Cento di questi #AskFabry

Sono molto felice di scrivere questo post, felice di tornare su queste pagine dopo qualche settimana di pausa, felice di condividere qualche traguardo con voi. Sì, parlo di traguardo perché scrivere per questo blog è a volte una corsa: una corsa contro il tempo che non mi basta mai e una corsa contro le idee perché cerco sempre qualcosa di nuovo da scrivere. Quello che voglio dire è che tra un paio di cose serie e degne di nota e qualche decina di post diciamo più leggeri, sono arrivato a quota cento. Festeggio questo numero qua, scrivendo, perché scrivere per me ha sempre significato qualcosa, ha sempre voluto dire qualcosa. Scrivere è terapeutico, è la maniera più semplice che conosco per esorcizzare i miei drammi quotidiani, per dare un senso alle lacrime che a volte non trovano altra ragione d’essere. Scrivere è anche una maniera per fissare nella memoria i momenti felici e le sensazioni precise che ho provato in momenti particolarmente fortunati della mia vita. Scrivere è come parlare ad un amico, uno di quello taciturni che si lascia inondare dal fiume in piena delle mie parole, che ascolta senza giudicare e che cela nel silenzio tutte le risposte di cui ho bisogno. Scrivo anche, e spesso solo, per dare un senso alla realtà che mi circonda vista la mia pessima abitudine di romanzare la vita in ogni sua piega. Con le parole do un ordine alle idee, metto in fila i discorsi e li collego, tengo a bada il caos che risiede nella mia mente. Senza la possibilità di esprimermi la mia vita avrebbe tutt’altro sapore perché per me raccontarmi è necessario e imprescindibile, vuoi perché possiedo un ego senza pari, vuoi perché vivo di condivisione. Insomma, si è capito che a me piace scrivere e che lo faccio con grande piacere, sempre e ovunque, ma soprattutto che lo faccio senza particolare talento. Però pensiamoci, se gran parte delle persone che si sono fermate su queste e altre pagine un complimento me lo hanno fatto,allora proprio male non sarò.

Perché Vanity Fair non mi considera minimamente? Selvaggia Lucarelli lavora in radio e io no, a voi sembra corretto? Ma c’è una cosa che la nostra amica dalle tette grandi e dalla lingua biforcuta non ha e che invece il sottoscritto annovera tra le proprie conquiste. Sto parlando di quello che pensate, della fantastica applicazione per iPhone e iPad che ho rilasciato qualche giorno fa. Come avrete sicuramente notato se siete fan attenti, attraverso il mio profilo ufficiale di Facebook, ho annunciato il lieto evento e colgo l’occasione per parlane in maniera approfondita. 

È da poco disponibile la prima app a me dedicata, potete dovete scaricarla a questo link. Saluto tutti quelli che stanno scoprendo questo blog grazie all’app. Ringrazio gli amici Simone e Giulio che sotto il nome di εmcoders hanno sviluppato questa meraviglia per me. Ricordo ancora la nostra prima conversazione:

“Non mi importa di niente ma l’app deve essere rosa.”

Da queste poche parole è già chiara la natura della questione, ci tengo però a raccogliere le varie domande che mi avete fatto su Twitter in questi giorni.
Cosa posso fare con l’app? Niente, a livello interattivo è volutamente limitata. Riceverai una notifica quando alcuni dei miei nuovi post saranno disponibili e potrai leggerli direttamente sul tuo iPhone. Inoltre, cosa molto importante, potresti ricevere un mio personalissimo messaggio privato. Abbiamo già in sviluppo la nuova versione che consentirà di farmi un bonifico in pochi minuti.
Posso scaricare l’app sul mio Android? Non ancora, la versione per i possessori di Android è già in sviluppo e verrà rilasciata tra qualche settimana. Nel mentre scaricala sull’iPad della mamma o sull’iPhone del fidanzato.
Quanto costa? Non scherziamo, la mia app è assolutamente gratuita. Ci manca solo che faccia pagare per le mie stronzate.
Perché dovrei scaricarla? In primo luogo è rosa ed è bellissima, inoltre a breve verrà indetto un contest per tutti coloro che avranno effettuato un download. E quando dico a breve intendo ASAP.
Quanto te la credi? Scusate, ma cani e porci diventano ricchi e famosi e non ci posso provare io? Inoltre prometto di non intasare i vostri telefoni con più di due o tre notifiche a settimana, in caso contrario potete mandare la vostre rimostranze a [email protected]

Questi in sintesi sono i dubbi che mi avete portato all’attenzione e a cui ho dato risposta con piacere. Faccio un ulteriore ringraziamento a εmcoders per la pazienza e la velocità e vi invito a visitare il loro sito dove troverete presto notizie che riguardano questo blog. Abbiamo parlato di contest e a tal proposito vorrei augurare buona fortuna a tutti quelli che hanno partecipato a quello indetto da Signor Ponza in occasione della nostra newsletter. Se ancora non vi siete iscritti vi esorto a farlo perché questo non sarà l’unico contest che la nostra ricca redazione indirà, grandi liquidi muovono questo blog. Iscrivete anche vostra madre e fatela gareggiare per me che non ho potuto parteciparvi, poi facciamo a metà.

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Mi resta infine una cosa da fare, dire grazie a tutti quelli che passano di qua e lasciano un commento, quelli che non scrivono ma leggono ogni settimana. È bello aver visto questo blog esplodere di visite, vederlo crescere e vedere nuovi volti prendere parte a questo “viaggio”. Non dimentico di ringraziare anche Dave Humphrey per aver creato la parte grafica dei miei post, a lui mando un bacio con la lingua e a voi do appuntamento a lunedì con l’Askedina dove spoglieremo l’ennesimo calciatore e a giovedì prossimo con un Ask Fabry vero e proprio dove introdurremo una grande novità, oggi ci andava di parlare di noi. Al plurale, come il Mago Otelma.

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[Il blog di Fabry]

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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