Dolce e Gabbana contro Miley Cyrus: cosa è successo

È ormai da qualche anno che Stefano Gabbana, partner lavorativo di Domenico Dolce, periodicamente ci riempie le giornate grazie a qualche polemica idiota e becera che a confronto i litigi dei bambini dell’asilo sono questioni di Stato.

L’ultima polemica fresca fresca è infatti quella contro Santa Miley Cyrus da Malibu, e siccome so che non vedete l’ora di sapere cosa è successo, eccomi a ricostruire i fatti.

Miley, nostra signora dei martelli, ha postato sul suo account Instagram una foto del fratello Braison Cyrus che ha sfilato per Dolce&Gabbana durante la settimana della moda maschile  insieme ad altri giovani talenti (Braison Cyrus è infatti un musicista).

Congrats @braisonccyrus on walking in your 1st runway show…. It's never been my little brothers dream to be a model as HE is one of the most talented musicians my ears have ever been given the gift of hearing…. BUT it is a Cyrus family trait to try everything once (within reason HA) and to embrace opportunities that encourage you to step out of your comfort zone! We believe in trying something new everyday! I love you Prince Suga Bear and seriously congratulations on your experience! I am so proud of you always…. From Nashville to Italy! 👑❤️👑❤️👑❤️ PS D&G, I STRONGLY disagree with your politics…. but I do support your company's effort to celebrate young artists & give them the platform to shine their light for all to see!

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Nella didascalia Miley scrive di essere orgogliosa per il fratello anche se insomma lui non è mica nato per fare il modello però fa niente ecco, e alla fine ci tiene a farci sapere che lei non è per nulla d’accordo con le politiche dell’azienda ma che apprezza il suo sostegno ai giovani artisti.

Secondo voi cosa avrà risposto a tale commento il nostro Stefano Gabbana? Si sarà detto dispiaciuto e aperto ad un confronto critico e costruttivo?

Manco per la ceppa; ha subito iniziato a sbroccare pubblicando uno dei suoi post sgrammaticati e estremamente spocchiosi che si è anche premurato di tradurre in inglese, facendosi aiutare probabilmente da Donatella Versace.

Lo “stilista”, sentendosi toccato sul vivo, ha iniziato a fare riferimenti alla politica, in particolare a quella Americana e dando dell’ignorante a Miley che io così:

I commenti ovviamente non si sono fermati, e rendiamoci conto che il tono e il livello delle sue argomentazioni sono questi:

Come se non bastasse ha poi comunicato sempre tramite un commento che a causa delle parole di Miley il brand Dolce&Gabbana avrebbe interrotto qualsiasi rapporto lavorativo col ragazzo.

E qui secondo me casca l’asino, perché che tu dia di matto senza alcuna argomentazione sensata lo si può anche tollerare, ma che dall’esprimere un’opinione, magari non richiesta ma pur sempre legittima, ne derivi una scelta del genere diventa un atteggiamento grave e arrogante, e dei personaggi pubblici non dovrebbero permetterselo.

In tutto questo delirare, Stefano in un commento ha anche finto di non sapere chi fosse Miley Cyrus, quando fu proprio Dolce&Gabbana a vestirla per il red carpet degli MTV Video Music Awards del 2o13, in una delle serate più discusse della sua carriera, quella per intenderci dove si esibì twerkando sul pacco di Robin Thicke.

Questa è però solo l’ennesima di mille polemiche che il Gabbana ha scatenato, si è scagliato contro Claudio Sona, il primo tronista gay di Uomini&Donne, sbugiardandolo molto tempo prima delle recenti rivelazioni; si è scagliato contro le varie case di moda che a suo dire copierebbero i loro vecchi look (cosa che loro fanno puntualmente, anche durante quest’ultima sfilata) e in generale Stefano Gabbana si scaglia contro chi in qualche modo dissente dal suo insindacabile modo di vedere le cose.

Il suo commento preferito per offendere è solitamente: IGNORANT!!! Sì, lo so che fa ridere, detto da lui suona come un complimento.

Ma le tra le varie crociate, quelle sicuramente più degne di nota sono:

Dolce&Gabbana VS le famiglie arcobaleno

Tutto ha inizio nel 2015 con un articolo di Panorama in cui sia Domenico che Stefano dichiarano che per loro l’unica famiglia possibile è quella tradizionale composta da uomo e donna e definendo sintetici i bambini nati tramite maternità surrogata.

Apriti cielo, la comunità gay e non solo giustamente insorge, persino personaggi come Madonna ed Elton John rilasciano dichiarazioni contro tali affermazioni; i due capendo di aver pestato un gran merdone e preoccupati per la loro immagine, decidono di fare retromarcia, arrivando addirittura a produrre una linea orrenda di accessori raffiguranti famiglie omogenitariali, di fatto monetizzando su ciò che avevano denigrato. Geniale.

Dolce&Gabbana VS la gente

A seguito dell’elezione di Donald Trump (che a scriverlo ancora non ci credo) inizia il fuggi fuggi di molti stilisti, come ad esempio Marc Jacobs e Tom Ford, che prendono apertamente posizione dichiarano che non avrebbero vestito la First Lady Melania Trump.

Cosa fanno allora i nostri re del pizzo nero? Sì fiondando su Melania senza colpo ferire, e lei volpina furbina inizia ad indossare abiti Dolce & Gabbana come neanche Simona Ventura nei tempi d’oro. Sceglie di indossare un abito dei due stilisti addirittura per il suo ritratto ufficiale.

melania trump dolce&gabbana

 

Stefano Gabbana inizia quindi a instagrammare come una preadolescente tredicenne foto su foto della First Lady, ringraziandola, riempendola di cuori e emoji a caso e lanciando hashtag improbabili.

I fan del brand dotati di un minimo di giudizio critico, iniziano quindi a inveire contro i post dello stilista, dicendo che non avrebbero più acquistato prodotti Dolce&Gabbana.

E voi come pensate che l’abbia presa lo Stefano? Avendo rispetto delle persone e delle loro opinioni?

Come no. Gabbana inizia a inveire contro tutti addirittura deridendo l’hashatg che nel frattempo era stato lanciato: #BoycottDolceGabbana. La vicenda culmina con la messa in scena di una finta protesta organizzata dalla casa di moda e dove sono loro stessi a rilanciare l’hashtag e a farne addirittura delle t-shirt che potete acquistare alla modica cifra di 175 euro.

Vi ricordate quando tempo fa il presidente di Barilla se n’è usci con quella battuta infelice sui gay? Si scatenò un vero inferno, perché i reali acquirenti di Barilla erano tantissimi e il rischio per l’azienda era reale. Arrivarono sentite scuse e alla fine tutti felici e contenti tornammo a mangiare la nostra pasta integrale.

Nel caso di Dolce & Gabbana il vero problema, che trovo doppiamente offensivo, è che Gabbana non solo non ha rispetto per chi la pensa diversamente da lui, ma li denigra consapevole che nel 90% dei casi quelle persone non possono permettersi di essere acquirenti del brand. È offensivo perché sul concetto di “real people”, tradizione e famiglia ci stanno campando ormai da anni, in un’estetica che è fortemente dissonante con la realtà che vogliono rappresentare.

Che un brand di moda non faccia politica è più che giusto, in fondo parliamo di vestiti; ma che ci si lavi le mani pensando di non avere delle responsabilità è sbagliato. Il punto è che se io sono uno stilista, nel vestire una donna devo sentirmi orgoglioso di quello che quella donna rappresenta. Di belle modelle ce ne sono tante e il loro lavoro è quello di indossare vestiti. Nel caso di Melania, invece, non possiamo considerare esclusivamente la sua bellezza, indubbia, senza tenere conto che è consapevolmente sposata con uno degli uomini più potenti della Terra e che quest’uomo è uno dei portabandiera della misoginia, del razzismo e dell’omofobia.

Sono sicuro che di polemiche sterili di questo tipo ne vedremo ancora molte e son curioso di capire quando l’azienda si renderà conto che un personaggio con una tale risonanza mediatica, alla lunga, può diventare dannoso per l’immagine del brand. Quel giorno mi troverete così:

 

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endymion

Nella vita reale mi chiamo Davide, ma nell’internet sono Endymion, che molti credono essere un riferimento alla mitologia greca e invece è un omaggio a Sailor Moon, la paladina della giustizia nonché della mia vita. Amante del kitsch e del trash, ma di quello che fa il giro e diventa chic.
Scrivo di moda per passione ma compro solo alle svendite.

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