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Il blog del Signor Ponza
Eurovision Song Contest 2018

Eurovision Song Contest 2018: Diario da Lisbona – Day 1

#AllAboard è il tema di Eurovision Song Contest 2018. Letteralmente lo possiamo tradurre con “tutti a bordo” e per quello che ho visto nel mio primo giorno a Lisbona mi sembra davvero che l’organizzazione locale voglia coinvolgere quante più persone possibile.

Già in aeroporto il logo della manifestazione è ben presente e visibile a tutti e continua ad esserlo con locandine sparse in tutte le stazioni della metropolitana.

L’evento è ovviamente ospitato in un palasport di grande capienza: il Pavilhão Atlantico (ora conosciuto come Altice Arena). Insieme al circostante Parco delle Nazioni è una delle eredità dell’Expo 1998, esposizione mondiale il cui tema centrale era l’Oceano, tema che prepotentemente è tornato alla carica per questo Eurovision.

Intorno al Palasport sono stati allestiti dei tendoni che ospitano la Sala Stampa (da dove vi sto scrivendo) e tutti gli spazi per le delegazioni.

Come ben capite non è esattamente uno di quegli eventi che si possono improvvisare.

Se mi limitassi a descrivervi questa parte della città finirei per farvi credere che Eurovision è un evento esclusivamente per addetti ai lavori (ma definire un confine tra fan e stampa delle volte è molto difficile, e mi ci metto in mezzo anch’io). In realtà l’evento vuole e deve coinvolgere davvero tutti: turisti e cittadini.

Nella piazza principale della città, Praça do Comercio (che possiamo paragonare ad una Piazza Duomo a Milano o piazza San Giovanni a Roma) è stato allestito un EuroVillage. In sostanza una grande area con un palco da Concertone e una serie di stand degli sponsors ufficiali, contornati dagli ormai immancabili furgoni di street food. A cosa serve? Intanto da quel palco viene proiettato lo show durante le semifinali e la finale di sabato, ma nell’arco della settimana ospiterà i partecipanti durante la giornata e in serata propone un ricco programma di cantanti portoghesi.

Io ci ho fatto un giro ieri sera e non so esattamente chi fosse la vecchia gloria che si esibiva, ma i portoghesi presenti erano tutti molto entusiasti. A ma pareva un po’ Wilma De Angelis, ma vabbé.

Detto di tutti i “siti eurovisivi” eccomi alle prime impressioni su Lisbona:

  1. il portoghese è una lingua meravigliosa, peccato la parlino con una velocità supersonica e si mangino metà delle parole. Livello Milly Carlucci: su 10 parole ne capisci 2.
  2. il Fado (musica popolare portoghese) corrisponde al Flamenco. In ogni ristorante maggiorano i prezzi infilandoti un sedicente spettacolo di musica locale. No grazie.
  3. A Lisbona siamo indietro di un’ora rispetto all’Italia. Apparentemente è una differenza minima, ma io sono scombussolato più che fossi in Thailandia.

 

Vi ricordo che per avere più notizie fresche di giornata su Eurovision Song Contest potete ascoltare EuroStonata: lo speciale di RadioStonata in onda oggi alle 18 dalla Sala Stampa!

 

Commenti via Facebook

claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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