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Il blog del Signor Ponza
Eurovision Song Contest 2018

Eurovision Song Contest 2018: guida alle canzoni della seconda semifinale

Manca sempre meno all’inizio del Eurovision Song Contest e dopo aver passato in rassegna le canzoni della prima semifinale, eccomi pronto a darvi le mie inutili opinioni sulle canzoni della seconda semifinale.

La seconda semifinale si terrà giovedì 10 maggio e potrete vederla su Rai4 o sul canale ufficiale di eurovision.tv

Al momento non è ancora sicuro se la programmazione RAI cambierà, ma pare che la stessa sera ci dovrebbe essere la finale di The Voice (sempre che non chiuda prima…).

Partecipano 18 paesi. Di questi SOLO 10 avanzeranno alla finale di sabato 12 maggio. A votarli saranno giurie e televoto dei 18 paesi partecipanti e Italia, Francia e Germania. Avete tempo un mese per controllare il credito telefonico ed essere sicuri di poter votare le vostre canzoni preferite!

Avevo già accennato che la semifinale tosta ed interessante è la prima, in questa invece il livello scende (se non tracolla) in modo imbarazzante.

Quello che si nota subito è la predominanza delle lingue nazionali. Il Montenegro ci presenta la classica (e un po’ trita e ritrita) ballata balcanica, la Georgia azzarda con una pezzo etnico jazz e per non farci mancare nulla l’Ungheria prova con un pezzo metal.

Serbia e Moldavia invece puntano alla dance con ritmici balcanici e un po’ neo-melodici.

L’Olanda forte del secondo posto conquistato nel 2014 con una canzone country ha richiamato una metà di quel duo e si presenta con un pezzo che suona tanto di Nashville.

Altro usato sicuro quello su cui ha puntato la Danimarca, il suo vichingo Rasmussen mette in scena un mezzo musical sulle saghe dei navigatori del Nord.

Non si fanno certamente notare per la loro originalità Romania, Ucraina e Malta. Tutto già visto e già sentito mille volte. Non sono canzoni brutte, ma nulla di emozionante.

Una proposta invece molto interessante e che per mille motivi mi spiazza ogni volta è quella della Lettonia. Laura Rizzotto sembra italiana ma invece è brasiliana. E solo per essere stata la prof di portoghese di JLo si è conquistata la mia simpatia.

Che dire invece di San Marino? La canzone è un po’ banalotta e nell’insieme davvero non lascia il segno. Ma del resto, noi che non siamo per nulla vendicativi, mica vorremo ricordare ai nostri vicini sanmarinesi che non ci danno MAI i 12 punti?

E anche questa settimana eccovi le canzoni TOP e BOTTOM della semifinale:

↑TOPS

Polonia

Di polacco a dire il vero c’è solo il 50% di questa produzione, ovvero DJ Gromee. Lui ha dato quel tocco di freschezza al pezzo dello svedese Lukas Meijer. A me ricorda molto il pezzo della Norvegia dello scorso anno e si candida ad essere tormentone estivo nei club scandinavi.

Svezia

Ingrosso? Non è il DJ, ma semplicemente suo cugino. La sua canzone è abbastanza piatta e un po’ richiama il Michael Jackson di una volta. In sua difesa bisogna dire che avere una mamma cantante ed un papà coreografo aveva la carriera già segnata. E la sua esibizione, non a caso vi fornisco quello che ha fatto sul palco del Melodifestivalen (la finale svedese), promette di essere qualcosa di pazzésco.

Australia

Non iniziate a farmi il solito pippone “ma cosa ci fa l’Australia ad Eurovision?” L’Australia trasmette Eurovision dagli anni 70, hanno già spedito Olivia Netwon John come partecipante inglese e hanno ascolti da capogiro per essere nella fascia oraria di UnoMattina. Come omaggio sono stati invitati a partecipare nel 2015 e da allora ci hanno sempre portato dei pezzi fantastici. Ogni anno potrebbe essere l’ultimo. Intanto noi godiamoci il pezzo più POP di tutto l’anno, quello di Jessica Mauboy.

↓BOTTOMS

Russia

Ai Russi piace vincere. Se non ci riescono la buttano in vacca. Lo scorso anno avevano causato un lieve caos diplomatico. Volevano mandare in Ucraina una cantante rea di essersi recata in Crimea dopo l’occupazione russa (in buona compagnia, visto che anche Al Bano e Toto Cutugno sono ospiti non graditi a Kiev). Combinato il pasticcio, la TV russa ha promesso a Julia che avrebbe partecipato quest’anno con una nuova canzone. Potrebbe anche presentarne altre venti, rimane che è proprio sfiatata. Potete controllare le reazioni al suo live di qualche settimana fa se non ci credete.

Norvegia

Vincere un Eurovision Song Contest e tornare qualche anno dopo è sempre rischioso. Fino ad oggi uno solo (Johnny Logan con la sua doppietta 1980 e 1987) ci è riuscito. Tutti gli altri tentativi sono finiti male o molto male. Per quanto Alexander Rybak sia un bel figliolo, non posso fare a meno di notare il piattiume di questa canzone. Dopo aver sbancato l’Eurovision nel 2009 ci aspettavamo molto di più di lui. Potrebbe qualificarsi ma per poi finire ventitreesimo in finale.

Slovenia

“Hvala, ne” in italiano si traduce come “no grazie”. Un titolo che si presta allo sbeffeggio gratuito. Perchè insomma a voler fare troppo i moderni poi si finisce per strafare. Non bastasse la forzatura sul pezzo moderno ci aggiungiamo anche la scarsa musicalità dello sloveno. Insomma amica Lea non sei Beyoncé.

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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