Per Stefano e Domenico la famigghia sempre e comunque al primo posto

Càpitano giornate in cui si apre Outlook con la stessa gioia con cui si apre il pacchetto Adobe su un Windows 95. E l’unico modo per trovare sollievo all’agonia che si prova nel leggere centinaia e centinaia di comunicati stampa è riceverne di simpatici. Di goliardici. Di simili a supercazzole. Per questo, è da lunedì che voglio ringraziare personalmente Domenico e Stefano per avermi provocato un accesso di risate che nemmeno la caduta di Gianni Sperti.

Gianni Sperti Caduta Alessandra Celentano

Ma andiamo per punti. Il comunicato arriva con questa immagine a corredo:

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È un attimo e si respira subito tutta l’atmosfera di casa D&G: l’amore per il buon cibo, per le radici meridionali, per le simil-madonne con il veletto nero che non si capisce se siano vedove già pronte per una gang bang o figure tristi e cariche di emotività. Una simile contraddizione in termini arriva anche dal comunicato, che esordisce con questo quote:  “La famiglia è da sempre il nostro punto di riferimento”.

E prosegue così:

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno costruito il mondo di Dolce&Gabbana su valori tradizionali, primo fra tutti la famiglia, che i due stilisti hanno ritratto in molte campagne pubblicitarie e a cui hanno deciso di dedicare un’iniziativa particolare.

Il buon lettore si chiede subito: in cosa consiste questa avveniristica iniziativa? Ovviamente, c’è di mezzo il Twitter, su cui il buon Stefano dà prova tutti i giorni di essere pazzamente social-addicted. Ed ecco allora creato per l’occasione l’hashtag #DGFAMILY, che almeno nelle intenzioni dovrebbe raccogliere contributi fotografici da tutto il mondo su quello che i singoli utenti riconoscono come ‘famiglia’.  Infatti, sempre come spiega la nota: “Le foto possono ritrarre la famiglia in tutte le sue sfumature, includendo le generazioni di oggi e di ieri, dal Novecento ai giorni nostri, e che per attitudine, pose e ambienti, rispetti il concetto di famiglia così come è stata raccontata nelle ultime stagioni attraverso le campagne pubblicitarie del marchio“.

Facendo mente locale, è possibile che il simpatico duo si riferisca a questa campagna, un chiaro esempio di ‘stupro in famiglia’.

Dolce&Gabbana

La domanda viene spontanea: che Stefano e Dolce si siano fatti consigliare sul tema da Guido Barilla, che di famiglia pare proprio intendersene e che inanella giorno dopo giorno una serie di figure di merda tali per cui ogni pezza che mette sembra peggiore del buco?

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Chiara Ferraglia

Quello che dovrete sapere di me ve lo imparerò strada facendo: vi basti sapere, come tratti salienti, che negli anni ho sviluppato una dipendenza nei confronti della liquerizia, che disprezzo a prescindere chiunque dica 'melenzane' e che provo un sentimento ambivalente nei confronti di qualsiasi cosa.
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