Donatella Versace: racconto di un’icona

Ultimamente riflettevo e pensanvo alle icone del nostro tempo, a quei personaggi che ci pensi e la prima parola che ti viene in mente è: QUEEN. Poi riflettevo anche sul mondo della moda oggi, su quanto abbia raggiunto livelli di ripetitività e stanchezza ma raggiunti prima. E poi ho pensato a lei, Donatella Versace, e ho capito che insieme ad altri pochi stilisti è rimasta un faro nel fashion system. Alla guida di Versace ha saputo mantenere il glamour, l’eleganza, la qualità dei tessuti e dei tagli, senza cercare di stupire inventandosi vestibilità improbabili, modelli gender fluid o strizzando l’occhio a quel mondo hipster modaiolo di cui non se ne può francamente più. Donatella ha portato Versace ai giorni nostri avvalendosi di quello che la moda deve essere: eleganza, sensualità, sartorialità.

Chi è Donatella Versace? Really?
Per farvela breve, è la sorella e l’erede di quel genio immenso che è stato Gianni Versace; una donna che ha vissuto molte difficoltà personali, ma non dimenticando mai di indossare tacchi vertiginosi e di decolorare gli ormai iconici capelli biondi.

Per farvi capire perché la ritengo l’ultima icona del nostro tempo, ecco alcuni dei momenti più iconici della sua brillante carriera:

Donatella e l’eredità di Gianni

Donatella si ritrovò nel 1997, dopo l’assassinio del fratello Gianni, a dover dirigere artisticamente una compagnia nella quale era sicuramente già molto attiva, ma dove la presenza di un genio come Gianni era sicuramente sopra tutto e tutti. Considerando però quanto ancora oggi nell’immaginario collettivo Versace sia sinonimo di eleganza, sensualità e glamour direi che è riuscita perfettamente nel complicato obiettivo.

Donatella e l’inglese

Donatella nonostante i numerosi amici in tutti il mondo non ha mai avuto il migliore dei rapporti con la lingua inglese, ma proprio roba che a confronto Matteo Renzi è John Peter Sloan. Celebre è quest’intervista in cui conversa con una giovane Britney Spears dicendo parole completamente a caso.

Donatella e Lady Gaga

Una delle più recenti e vere amicizie della sua vita è sicuramente quella con Lady Gaga, che in moltissime occasioni ha deciso di indossare le sue creazioni (tra cui il recente Half Time Show della finale del Super Bowl 2017), ha posato per una campagna pubblicitaria ed è stata l’unica per la quale Donatella ha aperto gli archivi storici di Versace dai quali Gaga ha tirato fuori moltissimi outfit dell’era Born This Way.

Voci vogliono che tra le due ultimamente ci fosse un po’ di maretta dovuta al fatto che Stefani non ha indossato neanche un costume Versace per il Joanne World Tour; così per riparare e rinsaldare l’amicizia, in occasione della tappa milanese del Joanne World Tour dove Donatella era ospite d’onore ed è stata accolta con un’ovazione dal pubblico, in soli due giorni e mezzo le ha fatto confezionare un body ispirato all’ultima Tribute Collection con la storica stampa Vogue di Gianni Versace.

Fun fact: una delle copertine di Vogue riportate sul body è la seguente:

(Del resto anche Madonna è da sempre una grande amica di Donatella).

A definitva dimostrazione dell’amicizia tra le due, Gaga nell’album ARTPOP le dedicò una canzone capolavoro pazzesca che ha come titolo proprio il nome: Donatella. Lo so che per molti lettori di questo blog questo paragrafo è un’ovvietà, ma non si sa mai che passi di qui anche qualche etero.

Donatella e l’Ice Bucket Challenge

Ma ve lo ricordate l’Ice Bucket Challenge? Era un’iniziativa benefica lanciata dalla ALS Association volta a raccogliere donazioni per la ricerca contro la SLA; consisteva nel versarsi addosso un secchio di acqua ghiacciata, riprendere il tutto, renderlo virale, e sensibilizzare le genti sul tema.

Anche in questo caso Donatella è riuscita a regalarci un momento iconico: al suono di “I’m not just here to ruin my make-up”, facendosi versare l’acqua direttamente da vasi Versace retti da due boni shirtless a caso e gridando in maniera composta e pacata.

Donatella e le imitazioni

La grandezza di un personaggio si misura anche nelle imitazioni che ne vengono fatte, e anche in questo Donatella queen assoluta. La più recente e più nota è sicuramente quella di Virginia Raffaele, che l’ha proposta per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo nel 2016 diventando subito iconica e regalandoci modi di dire che sono entrati subito nel nostro web linguaggio.

Meno nota, ma sicuramente altrettanto geniale fu quella di Francesca Reggiani, che propose l’imitazione del personaggio nei primi anni 2000 sulle reti Rai:

La cosa che ammiro in Donatella Versace è ovviamente la capacità di saper ridere di se stessa e non prendersi mai sul serio. E lo ha dimostrato con questo post apparso sulla pagine ufficiale del brand subito dopo l’imitazione della Raffaele a Sanremo.

Donatella e la collaborazione con Givenchy

Un’altra mossa geniale fu quella di accettare l’invito dell’amico Riccardo Tisci, allora direttore artistico di Givenchy, a posare per la campagna AD della colleziona Autunno/Inverno 2015.

Fu un altro momento di rottura degli schemi: il direttore artistico di una delle più famose case di moda al mondo, per altro non più in giovane età, che posa per un altro grande brand. Se non è iconico tutto ciò io boh; inutile dire che gli scatti di Mert Alas & Marcus Piggott erano meravigliosi.

Donatella e le top model

Quando in occasione della sfilata in cui Donatella Versace ha presentato la collezione Spring Summer 2018, con tutte le stampe storiche di Gianni, già così ci aveva donato tutto ciò di cui avevamo bisogno. E invece uno, ad un certo punto la tenda bianca si apre e appaiono loro: Naomi, Claudia, Cindy, Carla e Helena. Cinque tra le più grandi modelle di tutti i tempi e simbolo degli anni ’90.

Un colpo al cuore, un tuffo negli anni ’90 in cui le Top Model erano delle vere star; l’ennesimo colpo di genio di Donatella che ci ha dato l’ennesima lezione di cosa vuol dire fare moda, nel modo più puro e semplice che ci sia.

Donatella e le 73 questions di Vogue

Ultimamente Vogue sta realizzando delle interviste presso le abitazioni o gli uffici di personaggi famosi in cui un giornalista della rivista pone a raffica e in un’unica ripresa 73 domande alle quali l’intervistato deve rispondere con brevi e precise risposte. Hanno partecipato star del calibro di Nicole Kidman, Cindy Crawford e la stessa direttrice Anna Wintour. Scommetto però che molti di voi non ne avevano neanche sentito parlare fino a quando queen Donatella Versace non ha deciso di prenderne parte.

Inutile dire che alcune risposte sono diventate subito iconiche, come quella in cui ci dice qual è la sua canzone preferita al momento:

O quella in cui ci dice cosa starebbe facendo oggi se non fosse rimasta alla guida di Versace:

La mia risposta preferita è però quella in cui spiega a tutti che la corretta pronuncia del suo cognome è VersacE e non Versachee. Capito Allegra VersacE e Chiara Ferragni? Almeno voi che siete italiane.

Insomma mi pare evidente che qualsiasi cosa passi sotto le mani di Donatella Versace diventa subito iconic, glamour, top e quel che vi pare.

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endymion

Nella vita reale mi chiamo Davide, ma nell’internet sono Endymion, che molti credono essere un riferimento alla mitologia greca e invece è un omaggio a Sailor Moon, la paladina della giustizia nonché della mia vita. Amante del kitsch e del trash, ma di quello che fa il giro e diventa chic.
Scrivo di moda per passione ma compro solo alle svendite.

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