Eurovision Song Contest 2018: Diario da Lisbona – Day 3

Cari amici vicini e lontani, ieri sera è stato il momento della prima Semifinale di Eurovision Song Contest 2018. Molti di voi nel segreto della vostra cameretta avete tradito Barbarella ed il GF. E avete fatto bene!

Quello che pero’ avete visto voi era di gran lunga diverso dallo show che io e gli altri gay spettatori abbiamo visto alla Altice Arena di Lisbona.

Iniziamo con l’essere polemici: la scelta scellerata della tv portoghese di non voler mettere i classici schermi al LED sul palco ha prodotto una interessante ma preoccupante deriva delle esibizioni eurovisive. Molti paesi si sono portati sul palco un mobilio degno di un catalogo IKEA. E chi non lo ha fatto ha aggiunto simpatici effetti in post-produzione.

Quindi tutti quei petali di rosa aggiunti all’esibizione bielorussa (tanto da farlo sembrare il famoso Marzio di Sailor Moon) noi in Arena non li abbiamo nemmeno visti. Per carità si tratta di uno show televisivo, pero’…

Una dei misteri che a casa diventa sempre difficile da capire è la presenza di quelle simpatiche clip, le famose “cartoline”. Hanno un duplice compito:

  1. permettere ai commentatori di sparare quattro minchiate introdurre i cantanti
  2. permettere alla produzione di preparare il palco con una velocità supersonica

Il secondo punto chiaramente giustifica le ore ed ore di prove ufficiali, che evitano imbarazzanti tempi morti o telecamere che si frantumano contro i cantanti (Alessio Bernabei ancora credo se lo ricordi come finì a Sanremo).

Ricordo ai molti che si sono lamentati del commento italiano che è possibile vedere la diretta di Eurovision sul eurovision.tv in versione originale e senza commenti! 

L’atmosfera dell’arena è come sempre elettrizzante ed è dovuto a questa babele di nazioni. Uno spettacolo televisivo che supera i confini e fa sì che un inglese tifi Israele, un israeliano tifi Cipro ed un italiano tifi tutte e due. Quando si dice “la musica unisce i popoli”.

Ed eccomi giunto alle mie considerazioni quotidiane su Lisbona:

– la città è invasa di turisti francesi. Non sono interessati ad Eurovision (e capirai la novità! Lo schifano da 10 anni e più definendolo svilente per la musica francese chchch) ed in compenso colonizzano Lisbona. Ovunque vadano per loro tutto deve essere fatto in francese, non prendono in considerazione che a Lisbona si parli portoghese.

– i mezzi pubblici portoghesi fanno concorrenza ad Atac. Ci sono autobus e tram ma non è chiaro se, dove e quando passino. Spero di non fare la fine della povera Carmen Di Pietro e farvi un reportage dall’autobus in fiamme…

-i baristi ed i camerieri portoghesi non badano a fronzoli. Sono lenti e pure poco amichevoli. Preparatevi a tempi biblici e guai a voi se osate mettere loro fretta (Imbruttiti vi ho avvisato!).

Vi ricordo che per avere più notizie fresche di giornata su Eurovision Song Contest potete ascoltare EuroStonata: lo speciale di RadioStonata in onda oggi alle 19 dalla Sala Stampa!

Commenti via Facebook

claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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