Elezioni politiche 2018: potevamo prevederlo?

Mi ero ripromesso di non propinarvi la mia analisi sulle Elezioni Politiche 2018, ma alla fine eccomi qui. Purtroppo lo scenario che si è delineato nelle ultime 24-48 ore è a dir poco apocalittico. È successo tutto per caso? Secondo me no.

Non ho la pretesa di fare una di quelle analisi dettagliate che vi tedierebbe per ore e ore, voglio però buttare sul tavolo alcuni temi per farvi riflettere. E se proprio vorrete essere tediati potete sempre stalkerarmi sui social.

L’Italia s’è Destra

Durante la campagna elettorale facevamo a gara a dare patentini di sinistra a questo o a quel candidato, intanto è successo che l’Italia è tornata nella Prima Repubblica. Non è che il Belpaese sia mai stato un covo di bolscevichi, anzi tendenzialmente è sempre stato un paese conservatore, un po’ bigotto ed egoista. Se una volta però votare Democrazia Cristiana era una buona soluzione per apparire un bravo cattolico (ma con una coscienza sporca che non si poteva pulire nemmeno con l’acido) ora il bravo cattolico se ne frega, giura sul Vangelo e sfancula il prossimo suo come nulla fosse. Fa il caritatevole ma sotto sotto (e nemmeno troppo sotto) vorrebbe sparare ai barconi che vengono avvistati a Lampedusa.

Matteo Salvini Rosario Elezioni 2018

E se Lega e Fratelli d’Italia non fossero già abbastanza, ora è arrivato anche il M5S che nel suo non prendere una posizione è la nuova DC. Rassicurante e qualunquista quanto basta. Moderatamente razzista.

La Destra e la Sinistra

La verità è che l’elettorato a poco a poco si è completamente staccato da quelle che erano le ideologie e i partiti monolitici che abbiamo conosciuto fino agli anni ’90. Mentre la nonna ancora cerca la falce e il martello sulla scheda (sbigottita che non esista un partito della rifondazione della rifondazione della rifondazione comunista), i nipoti ventenni (ammesso che vadano al seggio) non solo non conoscono Karl Marx o Ezra Pound, ma voteranno per il personaggio tv che più preferiscono, come se fosse il televoto di un qualsiasi reality show.

Insomma, mentre a noi della redazione tutto quello che succede sembra una netta virata a destra, all’elettore medio appare tutto normale e parlare di fascismo sembra del tutto esagerato. Probabilmente a scuola dovremmo fare un anno in meno di Assiri e Babilonesi e concentrarci di più sulla complicata storia del ‘900.

E gli operai cosa votano?

Torniamo ai cari anni ’80. In quegli anni davamo per scontato che gli operai iscritti alla CGIL avrebbero votato in massa per il PCI. Gli iscritti alla UIL il PSI. Gli iscritti alla CISL la DC.

Il numero di iscritti ai sindacati in 30 anni è di molto diminuito, ma è pur sempre rilevante. Peccato non esistano più i partiti di riferimento. Quindi c’è poco da stupirsi se l’elettore medio della Lega è iscritto alla CGIL. Se una volta il sindacato e il partito rappresentavano una visione del mondo indissolubile e dovevi sposarne la filosofia, oggi rappresentano solo “quello che mi fa comodo”, traducibile in “mi tutelano il posto di lavoro” e “cacciano gli immigrati”.

Voglia di Europa

Questo voto è stato un chiaro segnale che in Italia c’è voglia di Europa. Purtroppo non di +Europa ma di tutta un’altra Europa.

Un elettore su due ha detto a Bruxelles che le politiche sull’immigrazione, l’età pensionabile e i conti pubblici ce li gestiamo come vogliamo noi, fregandocene di regolamenti e direttive comunitarie che Salvini dovrebbe conoscere bene (o forse no visto che non si presenta mai in aula all’Europarlamento…).

Non è un caso che ora Macron e Merkel facciano mea culpa e si rendano conto dell’errore fatto dall’Unione Europea nel gettare gli Italiani nelle braccia di forze populiste e razziste.

Le visioni di Renzi

In tutto questo quadro catastrofico si inserisce un centro TRATTONE sinistra che non ha saputo leggere il Paese. Non capendo che ormai non è il partito quello che conta ma è il capo. Renzi rappresenta il PD e se Renzi è segretario e non lo sopporto, con il televoto lo mando in nomination. Insomma la personalizzazione della politica è un processo irreversibile, facciamocene una ragione. Il PD per tornare a vincere avrà bisogno di un nuovo personaggio mediatico da esaltare e fagocitare nel giro di 5 anni.

Matteo Renzi Silvio Berlusconi

A sinistra-sinistra si sentono ancora echi di piatti rotti. Una riserva indiana che lentamente scompare perchè non raccoglie più le istanze di quel proletariato degli anni ’60, perché, come ho già scritto, quella classe operaia non esiste più. Sicuramente battaglie nobili, ma in molti casi fuori tempo massimo.

Potevamo prevederlo

La risposta mi pare scontata. Avevo la consapevolezza che il Governo uscente avesse risanato i conti, diminuito il numero delle infrazioni europee, aperto una timida stagione di diritti civili, aumentato i posti di lavoro in modo più o meno diretto. Ma altrettanto gestito in modo approssimativo i temi della fiscalità e dei contratti di lavoro. Una sconfitta del PD mi sembrava ovvia, in questi termini però francamente non potevo proprio prevederlo. Appare evidente che un 20% dell’elettorato italiano si muova ad ogni tornata elettorale verso la formazione politica che chiude la buca sotto casa o dà 5 euro in più in busta paga. Anzi non conta nemmeno più farlo, basta prometterlo.

Il Dizionario della politica

Questo risultato almeno ci mette al salvo da alcuni termini e alcuni personaggi. Non sentiremo più parlare di voto utile, non nomineranno più il celeste, il baffino o il giglio magico.

Pero credo che tra qualche giorno sentirete nuovamente, ahimè, parlare di “Governo che non è stato eletto dagli Italiani”. Non succedesse mi riterrei offeso a morte.

Commenti via Facebook

claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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