È il porcellum, bellezza

Mi è capitato (devo essere stato molto fortunato, visto che il personaggio in questione è solito centellinare le sue presenze sul piccolo schermo) di vedere Silvio Berlusconi in televisione nei giorni scorsi. Tanti cavalli di battaglia, tra cui le solite promesse sulle quali non mi soffermerò, ma lascerò che sia Ambra Angiolini a commentare.

Vorrei però soffermarmi su una delle tante panzane che ripete spesso ultimamente e che è abbastanza esemplificativa delle sue doti di prestigiatore verbale che, a quanto pare, affascinano ancora una larga parte degli Italiani.

In poche parole, secondo l’Onorevole Berlusconi bisognerebbe votare alle prossime elezioni il PDL oppure, se proprio si volesse votare qualcun altro, il PD. Dare il voto ad altre liste, in particolare alla coalizione guidata da Mario Monti sarebbe del tutto inutile. I numeri, tanto cari a Berlusconi (ma solo quando sono inventati al decimo di punto percentuale per dare una parvenza di esattezza scientifica oppure quando rappresentano gli utili delle sue attività economiche), lo smentiscono. Tre giorni fa, l’Huffington Post ha riportato i sondaggi che danno, a livello nazionale, il PD in largo vantaggio sul PDL. Nonostante la frequente attitudine del Partito Democratico alla sconfitta, che nemmeno il Milan della stagione 2012/2013, a meno di grandi sorprese questo svantaggio non verrà colmato da qui al 24 febbraio. Tuttavia, poiché i seggi del Senato vengono assegnati in base alle vittorie nelle singole regioni, il rischio di pareggio è alto perché molto dipenderà da chi vince in Lombardia. Ergo, il vero voto inutile è quello dato al PDL, soprattutto in Lombardia, ribattezzata l’Ohio d’Italia.

Berlusconi Biancofiore Carlino

Per avere speranze, infatti, Berlusconi deve auspicare una situazione di ingovernabilità al Senato, che solo un pareggio con una forte affermazione di Monti e della sua coalizione potrà dare. Se il PD invece vincesse, anche in Lombardia, e fosse in grado di governare autonomamente, non ci sarebbe bisogno né di Monti né di grandi coalizioni. In quel caso dovrebbero sperare solamente in quella tendenza all’harakiri tipica della sinistra al governo. Quindi, ogni voto dato al PDL e sottratto a Monti, in special modo nel nostro Ohio, sarebbe un punto in più in favore del PD. Quindi, ancora una volta, Silvio Berlusconi dimostra di essere un grande affabulatore, nonché abile maneggiatore di numeri, che tuttavia non passa la prova della logica spiccia. A meno che non si assuma la prospettiva di Monti per cui un’affermazione del PDL delle regioni in bilico rafforzerebbe il suo ruolo decisivo per la formazione di un governo.

È il porcellum, bellezza.

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