Eurovision Song Contest 2017 – Diario da Kiev (Giorno 4)

Ve lo avevo promesso ieri, e siccome sono una persona a modo, se prometto poi mantengo. Vale la pena venire a Kiev? Secondo me sì, anche quando non c’è l’Eurovision Song Contest.

Iniziamo col dire che con qualsiasi stipendio avete la possibilità di sentirvi vere regine. Nel ristorante più top dell’hotel più top del top ve la caverete con un pranzo sontuoso a 15 euro. In un ristorante normale anche abbondantemente sotto i 10 euro a cena.

Detto che mangiare costa poco, cosa si trova? Per chi come me è un fan di 2 Broke Girls ammetto che le premesse non erano delle migliori (ricordate che Oleg è Ucraino…), ma alla fine il pollo Kiev o i loro ravioloni con patate e funghi mi hanno salvato già un paio di volte. Se vi sentite più esotici provate tranquillamente anche un ristorante georgiano, anche lì grandi ravioli (ma questi fanno più ristorante cinese come stile) e pizze e focaccine con formaggio.

Ora che vi ho svelato come sto allegramente ingrassando, vi dico come smaltisco tutte queste calorie: camminando. Kiev è una città che si sviluppa su più colline, dunque se non avete delle scarpe comode sarete fritti.

Che cosa si può ammirare? Da un lato il meglio del real socialismo sovietico e dall’altro le chiese ortodosse variopinte. Per me però l’attrazione migliore continuano a essere le stazioni della metropolitana. Imponenti e profondissime. Basta andare a Gardaland! Un giro sulle scale mobili vi darà la stessa adrenalina del Colorado Boat. Scale lunghissime e ripidissime e, giusto per farvi sentire a vostro agio, anche velocissime. Per capirci metro gialla a Duomo, ma moltiplicate per 5.

E l’Eurovision Song Contest? La città è conciata per le feste? Ovviamente sì. Al di là del palazzetto dove si svolge lo spettacolo e dell’Euroclub (di cui abbiamo già parlato), c’è anche il consueto EuroVillage. Cos’è? Una fiera campionaria, una festa de L’Unità fuori stagione, un maxi schermo di RadioItalia senza musica italiana.  Immaginate un vialone di scorrimento pieno di negozi (tipo corso Buenos Aires a Milano) e lo chiudete al traffico. Montate un maxischermo e fateci esibire dei BRAVISSIMI quanto sconosciuti cantanti ucraini. Mettete qualche stand che venda hamburger, hot dog e birra locale. E tanti stand degli sponsor e del merchandising ufficiale. Il clima da sagra è assicurato.

Anche molti negozi hanno capito l’antifona e hanno adattato facciata e vetrina per celebrare la diversità nel migliore dei modi. Tempo una settimana e sparirà tutto, per ora però ci godiamo questa invasione eurovisiva.

Appuntamento a domani con nuovi retroscena dalla seconda semifinale!

Nel frattempo avete ancora poco meno di due giorni per partecipare al nostro concorso e indovinare il vincitore di Eurovision per vincere pazzeschi gadget a tema!

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.

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