Gatto

Martedì sera sono stato a teatro a vedere Cats, la versione italiana del musical di Andrew Lloyd Webber. Costumi di Enrico Coveri, coreografie di Daniel Ezralow (che molti ricorderanno come il pianolista pazzo di Amici) e Giulia Ottonello (vincitrice dell’edizione 2002 di Amici) nella parte di Grisabella (anche conosciuta come “Rugabella”), quella che canta Memory, per intenderci.

Forse ero distratto perché avevo altri cazzi per la testa, oppure è stata colpa degli effetti collatterali della dipendenza da Moment che sto sviluppando in questi giorni, comunque lo spettacolo non mi ha fatto impazzire.

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Devo anche premettere che non conoscevo la versione originale del musical, ma la mia amica Jessi, profonda conoscitrice del genere, nonché amica intima di Jacopo Sarno, mi raccontava che Cats fu proprio accusato di essere un musical “senza spina dorsale”, cioè con una trama molto debole, che però stupì tutti per la bravura del cast, oltre che per le musiche e le coreografie spettacolari. Ecco, probabilmente è questo che è mancato alla versione italiana e che mi ha impedito di apprezzarlo fino in fondo.

O forse il motivo è semplicemente un altro e questa mia rivelazione mi renderà probabilmente antipatico al 70% della popolazione mondiale (che, notoriamente, legge tutta quanta questo blog): i gatti non mi stanno simpatici, anzi. Il restante 30% me lo giocherò quando ribadirò il mio odio per i bambini.

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