originale, se non qualche spezzone in televisione, per cui non ti saprei dire con precisione. L’impressione che però ho avuto è che ci siano dei cambiamenti piuttosto sostanziali. Lo consiglio perché è molto divertente. Su Favola ho visto la tua dritta su Facebook! 😉

      Rispondi
  4. Diana

    18 giugno 2012 at 19:44

    Come quando, di ritorno al banco da un esame, la tizia appena sedutasi accanto a me mi chiese: “Ma con quale assistente l’hai sostenuto, con quella che somiglia a X (che poi ho scoperto essere il nome -composto, tipo Teresanna- di una “corteggiata” di uomini&donne)?”.
    Sgomento, tanto.

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  5. Andrea

    19 giugno 2012 at 08:56

    Stiamo precipitando nel baratro al ritmo di quella canzone lì, come si chiama, la sigla di siesài maiemi.

    Rispondi
  6. tuamoglie

    19 giugno 2012 at 21:24

    Momenti di sconforto, in effetti.

    Rispondi

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