Eurovision 2014 – 1a Semifinale: euroscandalo!

Chiedo la linea in diretta da Copenaghen per commentare insieme a voi questa prima semifinale di Eurovision Song Contest 2014. Ilalicious ci ha già spiegato perché ci troviamo oggi incollati davanti ai televisori, manco stessimo assistendo allo sbarco su Marte. A me spetta il difficile compito di rendere a parole la magnificenza di questo spettacolo che ogni anno ci aiuta a ripassare la geografia del vecchio continente: d’altronde la Lituania è un po’ il Molise d’Europa. Ma ora basta con la discriminazione territoriale, altrimenti ci squalificano il blog per almeno due turni e ci tocca far intervenire Fabry a’ Carogna.

Due parole sulla città di Copenaghen, che ho avuto la fortuna di visitare ben due volte: la seconda volta non mi ricordo praticamente niente perché faceva molto freddo e tutti sappiamo quale sia il miglior modo per riscaldarsi. La prima volta invece era d’estate e ricordo che la Patata, quella di una volta, tirava molto e c’erano in giro fighe spaziali accoppiate nel 99% dei casi con cessi immondi. Dopo questa mia raffinata analisi sociologica, possiamo passare alla cronaca della serata.

Lo spettacolo si apre con una celebrazione della vincitrice dello scorso anno, la danese Emmelie De Forest che guarda caso è bionda e discretamente figa. La canzone si intitolava Only Teardrops e la bella e brava Emmelie la performa come d’abitudine a piedi nudi. Si sa che nei Paesi del Nord l’igiene non viene proprio al primo posto fra le preoccupazioni della gente.


I conduttori sono tre: Pilou, Lise e uno vecchio che si maschera da giovane di cui mi sono perso il nome.

Iniziano subito con una verve che ci ricorda la frizzante conduzione di The Voice of Italy di Fabio Troiano, speriamo che si riprendano. Intanto però non ci possiamo distrarre nemmeno un minuto che la gara è già cominciata. Nel frattempo in sovrimpressione passano i migliori tweet della serata, evidentemente filtrati da qualche stagista molt distratto, visto che finisce in primo piano un tweet contenente la colorita espressione “DIO CRISTO”.

ARMENIA: Aram MP3 – Not Alone

Il nome del cantante è evidentemente ispirato a quello degli Aram Quartet e al loro travolgente successo internazionale. La canzone non è orrenda, anzi. Cresce e ha delle sonorità tutt’altro che scontate. Purtroppo però è poco trash, per cui non vincerà mai il premio della critica Signor Ponza.

LETTONIA:  Aarzemnieki – Cake to Bake

Salgono sul palco in quattro e portano subito dell’allegria immotivata. Viene il sospetto che nella cake di cui parlano abbiano messo qualche sostanza non gradita alle forze dell’ordine. Il ritmo è molto semplice e potrebbe essere perfetto come colonna sonora per una vacanza estiva in Lettonia, se solo fosse una cosa che esiste.

ESTONIA: Tanja – Amazing

La nostra amica Estone è una modella che evidentemente si crede Pink, visto che ha messo in piedi una performance in cui si fa sbattere a destra e a manca da un ballerino che per motivi a me oscuri indossa un auricolare come se dovesse cantare. In ogni caso la canzone ha un discreto potenziale puttanpop, anche se non sfonda fino in fondo nel mio tenero cuoricino.

SVEZIA: Sanna Nielsen – Undo

Per il ciclo “Europregiudizi”, anche la Svedese è una discreta patata di quelle che piacciono a Rocco Siffredi, tanto da guadagnarsi il titolo di “Euromilf”. La sua Undo è un grande “vorrei ma non posso”, potrebbe avere senso solo se si chiamasse Celine Dion. Però si tratta di un brano con un grande potenziale per l’Eurovision, soprattutto perché come al solito c’è la mafia dei Paesi del Nord che si votano a vicenda come gli uomini all’Isola dei Famosi, mentre le donne, come ci insegna Queen Simona Ventura, si fanno sempre la guerra.

ISLANDA: Pollaponck – No Prejudice

Questo simpatico gruppo sale sul palco portando colori e facendosi riconoscere subito da tutto il Twitter come i Power Rangers europei. Io sento di amarli perché sono gli Elio e le Storie Tese d’Islanda e perché cantano dell’uguaglianza, del volersi bene e del fatto che siamo tutti uguali. Tutte cose che pratico nella vita quotidiana. Einvece.

ALBANIA: Hersi – One Night’s Anger

Italiana d’adozione, Hersie vorrebbe quindi essere la nuova Anna Oxa, ma io non vedo nessun tanga che spunta dai pantaloni, né olio di cocco sulla sua pelle. Anche la canzone non è all’altezza dei capolavori della sua connazionale. Grazie Albania, ci vediamo il prossimo anno.

RUSSIA: Tolmachevy Sisters – Shine

Dalla Russia se non vengono in due come le t.A.T.u non sono contenti. In questo caso abbiamo l’aggravante della minore età. Il brano scelto è anonimo quanto un brano qualsiasi dei Black Keys.

AZERBAIJAN: Dilara Kazimova – Start a Fire

Sullo sfondo si esibisce una trapezista, evidentemente da quelle parti non è ancora arrivato il Cirque du Soleil. Start a Fire credo centri in pieno il suo obiettivo: mi viene voglia dopo tre minuti di prendere fuoco per mettere fine a questa sofferenza.

UCRAINA: Maria Yaremchuk – Tick-Tock

L’Ucraina finalmente riporta in alto l’asticella dell’Euro-puttan-pop, mentre sullo fondo si esibisce un uomo criceto e la nostra Maria si dimena sul palco come se fosse posseduta dalle Pussycat Dolls tutte.

BELGIO: Axel Hirsoux – Mother

Il cantante belga si presenta con una canzone dedicata alla madre, probabilmente per ringraziarla dei numerosi manicaretti che gli ha preparato nel corso della sua vita e che hanno lasciato i segni su questo fisico “burroso”. Ricordiamo che “burroso” è l’aggettivo che si usa con Valeria Marini. La canzone è una roba a metà strada tra il pop e la lirica, un connubio che mi fa venire l’orticaria già con Bocelli, figuriamoci con questo qua.

MOLDAVIA: Cristina Scarlat – Wild Soul

La Cristina mi sembra uscita da uno di quelle serie tv fantasy che vanno di moda ora e anche la canzone si intona con il tono epico della performance. Un po’ baldracca attempata, un po’ Sandra Milo, non so se amare o detestare. Nel dubbio: detestare sempre.

SAN MARINO: Valentina Monetta – Maybe

Lei è una rossa de cavei e sappiamo tutti di cosa vanno ghiotti i rossi di capelli: di CAROTE! Non mi dilungherò sulla canzone perché fa abbastanza schifo, ma vorrei spendere due parole sul fatto che San Marino è tre anni che manda sempre Valentina Monetta e non arriva mai in finale: forse non è il caso di puntare su un altro artista San Marinese? Ammesso che ne esistano.

PORTOGALLO: Suzy – Quero Ser Tua

La portoghese Suzy centra in pieno il senso dell’Eurovision: Quero Ser Tua è la colonna sonora perfetta per il gioco aperitivo a bordo piscina nel villaggio vacanze, con l’animatore molesto che cerca di convincerti a tutti i costi a partecipare. Il vestito color carne è altrettanto adorabilmente osceno. 10+, totally la mia preferita.

OLANDA: The Common Linets – Calm after the Storm

Questa moda del country deve finire. Già siamo pieni del country che arriva dall’America, figuriamoci se ci mettiamo pure a produrlo qui in Europa. E poi questo è Eurovision, non c’è spazio per suoni raffinati e voci sussurrate. Vogliamo glitter! Arcobaleni! Unicorni che volano! NEXT!

MONTENEGRO: Sergej Cetkovic – Moj Svijet

Il Montenegrino già solo a guardarlo in faccia, tutto vestito di nero vellutato, evoca morte. Però che ne sappiamo, magari nelle discoteche montenegrine suonano questa roba. Nel frattempo la Carolina Kostner del Montenegro rende omaggio sul palco a Grissin Bon. Sul finale subentrano i cori e io improvvisamente mi desto dal lungo sonno in cui sono sprofondato. Ma non è sufficiente, anche questo per me è NO.

UNGHERIA: Andras Kallay Saunders – Running

L’ultimo cantante è in gara è l’Ungherese che tutto sembra fuorché un ungherese, almeno a giudicare dalla filmografia ungherese che tutti noi frequentiamo. Per quanto riguarda il livello di bonaggine, lascio esprimere Twitter:

https://twitter.com/CestaDiTazzo/status/463774270670528512

Running in sé non mi dispiace, anche se sa di già sentito e sa anche di canzone che domani mattina abbiamo già dimenticato.

Intanto siamo quasi giunta alla fine. Se solo i nostri programmi tv avessero questo ritmo, ci eviteremmo notti insonni passate a scrivere le cronache o a twittare commenti cattivi in attesa dell’agognata fine.

È arrivato il momento del televoto. Visto che già mi avete accusato di aver scritto un regolamento del concorsone di Eurovision troppo complicato, eviterò anche solo di cimentarmi nello spiegarvi come funziona il meccanismo di Eurovision. Che dopo n edizioni ancora non è chiaro nemmeno a me.

Il notaio nella persona del notaio annuncia che i qualificati per la finale sono:

  • Montenegro
  • Ungheria
  • Russia
  • Armenia
  • Azerbaijan
  • San Marino
  • Ucraina
  • Svezia
  • Olanda
  • Islanda

Io non sono per nulla d’accordo con i voti espressi dai miei concittadini europei, in particolare con l’esclusione del Portogallo dalla finale, che io nomino ora vincitore morale di questa edizione.

In compenso noi di Signorponza.com vogliamo darvi la possibilità di votare i vostri preferiti di questa serata nel sondaggione che abbiamo preparato per voi. E ricordatevi di votare almeno due volte per il Portogallo.

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